Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

recupero

Velate di Varese, restaurata la pensilina del tram

L’intervento sostenuto da FAI di Varese e Centro Culturale di Velate
dalla locandina del Fondo Ambiente Italiano
Pensilina del Tram di Velate Foto Laura Rampoldi  2016

A Velate di Varese, in via Adige 29, taglio del nastro sabato 5 novembre per la Pensilina del vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte. La Delegazione FAI di Varese con la collaborazione del Centro Culturale di Velate ha curato il consolidamento conservativo e la messa in sicurezza della struttura insieme al recupero di una suggestiva traccia di un’epoca a rischio di oblio.
Il manufatto riparava dalle intemperie e dal sole i viaggiatori della rete tranviaria d’avanguardia che collegava Varese con i centri limitrofi Luino, Viggiù, Angera, Valcuvia, Ponte Tresa. L’esercizio della tramvia fu chiuso il 31 agosto 1953 e da allora la pensilina fu abbandonata.
Il manufatto di Velate è entrato di recente a far parte delle proprietà del FAI. Nel 2004 era risultato il bene più votato in provincia di Varese al secondo censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore”.
LAVORI
È stato rifatto completamente il tetto riutilizzando le tegole nere marsigliesi. Le perline sono state risistemate esattamente come erano un tempo, con i riquadri originari e con estrema cura filologica, senza intervenire sui graffiti d’epoca che l’adornano e che ci restituiscono il sapore di storie passate.
Il pavimento a boccette bianche e rosa che era in buona parte crollato è stato totalmente ricostruito recuperando le boccette originali. Sono state inoltre ripristinate le vecchie panchine ed è stata inserita una fontanella per l'acqua. 

Intervento - Brezzo di Bedero, luce sulle Cannoniere della Linea Cadorna nel centenario della fine della Grande Guerra

Iniziative di volontari e associazioni per il rilancio di percorsi recuperati
al lavoro lungo la Linea Cadorna
percorsi lungo la Linea Cadorna.

INTERVENTO - Per anni ho passeggiato in quei fantastici boschi che circondano la collina della Canonica di Bedero, godendomi il silenzio interrotto solo dai canti degli uccelli e degli scoiattoli che si rincorrono sugli alberi e restando incantato nel vedere qualche capriolo fissarmi prima di scappare. Nello stesso tempo provavo un senso di tristezza nel notare i manufatti della cosiddetta Linea Cadorna ormai inghiottiti dalla Natura, che, col tempo, senza manutenzione inevitabilmente si riappropria delle opere dell’uomo. Cosi, circa un anno e mezzo fa, ho messo in cantiere l’idea di un recupero di quest’opera, che, anche se fortunatamente mai usata per il suo scopo, resta comunque una testimonianza storica e ingegneristica di un'epoca importante per la storia del nostro Paese.
Parlandone con il consigliere Mario Scuderi, ci siamo subito trovati in sintonia e, svolte le pratiche burocratiche, abbiamo iniziato a lavorare pulendo nelle giornate libere la zona che circonda la postazione della mitragliatrice, per capire cosa era nascosto dietro rovi e cespugli. L’idea è piaciuta anche ad alcuni cittadini e agli Alpini del paese, che ci hanno seguito nella prima fase di pulizia la scorsa estate.
L’obbiettivo di rendere visibile cosa si può recuperare ha funzionato, coinvolgendo altri volontari ed inserendo questa area nel percorso della Camminata dell’Alto Verbano che si svolgerà il 13 maggio e quando, in concomitanza con l’anniversario per i cento anni della fine della Grande Guerra, verranno illuminate le cannoniere, offrendo una visita per chi lo desidera accompagnati dagli Alpini di Brezzo di Bedero. Se il tempo lo consentirà l’associazione Alpini allestirà una mostra sulla Grande Guerra in loco. Questo evento ha dato una grande spinta ai volontari, che si sono moltiplicati mettendo le basi per la fondazione di un'associazione “Noi della Cadorna” e permettendoci di pulire parti di bosco intorno alle trincee, l’interno delle stesse e creare nuovi sentieri per potervi accedere. Il tutto è culminato nel giorno del 25 Aprile, quando un nutrito gruppo di volontari coordinati dall’assessore Giuliano Targa ha lavorato insieme passando una giornata di aggregazione finita in allegria intorno ad una grigliata.
Dario Colombo consigliere delegato al turismo

Piemonte, recupero e restauro dei monumenti della Resistenza

Pubblicato bando regionale per 50 mila euro nel 2017

In Piemonte saranno finanziati il recupero e il restauro di monumenti, aree e immobili legati a luoghi teatro degli episodi più significativi della Lotta di Liberazione e aventi valore di testimonianza storica. Il bando regionale è stato pubblicato nei giorni scorsi. Le domande di contributo per l’anno 2017 devono essere presentate entro il 31 luglio.
Già nel 1985 era stata approvata una legge regionale (la n. 41) finalizzata alla valorizzazione dei luoghi legati alla Resistenza e alla lotta di Liberazione, ma su quella legge da diversi anni non venivano più messe risorse. «In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione», ha spiegato il vicepresidente del Consiglio regionale - e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione - Nino Boeti, «abbiamo rifinanziato la legge con 50mila euro, il che consentirà di effettuare interventi di recupero e restauro su monumenti già esistenti». 

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