Edizione n.39 di mercoledì 1 dicembre 2021

progetti

Associazioni volontariato in Lombardia, bando di 3 milioni per progetti di rete

Presentazione entro venerdì 15 dicembre 2017

«Un lombardo su sette è impegnato in attività di volontariato e il 20 per cento dei lombardi finanzia attività di volontariato nell'ambito del sociale. Questi sono dati che fanno capire quanta sia l'attenzione dei lombardi al sociale e le istituzioni non possono che recepire questa sensibilità e farla propria».
Così Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno spiegato il loro Bando Volontariato 2018, che vede destinare 3 milioni di euro per le associazioni di volontariato.

BANDO
Il bando, alla sua quarta edizione, si propone di promuovere e rafforzare la realizzazione di progetti di rete attuati dalle organizzazioni di volontariato attive sul territorio lombardo.
A disposizione 3 milioni di euro, 1 milione messo a disposizione da Regione Lombardia, e 2 milioni dal Fondo speciale per il volontariato, istituito dalla legge quadro sul volontariato 266/91 e alimentato dai proventi delle fondazioni di origine bancaria.
PARTECIPAZIONE E COPROGETTAZIONE
Il bando rappresenta un nuovo strumento di coprogettazione tra pubblico e privato.
I progetti dovranno essere presentati da una rete composta da almeno quattro soggetti (il soggetto capofila con almeno altre tre organizzazioni del terzo settore). Dovranno inoltre essere realizzati sul territorio lombardo e potranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 15 dicembre. Il costo di un progetto potrà essere al massimo di 75 mila euro, il bando finanzierà fino al 70 per cento del valore complessivo.
I soggetti capifila devono essere organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale della Lombardia (sezioni regionali e provinciali) del volontariato. Ogni organizzazione di volontariato potrà presentare un solo progetto come capifila.
Per presentare il progetto basta collegarsi al sito www.bandovolontariato.it e selezionare la sezione 'area riservata', registrarsi, compilare la modulistica e inviare online la documentazione richiesta. 

Sanità dell'Alto Verbano, lavori e progetti

Confronto tra sindaci del territorio e Asst Settelaghi – Investimenti per oltre 5,3 milioni di euro
ospedale Luino

Tempi nuovi - e speriamo soprattutto migliori - per la sanità in Lombardia, dal centro metropolitano fino al profondo nord. Mentre a Milano l'assemblea regionale dibatte la riforma del sistema organizzativo alla luce dei limiti e delle carenze esplosi con la pandemia, in terra varesina si assiste a nuovo tipo di relazione tra territorio e organi sanitari.
A Luino, il 16 novembre 2021, i sindaci del Piano di Zona hanno incontrato a Palazzo Verbania i vertici dell'Asst Sette Laghi, convocati per un confronto “in chiave propositiva” sul documento "Considerazioni e proposte sul futuro dell'Ospedale di Luino" inviato ai dirigenti sanitari. «È stato un incontro davvero proficuo - hanno commentato il presidente del Piano di Zona, Antonio Palmieri, e il sindaco di Luino, Enrico Bianchi -, un'occasione di confronto e di approfondimento sulle difficoltà e soprattutto sulle opportunità della sanità. Mi auguro che questo modus operandi possa accompagnare la crescita del nostro ospedale e di tutta la sanità dell'alto Verbano».
Dal canto loro, i responsabili dell'Asst Settelaghi, oltre a recepire i contenuti del documento, hanno illustrato la situazione presente e i progetti futuri della sanità dell'Alto Verbano. Il direttore sanitario, Lorenzo Maffioli, si è concentrato sulla presentazione del Polo Ospedaliero, mentre il direttore sociosanitario, Ivan Mazzoleni, ha affrontato la parte relativa al Polo Territoriale.
POLO OSPEDALIERO
Questo bipolarismo è alla base della riforma regionale e ad esso deve, conseguentemente, rispondere anche la progettualità riguardante la sanità dell'Alto Verbano. «Il Polo Ospedaliero e il Polo Territoriale saranno – è stato chiarito - i due settori aziendali le cui declinazioni interesseranno anche e soprattutto l'Ospedale di Luino  e le strutture territoriali dell'Alto Verbano, chiamati a soddisfare, insieme, ogni esigenza non 'sanitaria' in senso stretto, ma 'di salute', nel senso più ampio del termine, della persona».
Il bipolarismo – è stato assicurato - permetterà di garantire l'unitarietà del percorso di cura per ciascuna persona. «Non si può descrivere il percorso disegnato per l'Ospedale di Luino prescindendo dalla parallela evoluzione dei servizi territoriali che lo accompagneranno».
TELEMEDICINA
L'Ospedale di Luino - ha spiegato Maffioli - è innanzitutto una delle sedi ospedaliere inserite in una rete con una crescente integrazione, che si esprime già su due livelli, l'integrazione delle risorse umane e l'integrazione organizzativa. A questi due livelli se ne sovrappone un terzo in fase di sviluppo, la telemedicina. È già in programma l'introduzione delle televisita neurologica per valutare i pazienti che accedono al Pronto Soccorso di Luino e la necessità del loro trasferimento al Circolo. «Un'opportunità che si aggiunge a quella della tecnologia Tytocare dedicata ai pazienti pediatrici» ha sottolineato Maffioli.
Per quanto riguarda il Polo Ospedaliero, oltre alla introduzione delle telemedicina, è in fase di valutazione l'attivazione di un paio di letti di Osservazione Breve Intensiva in Pronto Soccorso, attrezzati con ventilatori polmonari e telemetria.
RISTRUTTURAZIONE PRONTO SOCCORSO
A gennaio 2022 inoltre partiranno i lavori (valore, circa 660.000 euro) per la ristrutturazione del Pronto Soccorso per creare un'area di triage più ampia e separare i percorsi per pazienti Covid+ e Covid-. È previsto anche il rifacimento dell'impiantistica di tutta la zona e lo sdoppiamento degli impianti di raffrescamento tra zone 'pulite' e zone 'sporche'.
Tra gli interventi strutturali previsti ci sono poi la realizzazione di una nuova cabina elettrica (oltre 390.000 euro), il rifacimento della copertura del Padiglione centrale (350.000 euro) e la realizzazione della Casa della Comunità (circa 1.500.000 euro da Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) e dell'Ospedale di Comunità (2.500.000 euro da Pnrr). Totale degli investimenti. oltre 5.300.000 euro.
POLO TERRITORIALE
Sostanziosi investimenti riguardano anche il Polo Territoriale, illustrato dal direttore sociosanitario, Ivan Mazzoleni. «L'Ospedale di Luino – ha detto - è stato individuato per accogliere sia un Ospedale di Comunità, sia una Casa della Comunità».
Per l'Ospedale di Comunità, l'azienda sanitaria sta valutando l'attivazione di sei posti letto pilota entro fine anno al primo piano del Padiglione centrale, destinati, al termine dei lavori di ristrutturazione, quindi nel giro di un anno, a diventare 20 insediati al quinto piano.
La Casa della Comunità, invece, che servirà un territorio di 24 Comuni per 56.000 abitanti, sarà ospitata in un nuovo immobile, realizzato ex novo con tecniche e materiali ecocompatibili, che sarà costruito dove ora sorge la sede dell'ex guardia medica. «Tra le iniziative già avviate, invece - ha aggiunto Mazzoleni - un progetto di dimissioni protette e accompagnamento domiciliare integrato, in fase di definizione con i componenti del piano di zona».
DISTRETTO DI LUINO UFFICIO DI PIANO
Questi i 24 comuni: Agra, Bedero Valcuvia, Brezzo di Bedero, Brissago Valtravaglia, Cadegliano Viconago, Castelveccana, Cremenaga, Cugliate Fabiasco, Cunardo, Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Ferrera di Varese, Germignaga, Grantola, Lavena Ponte Tresa, Luino, Maccagno con Pino e Veddasca, Marchirolo, Marzio, Mesenzana, Montegrino, Porto Valtravaglia, Tronzano, Valganna. 

