Edizione n.7 di mercoledì 14 febbraio 2018

Repubblica Romana. Risorgimento

Varese, l'Italia dalla Repubblica Romana alla Repubblica Italiana sulle orme di Mazzini

Fatti e personaggi al centro di manifestazioni organizzate dall’Associazione “Giovanni Bertolé Viale”
VARESE, il Bernascone

A Varese decolla in settimana il nuovo volo della Sezione “Giovanni Bertolé Viale” dell’Associazione Mazziniana Italiana su aspetti, personaggi e fatti legati al Risorgimento, alle idee e all’opera di Giuseppe Mazzini che hanno toccato il territorio di Varese e del Varesotto. Il programma, reso noto dal presidente Carlo Manzoni, si aprirà, venerdì 9 febbraio, con la commemorazione del 169° anniversario della nascita della Repubblica Romana del 1849.
In mattinata (ore 10,30), nell'Istituto Daverio-Casula di Varese, sarà reso omaggio con una corona a Francesco Daverio e parlerà Maria Pellegatta. Alla cerimonia saranno presenti studenti e docenti dell’istituto, una classe della scuola media Dante e l’assessora comunale ai servizi educativi Rossella Dimaggio.
Nel pomeriggio (ore 17,30), allo Spazio Coop di Casbeno (via F. Daverio 44), seguirà la conferenza “I salotti liberali e mazziniani nella Varese dal 1830 al 1861” di Ivana Pederzani sulle figure di Felicita Morandi e Lucia Prinetti Adamoli.

DA ANITA GARIBALDI AI FRATELLI CAIROLI
Altra figura femminile risorgimentale al centro delle celebrazioni sarà Anita Garibaldi. Giovedì 1 marzo (ore 17,30), alla scuola elementare Anna Frank, Silvia Cavicchioli (Università di Torino) presenterà il suo libro “Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi” (Einaudi Editore). La manifestazione è organizzata con la collaborazione del gruppo di lettura Universauer.
Da Varese, sabato 24 marzo, il panorama delle manifestazioni si sposterà a Groppello Cairoli e a Pavia.
A Groppello Cairoli l'associazione varesina e una delegazione di studenti del Liceo classico Cairoli di Varese visiteranno la Casa Museo Cairoli e altre testimonianze su Ernesto Cairoli e la sua famiglia. Successivamente la delegazione si sposterà a Pavia per visitare il Museo del Risorgimento.
Ernesto Cairoli, pavese, morì a Varese a 26 anni, combattendo con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi nella battaglia di Biumo del 1859. Oltre lui, altri tre dei cinque fratelli Cairoli morirono durante il Risorgimento.
GIUSEPPE FERRARI E L'ITALIA POSTUNITARIA
In aprile lo scenario di fatti e personaggi ricordati si sposterà dal Risorgimento all'Unità d'Italia. A Varese, venerdì 20 aprile (ore 17,30), allo Spazio Coop di Casbeno, conferenza del professor Robertino Ghiringhelli sulle figure politiche del territorio varesino nei primi parlamenti dopo l’unità d’Italia. Tema, “Il primo parlamentare repubblicano del Varesotto: Giuseppe Ferrari”. A queste manifestazioni seguiranno altre in corso di definizione.
Per la seconda metà dell’anno l'associazione sta lavorando a incontri sulle Società Operaie di Mutuo Soccorso di ispirazione mazziniana del Varesotto nate nella seconda metà del 1800 e sui legami tra la Costituzione della Repubblica Romana del 1849 e la Costituzione Italiana del 1948 (professor Giorgio Grasso).
Altro filone di approfondimento saranno lo sviluppo e l’influenza del pensiero mazziniano sui movimenti che promossero la Resistenza contro il Fascismo e la nascita della Repubblica Italiana e dell’idea di Europa. A parlarne sarà il professor Robertino Ghiringhelli con una conferenza sul tema “Da Mazzini a Ventotene”. 

