Edizione n.23 di mercoledì 1 luglio 2020

Psichiatria del Verbano

Cittiglio, a fianco dei pazienti nel Giardino di Elisa

Volontari e dipendenti dell’Azienda ospedaliera puliscono dalle erbacce lo spazio verde del Reparto di Psichiatria
al lavoro nel giardino

Promuovere la cura dello spazio verde e mettere in risalto che i pazienti psichiatrici non presentano solo problemi, ma sono anche una risorsa umana. Queste le coordinate di una iniziativa congiunta del reparto di Psichiatria di Cittiglio e di Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo Asl di Varese e “giardiniera” volontaria a Cittiglio.
Sabato 8 novembre la dirigente sanitaria è arrivata nell’ospedale insieme con i figli, un nipote e due amiche e tutti, armati di rastrelli, secchi, ramazze e soprattutto olio di gomito, si sono dati a pulire dalle erbacce il Giardino di Elisa, prospiciente all’entrata del reparto di Psichiatria. Al loro fianco c’erano i dipendenti dell’ospedale Tiziano Monteggia e Maurizio Pisano e il gruppo riabilitativo giardinaggio, composto attualmente da un operatore della psichiatria e da sei pazienti.
VERDE E TERAPIA
Negli scorsi mesi l’alternarsi di sole e pioggia aveva favorito la crescita intensa di erbacce fra la convallaria, le camelie e gli altri arbusti pregiati e, successivamente, l’incessante maltempo ne aveva impedito l’estirpazione. «É noto - ha spiegato il direttore della Psichiatria del Verbano Isidoro Cioffi - che avere la possibilità di frequentare, o anche solo vedere, uno spazio verde curato e armonioso dona pace e serenità: componenti fondamentali per la salute mentale, una terapia parallela vera e propria. La pulizia di sabato 8 novembre farà sì che i pazienti psichiatrici e i loro visitatori possano riusufruire di un giardino ripensato al fine di favorire il contatto con la natura».
CULTURA DELL’ACCOGLIENZA
Non è la prima volta che la dirigente Colombo partecipi a iniziative di solidarietà e vicinanza agli utenti della psichiatria. Nel giugno 2013 aveva partecipato, insieme con oltre 400 runner alla “Folle Corsa” di Gavirate, che si proponeva di proiettare la questione psichiatrica nel territorio, all’interno del paese, negli spazi e luoghi di vita dei suoi abitanti.
«Riteniamo necessario promuovere e sostenere una cultura dell'accoglienza del disagio mentale» afferma Cioffi. «L'accettazione solidale del disagio da parte della società è il primo passo verso la guarigione. Si rafforza così la capacità dei sofferenti psichici di avere un ruolo sociale attivo e soddisfacente all'interno della comunità».

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