Lugano, nasce Fai Swiss, prima delegazione internazionale del Fai

Italia e Svizzera insieme per nuovi scambi culturali

Dà buoni frutti, utili alla salute culturale e alla crescita sociale, il Fondo Ambiente Italiano, che ora supera le frontiere di casa e si volge a missione anche internazionale. Come? Con la prima delegazione non italiana, che si chiama Fai Swiss e è fondazione di diritto svizzero, con sede al Museo delle Culture di Lugano. Suo scopo «sviluppare e consolidare i legami tra la cultura italiana e quella svizzera».
Si tratta – come sempre nelle ideazioni e intuizioni del Fai - di un progetto ad ampio respiro, proiettato nel futuro, che offrirà alla Svizzera e all’Italia un nuovo, stabile punto di riferimento culturale di livello internazionale.
Il Fai, nato dall’idea ispiratrice di Elena Croce, nipote del filosofo, opera in Italia dal 1975. Una fitta rete di volontari persegue da allora una missione sociale di protezione del paesaggio, di conservazione dei beni artistici e di diffusione culturale. Quando si dice “diffusione” non si deve pensare soltanto all'informazione, al trasferimento di nozioni e culture. Il Fai vuole di più, vuole penetrare nelle coscienze, rovesciare cattive abitudini, scuotere dai torpori. In Italia in questi anni di sua attività ha fatto e sollecitato molto, anche se il lavoro è lungo e con molti ostacoli da superare, per esempio certe impermeabilità dei politici.
La presenza Fai sul territorio elvetico avrà come obbiettivo non solo di accrescere a livello internazionale la conoscenza e la sensibilizzazione dei beni italiani, quali patrimonio universale dell’umanità, ma anche quello di contribuire alla promozione della cultura svizzera in Italia. L’interscambio culturale tra i due Paesi rappresenta così il fulcro dell’attività e la filosofia alla base di tutte le iniziative e le proposte culturali di Fai Swiss.
A garanzia di questa visione, la Fondazione si avvale della collaborazione di un importante protagonista della cultura svizzera, il Museo delle Culture di Lugano, il quale ospiterà la sede di Fai Swiss, in base ad un accordo sottoscritto con la Città di Lugano.
Nel programma si prevede inoltre l’affidamento della villa Fogazzaro a Oria di Valsolda, di proprietà del Fai, alla Fondazione Fai Swiss di Lugano.
Il progetto culturale, già attivo sul territorio da oltre un anno, ha ottenuto un buon riscontro di pubblico. Visti i successi, questa attività viene ora istituzionalizzata grazie alla costituzione della Fondazione Fai Swiss per diventare crocevia permanente di scambio, riflessione e di salvaguardia del territorio.  

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