Varese, Francesco Daverio in campo da Luino a Roma per l'Unità d'Italia

L'eroe del Risorgimento ricordato dall'Associazione Mazziniana

Ci furono anche giovani varesini a contribuire, fino all'estremo sacrificio, alla formazione dell'Unità e a gettare il seme della attuale Costituzione d'Italia. A ricordare la loro figura e la loro opera è impegnato, anche quest'anno, un benemerito sodalizio,
All'Istituto Daverio Casula di Varese l'Associazione mazziniana di Varese "Giovanni Bertolé Viale" ha celebrato, il 9 febbraio 2018, la proclamazione della Repubblica Romana del 1849, a Roma, dove cadde contro l'esercito francese, al Gianicolo, il varesino Francesco Daverio, mazziniano e garibaldino, ingegnere nato nel 1815 a Calcinate del Pesce. Il presidente Carlo Manzoni, insieme con la dirigente scolastica Nicoletta Pizzato, ha accolto alunni maturandi dell'istituto e una classe della media Dante. Presenti anche l'assessora Rossella Dimaggio e l'ex sindaco di Varese, Angelo Monti, che, al termine della cerimonia, ha invitato i giovani al canto dell'Inno nazionale di Goffredo Mameli, che, scritto nel 1847, fu inno ufficiale anche della Repubblica Romana del 1849.
L'importanze della Repubblica romana nella storia del Risorgimento italiano è stata illustrata da Leonardo Tomassoni, che si è riferito in particolare ai valori della Costituzione della Repubblica del 1849, che fu traccia della nostra attuale, con allora rivoluzionarie innovazioni, dall'abolizione della pena di morte alla libertà di stampa, di associazione e di culto (anche per gli israeliti, con apertura del ghetto), dall'abolizione dei titoli nobiliari alla parità uomo-donna. Questo il testo del professore Leonardo Tomassoni.
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DALLA REPUBBLICA ROMANA

ALLA REPUBBLICA ITALIANA

Francesco Daverio nacque a Varese, nella località di Calcinate del Pesce, il 3 aprile 1815 e morì a Roma il 3 giugno 1849. Partecipò alle 5 Giornate di Milano nel 1848 e, nello stesso anno, su invito di Giuseppe Mazzini, prestò il suo aiuto, come guida, a Giuseppe Garibaldi nella sua prima spedizione varesina. Combatté contro gli austriaci a Luino e a Morazzone. Quando infine apparve inevitabile la necessità di abbandonare una lotta che si era fatta insostenibile per i garibaldini, guidò gli ultimi uomini rimasti con Garibaldi, con una marcia forzata, attraverso Buguggiate, Capolago, Calcinate del Pesce, Morosolo, Velate, Sant’Ambrogio, Bregazzana, l’Alpe Tedesco, Cavagnano e infine Brusimpiano, da dove i reduci vennero traghettati sulla sponda svizzera del Lago di Lugano.
L’anno successivo, nel 1849, partecipò alla difesa della Repubblica Romana di mazziniana memoria e lì venne ucciso dai francesi il 3 giugno sul Colle del Gianicolo, dove un cippo lo ricorda insieme ad altri due illustri patrioti varesini, entrambi caduti in difesa della Repubblica Romana, Enrico Dandolo ed Emilio Morosini.
La data del 9 febbraio ricorda la nascita della Repubblica Romana nel 1849. Pagina gloriosa del nostro Risorgimento che, per la prima volta, ponendo fine, anche se solo temporaneamente, al potere temporale del Papato, instaurò una repubblica democratica in cui venne abolita la pena di morte, venne riconosciuta la libertà di culto per ogni cittadino, venne introdotto il suffragio universale maschile, vennero aboliti i titoli nobiliari, vennero introdotte la libertà di insegnamento e di associazione e venne infine pienamente riconosciuta l’indipendenza dei giudici da ogni altro potere dello Stato.
Dopo solo cinque mesi di strenua difesa da parte dell’esercito repubblicano guidato da Giuseppe Garibaldi, il 4 luglio 1849 l’esercito francese, inviato in difesa di Pio IX e guidato dal generale Oudinot, penetrò in Roma e pose fine a questa gloriosa pagina di eroismo e di democrazia. Il giorno prima della resa comunque, il 3 luglio 1849, l’Assemblea promulgò la Costituzione della Repubblica Romana i cui principi basilari ispirarono in gran parte, a distanza di un secolo, la nostra Costituzione Repubblicana del 1948.
Leonardo Tomassoni 

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