Edizione n. 30 di mercoledì 23 settembre 2020

referendum

Luino, Enrico Bianchi (Pd) nuovo sindaco

Nel voto sul referendum netto il consenso dei Sì alla riduzione dei parlamentari
Tabelle dal sito del Comune di Luino

A Luino torna al timone di Palazzo Serbelloni, dopo vent'anni dal mandato di Piero Tosi (1995-2000), un sindaco di centro-sinistra.
Dalle urne amministrative del 20 e 21 settembre 2020 è uscito eletto Enrico Bianchi (Pd), che nel 2005 tentò senza successo - per la divisione interna alla sinistra - di sbarrare il passo alla rielezione di Gianercole Mentasti. Stavolta è stato il centro-destra a presentarsi diviso in tre tronconi e il vento ha favorito la corsa di Bianchi.
Il taglio dei parlamentari è passato al galoppo anche a Luino. I favorevoli alla riduzione (4.503) hanno doppiato largamente gli oppositori (2.281).
* Tabelle tratte dal sito del Comune di Luino 

Luino, elezioni amministrative e referendum costituzionale

Urne aperte domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020

Anche a Luino domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre 2020 si vota per il rinnovo del consiglio comunale e per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari (modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione approvata dal Parlamento con la legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2019).
Per le elezioni amministrative sono in lizza quattro liste:
1) PROPOSTA PER LUINO: Un voto per cambiare, Bianchi sindaco;
2) SOGNO DI FRONTIERA: Franco Compagnoni sindaco;
3) #LUINESI: Casali sindaco;
4) AZIONE CIVICA PER LUINO E FRAZIONI: Furio Artoni sindaco.

Incontro pubblico sul referendum per l’autonomia della Lombardia

Serata informativa sul referendum per l'autonomia della Lombardia, giovedì 21 settembre 2017 (ore 21), nel municipio di Luino. L'incontro su “Le ragioni di un voto per il nostro territorio” sarà introdotto dal sindaco Andrea Pellicini.
Il consigliere regionale e professore di Storia delle Dottrine Politiche, Stefano Bruno Galli, illustrerà il manifesto dell'autonomia della Regione per promuovere il referendum del 22 ottobre. Prenderanno parte al dibattito Stelio Pesciallo, avvocato e notaio in Lugano, esperto del sistema federale svizzero. Moderatore, Giorgio Ginelli, consigliere provinciale e sindaco di Jerago con Orago. 

Italia-Svizzera, programma di cooperazione bloccato e no ticinese a Expo

La Svizzera non è più interessata al programma Interreg con l’Italia e la Lombardia vede sfumare 60 milioni di euro – Iniziative Pd a livello regionale e comunitario

Spirano sempre più frequentemente venti freddi dalla Svizzera verso l’Italia. Domenica 28 settembre il Canton Ticino ha detto no nel referendum sul finanziamento per Expo. Ed ecco il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: «Io naturalmente rispetto sempre il voto del popolo, ma il risultato per noi è influente, perché la Svizzera parteciperà comunque a Expo. Penso sia un segnale negativo per il Canton Ticino perché Expo è una grande opportunità e noi vogliamo fare grandi cose con la Svizzera, i Grigioni e il Ticino stesso. Se il Canton Ticino non è interessato, ci rivolgeremo ad altri».
Senza andare alla campagna antitaliana di qualche anno fa, Svizzera e Canton Ticino hanno appena storto il naso verso l’Italia anche sulla continuazione del programma Interreg. «La Svizzera pare sempre meno propensa alla cooperazione transfrontaliera con l’Italia e i più freddi sarebbero i ticinesi. Il nuovo programma Interreg è bloccato e la Lombardia perde completamente 60 milioni di euro». Parola del consigliere regionale della Lombardia Alessandro Alfieri.
RESISTENZE ELVETICHE
Il motivo del contendere sarebbe l’impegno finanziario. In questo momento, da parte dell’Italia, quindi della Ue, è di circa 100 milioni di euro; da parte Svizzera di circa 7. Spiega Alfieri: «L’Europa ha chiesto ragione dello squilibrio e la Confederazione ha risposto che il suo interesse attuale va ad altre iniziative e che comunque possono aumentare l’impegno nell’Interreg sino alla cifra massima di 10 milioni». Per l’Italia una siffatta proposta è risultata irricevibile e, di conseguenza, non ha presentato la proposta alla Ue entro il termine del 22 settembre.
«Le resistenze elvetiche al rinnovo dell’accordo», ha ricordato Alfieri, «sono state denunciate dal delegato della Camera di commercio italiana per il Canton Ticino e i più freddi sono stati sicuramente i ticinesi». Svizzera contro il resto del mondo? Nient’affatto. «Alla Svizzera non interessa più questo genere di cooperazione con l’Italia, ma con altri stati confinanti» aggiunge Alfieri. «Con la Francia continua a mantenere ottimi rapporti, visto che mette 60 milioni di euro a fronte degli 80 che vengono dall’altro lato del confine».
DANNEGGIATA LA LOMBARDIA
L’atteggiamento svizzero riguarda tutte le regioni italiane, ma, a patirne le conseguenze, è soprattutto la Lombardia. «Il Piemonte, rileva Alfieri, può attivarsi in progetti con la Francia, così come la Provincia di Bolzano con l’Austria. Ma la Lombardia non ha altri partner e perde completamente i 60 milioni di euro di risorse che si presumevano disponibili sul territorio grazie al nuovo Interreg».
Il problema sarà affrontato a livello non solo regionale, ma anche europeo. A Milano Alfieri chiederà una riunione urgente delle commissioni dell’assemblea regionale. A Bruxelles, invece, gli europarlamentari lombardi del Partito democratico Alessia Mosca e Luigi Morgano hanno già presentato un'interrogazione urgente alla Commissione europea per chiedere come intenda muoversi in questo contesto e fare pressione sulla Svizzera per salvare il programma e tutelare la Regione Lombardia. 

Condividi contenuti