Edizione n.13 di mercoledì 17 aprile 2019

recupero

Rigenerazione immobili abbandonati e aree dismesse, una risorsa di vivibilità e recupero suolo

Su circa 1000 in tutta la Lombardia, censiti in provincia di Varese 304 siti da recuperare e 32 rigenerati

In provincia di Varese ci sono trecentoquattro aree dismesse, da recuperare o in via di recupero, tra siti industriali, artigianali, zootecnici, commerciali e ricettivi abbandonati e trentadue già rigenerate. Si tratta di aree classificate, secondo il più recente censimento e monitoraggio regionale, come 'Aree della rigenerazione', circa milla in tutta la Lombardia.
In Lombardia freno al consumo di suolo e adeguamento del piano territoriale regionale sono stati i primi obiettivi di due leggi regionali. Prossima tappa sarà la legge sulla rigenerazione urbana, che che dovrebbe venire pronta entro l'estate 2019. Diverso il percorso previsto per le bonifiche. Una strada ipotizzata è il contenimento dei costi con diverse leve, prevedendo ad esempio altri oneri compensativi, e un'altra il dialogo con il ministero allo scopo di fare della Lombardia una regione pilota.

COMUNI CON AREE DISMESSE E DA RIGENERARE
Albizzate, Angera, Azzate, Bardello, Besano, Besnate, Besozzo, Bisuschio, Bodio Lomnago, Brebbia, Brenta, Buguggiate, Busto Arsizio, Cadrezzate, Cairate, Cantello, Cardano al Campo, Carnago, Caronno Pertusella, Caronno Varesino, Casorate Sempione, Cassano Magnago, Castellanza, Castelseprio, Castiglione Olona, Castiglione Olona, Castronno, Cavaria con Premezzo, Cazzago Brabbia, Cittiglio, Cocquio Trevisago, Comabbio, Cugliate Fabiasco, Cuveglio, Dumenza, Fagnano Olona, Ferno, Ferrera di Varese, Gallarate, Gavirate, Gemonio, Gerenzano, Germignaga, Golasecca, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Gornate Olona, Induno Olona, Ispra, Jerago con Orago, Laveno Mombello, Lonate Ceppino, Lonate Pozzolo, Lozza, Luino, Luvinate, Malnate, Marnate, Mercallo, Mesenzana, Morazzone, Mornago, Oggiona con Santo Stefano, Origgio, Osmate, Porto Valtravaglia, Rancio Valcuvia, Ranco, Samarate, Saronno, Sesto Calende, Solbiate Arno, Solbiate Olona, Somma Lombardo, Sumirago, Taino, Tradate, Travedona Monate, Uboldo, Valganna, Varese, Vedano Olona, Venegono Inferiore, Vergiate, Vizzola Ticino. 

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Piemonte, recupero e restauro dei monumenti della Resistenza

Pubblicato bando regionale per 50 mila euro nel 2017

In Piemonte saranno finanziati il recupero e il restauro di monumenti, aree e immobili legati a luoghi teatro degli episodi più significativi della Lotta di Liberazione e aventi valore di testimonianza storica. Il bando regionale è stato pubblicato nei giorni scorsi. Le domande di contributo per l’anno 2017 devono essere presentate entro il 31 luglio.
Già nel 1985 era stata approvata una legge regionale (la n. 41) finalizzata alla valorizzazione dei luoghi legati alla Resistenza e alla lotta di Liberazione, ma su quella legge da diversi anni non venivano più messe risorse. «In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione», ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale - e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione - Nino Boeti, «abbiamo rifinanziato la legge con 50mila euro, il che consentirà di effettuare interventi di recupero e restauro su monumenti già esistenti». 

Condividi contenuti