Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

RSA

Lombardia, via a telecamere in case di riposo e strutture per disabili

Il provvedimento regionale incentiva l’installazione con uno stanziamento di 1 milione e 400mila euro nel 2017

Disco verde del Consiglio regionale della Lombardia, il 14 febbraio 2017, alle telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili per prevenire furti e maltrattamenti. Il provvedimento, prima firmataria Elisabetta Fatuzzo (Partito Pensionati), è stato approvato a maggioranza. Si sono astenuti i rappresentanti di M5Stelle, Partito Democratico e Patto Civico (perplessità sul ricorso a una legge specifica), contraria Chiara Cremonesi, SEL (precedenza ad altri aspetti, a partire dal riconoscimento vero delle competenze fino ai rischi professionali).
L’installazione delle telecamere non è obbligatoria. Le strutture che decideranno di farvi ricorso potranno contare, quest’anno, su uno stanziamento complessivo pari a 1milione e 400mila euro. Un emendamento del Partito Democratico, recepito dalla relatrice, prevede una compartecipazione della Regione pari almeno al 50% della spesa complessiva.
FURTI E MALTRATTAMENTI
In Lombardia attualmente sono presenti 678 residenze sanitarie assistenziali per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta). Il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle RSA della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza.
L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle RSA lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.
AREE E AUTORIZZAZIONE
Telecamere e circuiti di videosorveglianza potranno essere collocati solo in corridoi, sale d’attesa e altre aree comuni e per l’installazione sarà necessaria l’autorizzazione dei sindacati interni. A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
L’elenco delle residenze sanitarie assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato sul sito della giunta regionale. Non ci saranno incentivi premianti ai fini dell’accreditamento. 

Ricovero anziani, voucher da 1000 euro ai più bisognosi

Stanziati in Lombardia 10 milioni di euro per ridurre i costi delle rette - Beneficiarie circa 10mila persone

Voucher da 1.000 euro per gli anziani particolarmente gravi ricoverati stabilmente in Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per 360 giorni annui. A disposizione, 10 milioni di euro. Destinatarie, circa 10.000 persone residenti in Lombardia. È quanto prevede una «misura innovativa» della giunta regionale della Lombardia, approvata il 31 luglio 2017 su proposta dell'assessore al welfare Giulio Gallera.
L’intervento è diretto ai ricoverati in tutte le Rsa accreditate e a contratto del territorio, classificati nelle classi Sosia 1 e Sosia 2, sia su posti ordinari sia in Nuclei Alzheimer, per una durata di almeno 360 giorni, nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 30 settembre 2017. Queste persone presentano maggiori livelli di fragilità e quindi maggiore bisogno di cura e di risorse.
La delibera regionale si aggiunge a un’intesa raggiunta tra Gallera e i sindacati. «Se il numero degli aventi diritto dovesse essere inferiore a quanto previsto o il finanziamento dovesse essere integrato anche con successivi provvedimenti», ha spiegato l’assessore, le risorse disponibili saranno assegnate, «tramite un voucher di valore pari a quello dei primi beneficiari, alle persone ricoverate in Rsa - sempre relativamente al periodo dal 1 ottobre 2016 al 30 settembre 2017 - anche per una durata inferiore ai 360 giorni, con modalità progressive comunque non al di sotto dei 180 giorni. In caso di periodo identico prevale la maggiore età dell'ospite». 

"Residenze in Musica" fino ad agosto tra Besozzo, Vedano Olona, Casalzuigno, Malnate

