Edizione n.48 di mercoledì 13 dicembre 2017

ristorni

Frontalieri: «Ristorni a rischio» e la Lombardia lancia l'alleanza dei sindaci

Primi incontri a Como e Luino

Il nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia non lo prevederebbe più e per i territori di frontiera italiani verrebbe a mancare uno strumento che negli ultimi quarant'anni ha garantito una certezza nei loro bilanci. Di qui l'appello alle armi di Regione Lombardia ai sindaci in difesa del ristorno frontalieri.
L'assessora regionale Francesca Brianza ha promosso due incontri tra Como (martedì 12 dicembre 2017) e Luino (mercoledì 13 dicembre, ore 17.30, palazzo comunale) per lanciare «un'alleanza tra tutti i sindaci dei territori di frontiera, al di là del colore politico, per difendere ciò che ci spetta di diritto».

RISTORNI
I ristorni sono le tasse che i lavoratori frontalieri pagano in Svizzera e che, come da accordo fiscale del 1974, Berna restituisce in parte ai Comuni di frontiera. Negli ultimi anni il numero dei frontalieri, concentrati principalmente nelle province di Varese e Como, è passato da circa 43mila nel 2011 a quasi 53mila nel 2015 ed è in costante aumento. Per i territori c'è pertanto in ballo un incremento delle risorse ristornate.
IMPORTI
Nel 2017 le somme attribuite alle Province, in base ai criteri di Regione Lombardia, ammontano a quasi 14 milioni di euro: circa 7,6 milioni di euro alla provincia di Varese e 5,7 milioni alla provincia di Como che verranno utilizzati per spese di manutenzione di edifici pubblici, impianti, strade, piste ciclabili.
«A queste risorse – ha puntualizzato Brianza - si aggiunge la fetta più grande: 22,867 milioni di euro per i Comuni della provincia di Como e 21,743 milioni di euro per i Comuni della provincia di Varese, ripartiti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze secondo i criteri stabiliti da Regione Lombardia».
Di fronte al rischio di perdere queste risorse, Brianza lancia «un'alleanza tra tutti i sindaci dei territori di frontiera, al di là del colore politico, per difendere ciò che ci spetta di diritto». 

Ristorni dei frontalieri, oltre 30 milioni di euro per la provincia di Varese

Alla Comunità montana Valli del Verbano andrà circa 1 milione

La loro esistenza non sarebbe più prevista dal nuovo accordo fiscale tra Roma e Berna e pertanto arrivano ancora più rigeneranti i ristorni fiscali dei frontalieri per le casse delle amministrazioni comunali delle province di Como, Varese, Sondrio e Lecco. Per la sola provincia di Varese sono in ballo oltre 30 milioni di euro.
I ristorni sono le tasse che i lavoratori italiani, residenti nella fascia di confine, hanno versato alla Confederazione svizzera nell'ambito del proprio lavoro. In base all'accordo fiscale del 1974, una parte di queste somme viene ristornata alle Regioni che a loro volta le destinano agli enti locali.
Quest'anno, secondo notizie fornite il 4 dicembre 2017 dall'assessora regionale Francesca Brianza, le somme attribuite alle Province, in base ai criteri di Regione Lombardia, ammontano a quasi 14 milioni di euro. Alla provincia di Varese andranno circa 7,6 milioni di euro, che verranno utilizzati per spese di manutenzione di edifici pubblici, impianti, strade, piste ciclabili. Alla provincia di Como 6,1 milioni, 77.911 euro alla provincia di Lecco e 69.648 euro alla provincia di Sondrio.
«A queste risorse – ha precisato Brianza - si aggiunge la fetta più grande: 22,867 milioni di euro per i comuni della provincia di Como e 21,743 milioni di euro per i comuni della provincia di Varese, ripartiti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze secondo i criteri stabiliti da Regione Lombardia». Inoltre, sempre in provincia di Varese, alla Comunità montana Valli del Verbano andrà circa 1 milione di euro. 

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