Edizione n.42 di mercoledì 11 dicembre 2019

rigenerazione edifici e aree abbandonati

Edifici e aree abbandonati, stop al degrado urbano

La Lombardia apre alla rigenerazione di 3.393 aree dismesse e alla bonifica di 914 siti

Favorire il recupero di immobili abbandonati e prevenire il degrado urbano. È il traguardo della nuova legge sulla rigenerazione di aree ed edifici dismessi e abbandonati, varata il 12 novembre 2019 dal Consiglio regionale della Lombardia dopo il passaggio con emendamento nella commissione territorio del 31 ottobre (vedi su queste colonne articolo “Recupero cascine, meno burocrazia per 30.000 edifici dismessi” del 6 novembre 2019).
Hanno votato a favore i gruppi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Energie per la Lombardia e gli esponenti del Gruppo Misto Viviana Beccalossi e Paolo Franco. Non ha partecipato al voto il Movimento 5Stelle; astenuti i Lombardi Civici Europeisti e la rappresentante di Italia Viva nel Gruppo Misto Patrizia Baffi; contrario il Partito Democratico.

AREE DISMESSE
Il provvedimento, basato su dati del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano aggiornati alla data del 29 ottobre 2019, interessa 3.393 aree dismesse e 914 siti da bonificare.
Le 3.393 aree dismesse occupano una superficie di 4.984 ettari e sono distribuite in 650 Comuni. 
Il 33% della superficie “dismessa” è localizzata a Milano e provincia con 988 aree coinvolte; segue Brescia con il 14% e 276 aree, quindi Mantova con il 10% e 201 aree. Troviamo poi con il 9% Pavia (299 aree) e Varese (246 aree).
L’8% della superficie dismessa è localizzata a Bergamo e coinvolge 237 aree, il 5% a Monza e Brianza con 489 aree prevalentemente di piccole dimensioni, il 4% a Lecco (289 aree) e a Cremona (95 aree), il 2% a Como con 153 aree. Infine solo l’1% della superficie regionale dismessa interessa rispettivamente i territori di Sondrio (88 aree) e Lodi (32 aree).
SITI DA BONIFICARE
I 914 siti da bonificare sono, quasi la metà (425), localizzati nella Città metropolitana di Milano, a cui si aggiungono i 188 del capoluogo milanese. A seguire Varese con 86 siti da bonificare, Bergamo con 85, Brescia con 76, Monza e Brianza con 49, Pavia con 46, Mantova con 42, Como con 36, Lodi con 34, Lecco con 24, Cremona con 8 e Sondrio con 3.
RUOLI DI PRIVATI E COMUNI
La Regione assumerà il ruolo di “regista” e coordinerà le operazioni, lasciando il potere di dare il via all’iniziativa ai privati proprietari e ai Comuni. I primi potranno segnalare situazioni di particolare criticità (edifici fatiscenti e non abitati da almeno cinque anni), mentre i secondi potranno vagliare le istanze e inserire il progetto di recupero negli appositi piani annuali.
Il privato che non dovesse procedere nei tempi dati a fronte di un progetto di rigenerazione che risolva problemi di sicurezza o di degrado, potrà essere destinatario di penali, fino all’esproprio nei casi più gravi.

INCENTIVI
Tra gli incentivi, previsti uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza.
Altro obiettivo che la legge si prefigge di raggiungere è la lotta alla burocrazia per garantire agli investitori tempi certi per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile attraverso perizia giurata e asseverata.
La norma finanziaria prevede un primo stanziamento iniziale di due milioni di euro, che serviranno per promuovere soprattutto i censimenti comunali. Poi si procederà con piani annuali cui concorreranno le risorse statali e regionali per somme da definire in base alle necessità. 

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