I concerti nelle Residenze sanitario assistenziali aperti anche al pubblico

Con il concerto di Irene Veneziano alla Fondazione Ronzoni di Besozzo, domenica 3 aprile sono iniziati gli appuntamenti con "Residenze in Musica 2016". La manifestazione, con il sostegno tra gli altri della Fondazione comunitaria del Varesotto, porta le sue lezioni-concerto nelle Residenze sanitario assistenziali e proseguirà fino al 1° agosto. Località, Besozzo, Vedano Olona, Casalzuigno, Malnate.
I concerti (direttore artistico e organizzativo, maestro Livia Rigano), ad ingresso libero e dedicati agli ospiti delle residenze, sono anche aperti al pubblico che ha occasione, al di là dell'evento culturale in sé, di entrare in contatto con la realtà di queste strutture.
Nel programma 2016 non c'è parte del mondo tralasciata dall’offerta musicale e non c'è danza che non venga eseguita, dal valzer al tango, attraverso la tarantella e la milonga. Il pianoforte, asse portante dei concerti, è affidato alle mani soliste di un’affermata pianista o di una giovane promessa, entrambe del territorio, oppure è suonato a quattro mani anche in dialogo con altri strumenti.
Il programma
Domenica 17 aprile ore 16.30 - Fondazione Ronzoni – Besozzo, Greensleeves Gospel Choir;
sabato 14 maggio ore 16.30 - Fondazione Poretti-Magnaghi - Vedano Olona Walter Mammarella Giordano e Fabrizio Prestipino pianoforte a 4 mani. Musiche di Moszkowski, Scharwenka, Moszkowski e Čajkovskij;
domenica 15 16.30 - Fondazione Longhi-Pianezza – Casalzuigno Christian el Khouri  e Enea Leone chitarre. Musiche di Giuliani, Torroba e Piazzolla;
sabato 18 giugno ore 16.30 - La Residenza a Malnate Trio Friedrich – viola, clarinetto e pianoforte. Musiche di Mendelssohn e Piazzolla;
domenica 19 ore 16.30 - Fondazione Poretti-Magnaghi - Vedano Olona Giovani in concerto: Silvia Franzi  pianoforte. Musiche di Beethoven, Chopin e Brahms;
domenica 24 luglio ore 17 - Villa Della Porta-Bozzolo – Casalzuigno Trio Calliope oboe, corno e pianoforte. Musiche di Nyman, Gershwin, rota e Morricone
lunedì 1 agosto ore 17 - La Residenza – Malnate Silvia Guglielmelli saxofono – Livia Rigano pianoforte. Musiche di Gurewich, Milhaud, Gershwin, Piazzolla.

Alzheimer, in Lombardia circa 200.000 malati

Alla cronicità e fragilità degli anziani dedicate innovative misure di sostegno

In Lombardia si contano circa 200.000 persone affette da forme di demenza (Alzheimer e altre) e dal 2004 a oggi sono aumentate del 22% le persone ospitate nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Questi dati, emersi il 21 aprile a Milano durante la presentazione di una ricerca di Aima e Censis sull'impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer, indicano che la cronicità e la fragilità degli anziani sono sempre più un tema centrale per le politiche socio-sanitarie.
'RSA APERTA'
Alla condizione delle persone e dei loro familiari la Lombardia, secondo l’assessore regionale Giulio Gallera, offre un sostegno innovativo con l'evoluzione del Sistema socio-sanitario. Una delle misure è la 'Rsa Aperta', introdotta attraverso il Fondo per la famiglia. Interventi diversificati, personalizzati e flessibili aiutano la famiglia a gestire la fragilità-cronicità dell'anziano al proprio domicilio.
VOUCHER DI AUTONOMIA – Un altro sostegno è il 'Voucher di autonomia". Oltre a favorire l'autonomia delle persone anziane, mira a migliorare le condizioni di vita del suo intero nucleo familiare attraverso la concessione di un contributo di 400 euro al mese per 12 mesi.
LEGGE ASSISTENTI FAMILIARI – Un’ulteriore misura arriverà dalla definizione delle “Linee guida” per l'applicazione della legge regionale a favore del lavoro svolto dagli assistenti familiari. La legge prevede, tra l'altro, l'istituzione di Registri territoriali che contengono informazioni circa le competenze, la formazione e le disponibilità orarie degli assistenti. 

Lombardia, 50 milioni per minori, donne vittime di violenza, ludopatie

Prende forma in Lombardia il Fondo a sostegno della famiglia

Stanziati 50 milioni di euro a disposizione di minori fragili, donne vittime della violenza, lotta alle ludopatie in Lombardia. A Milano, il 30 ottobre, l'assessore regionale alla Famiglia, solidarietà sociale e volontariato Maria Cristina Cantù ha avviato il "Fondo a sostegno della famiglia", istituito nel maggio 2013. Il provvedimento definisce aree di intervento, beneficiari e strumenti.
In Lombardia il sistema delle fragilità abbraccia 310.000 ultra65enni, 26.000 minori, 37.825 persone affette da grave o gravissima disabilità. Le Rsa (residenze sanitarie assistenziali) sono 645 e offrono più di 57.000 posti.
TIPOLOGIE DI INTERVENTO - Il Fondo prevede un voucher mensile che consente di disporre di 115 euro al giorno per la residenzialità di minori con gravi disabilità e di 12 euro al giorno per la residenzialità leggera.
Per le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e Rsd (Residenze sanitarie per disabili) aperte il voucher mensile è di 500 euro. Il piano prevede anche la presa in carico e la cura delle persone affette da gioco d'azzardo patologico (ludopatie) con voucher di 200 euro mensili e una campagna di sensibilizzazione e informazione per la prevenzione.
Per l'assistenza socio-sanitaria dei minori inseriti nelle comunità residenziali con provvedimento giudiziario il contributo giornaliero è di 35 euro assegnati al Comune affidatario.

Case di riposo e strutture per disabili, la Lombardia apre alla videosorveglianza

Stanziati 1 milione e 400mila euro - Contributi fino a 15mila euro per ogni struttura

In Lombardia le case di riposo e le strutture per disabili potranno avere contributi per l’installazione di telecamere di videosorveglianza. A disposizione 1 milione e 400mila euro, assegnati alle singole Aziende per la tutela della salute (Ats): 126.757 euro a quella della Brianza, 408.057 euro alla Città metropolitana, 72.547 euro all’Ats della Montagna, 175.807 alla Val Padana, 211.187 all’Insubria, 131.738 per Bergamo, 148.110 per Brescia e 125.797 per Pavia.
I contributi sono previsti da un regolamento accolto il 1° agosto 2017 con parere favorevole della maggioranza dalla Commissione Sanità dell’assemblea regionale. Critici i gruppi di minoranza. A loro avviso, per installare le telecamere non serviva una legge specifica, ma sarebbe stato più che sufficiente un semplice bando della Giunta regionale.
INSTALLAZIONE
L’installazione delle telecamere non è obbligatoria e può essere fatta solo nelle cosiddette aree comuni
(esterno, corridoi, sale d’attesa, eccetera). In caso di mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali, sarà comunque possibile installare le telecamere se in possesso di autorizzazione concessa dalle sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria in caso di avviso e notizia di reato. L’elenco delle Residenze sanitarie assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato con evidenza sul sito della Giunta regionale.

STRUTTURE E RICOVERATI
In Lombardia attualmente sono presenti 678 residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta). Il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle Rsa della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza.
L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle Rsa lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.
CONTRIBUTI E DOMANDE
Le domande potranno essere presentate all’ATS territorialmente competente dalle Residenze sanitarie assistenziali e dalle Strutture residenziali e semiresidenziali per disabili pubbliche, e da quelle private accreditate al 31 dicembre 2016. Le singole ATS dovranno poi fornire regolare rendicontazione delle spese sostenute.
L’importo massimo erogabile per ciascuna struttura indicato dalla Commissione è di 15mila euro (la Giunta aveva proposto 10mila euro) e comunque non potrà superare il 70% della spesa complessiva: l’entità del contributo sarà parametrata al numero di posti letto presenti nella struttura richiedente. Sono previste premialità per quei progetti che prevedano la presenza delle telecamere nelle aree comuni e nelle zone adiacenti la camere di degenza degli ospiti.  

Da Agra un progetto pilota regionale nei servizi alla persona

La sperimentazione della Rsa “Albertini Vanda” presentata a Luino il 26 settembre

Curare il paziente di patologia cronica degenerativa e, insieme, sostenere anche la famiglia nel proprio ruolo di soggetto di cura. È questo l’obiettivo della residenza sanitaria assistenziale “Albertini Vanda”, inaugurata ad Agra (Varese) sabato 26 settembre dalla S. Ambrogio Servizi srl. Il progetto, come ha precisato l’amministratore unico Gianni Caprara, impegnerà una cinquantina di persone.
«È una struttura “tarata” sulle esigenze di un'area ed è il primo progetto pilota di Regione Lombardia per creare un centro di servizi alla persona in un territorio montano, costruendo una sinergia tra le risorse territoriali a fronte dei bisogni locali». Così, mercoledì 30 settembre, nel corso della conferenza a Luino dedicata alla costituzione di un presidio socio-sanitario territoriale montano, il consigliere regionale Fabio Rizzi ha definito la nuova struttura, considerandola «un esempio concreto» della legge regionale 23 del 2015.
Oltre Fabio Rizzi e Gianni Caprara, a Palazzo Serbelloni c’erano anche il vicesindaco, Alessandro Casali, e l’assessore dei servizi sociali di Luino, Caterina Franzetti, il direttore sociale dell’Asl di Varese, Lucas Gutierrez, e il sindaco di Agra, Ernesto Griggio.
Il modello del Centro Multiservizi per la Persona Montano (Cmpm) è, come ha commentato Casali, «una "community care": una tela che si intesse tra fili formali ed informali e tra il pubblico e il privato che ha come obiettivo il coinvolgimento di tutte le risorse del nostro bel territorio montano». «Ad Agra, ha aggiunto, la Regione Lombardia ha dato il via a una sperimentazione che sia da Brescia sia da Bergamo è già stato chiesto il modello affinché possa essere riprodotto». 

Condividi contenuti