Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Pavia

Valganna, in cammino sulla Via Francisca del Lucomagno

Sabato 30 aprile la camminata partirà dal Maglio di Ghirla e si concluderà alla Badia con la presentazione del progetto
lago Costanza, verso Friedrichshafen, statua di Imperia, gjr

A Valganna (Varese), sabato 30 aprile, le associazioni Amici della Badia di Ganna e l’Association internationale Via Francigena organizzano una camminata (gratuita) lungo un tratto della Via Francisca del Lucomagno “Costanza-Coira-Lucomagno-Agno-Varese-Pavia”. La partenza è fissata al Maglio di Ghirla (ore 9.45) con arrivo alla Badia di San Gemolo di Ganna, una delle tappe fondamentali del percorso, dove sarà presentato (ore 11.30) il progetto della “Via Francisca del Lucomagno-Dagli antichi cammini nuove opportunità per i territori”.
Il rilancio della Via Francisca è sostenuto da Regione Lombardia e Provincia di Varese in collaborazione con Comunità Montana del Piambello, Parco Regionale Campo dei Fiori e i comuni di Cadegliano Viconago, Cugliate Fabiasco, Cunardo, Marchirolo, Lavena Ponte Tresa e Valganna.
Per partecipare all'escursione e/o al convegno, è consigliata l’iscrizione entro giovedì 28 aprile (ore 18) mediante mail all’indirizzo comunicazione@provincia.va.it. (Info: www.provincia.va.it; tel. 0332/252.415). In caso di maltempo, la camminata sarà annullata, ma sarà confermata la conferenza alla Badia.

PROGETTO E RELATORI
La conferenza nella Badia di San Gemolo sarà introdotta dal presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi, e condotta da Marco Giovannelli. Interverranno:
*Mauro Visconti (UTR Insubria), ”La proposta de La Via Francisca del Lucomagno nel panorama regionale”;
*Ferruccio Maruca (UTR Insubria) e Donatella Ballerini (Provincia di Varese), ”Presentazione del progetto”;
*Timo Cadlolo (TicinoTurismo): “≠hike Ticino-Una nuova strategia per la valorizzazione degli itinerari escursionistici del Cantone”;
*Adelaide Trezzini (Ass. Internationale Via Francigena), “La rinascita del pellegrinaggio romeo”;
*Luigi Pilastro (Ass. Amici Badia di Ganna), “Note storiche: il ruolo della badia di Ganna sul percorso”;
*Carlo Cattaneo (Collegiata di Agno), ”La Pieve di Agno”.

LE ANTICHE VIE ROMEE DA CANTERBURY (‘FRANCIGENA’) E DA COSTANZA (‘FRANCISCA’)
La genesi della Via Francisca del Lucomagno è stata illustrata, mercoledì 20 aprile, a Lavena-Ponte Tresa da Adelaide Trezzini, presidente dell’Association Internationale Via Francigena (AIVF). Occasione, la presentazione della conferenza sul progetto “Via Francisca del Lucomagno”, in programma il 30 aprile a Ganna.
L’AIVF - ha spiegato Adelaide Trezzini – è un’associazione privata nata nel 1997 a Martigny (Svizzera) che ha fatto rivivere in Svizzera, Francia e Inghilterra la Via Francigena, un percorso da Roma a Canterbury compiuto nel 990 dall’arcivescovo Sigerico, autore del più antico diario di viaggio di un pellegrino anglosassone.«Da 15 anni l’associazione si impegna, da pioniera, ad individuare e fare rinascere le storiche Vie Francigene (varianti rispetto al percorso ufficiale del 2008-2009 del MiBAC), come quella di Abbadia S.Salvatore (Siena), quella romana di Ivrea-Santhià sud del lago di Viverone, quella romana-medievale da Sarzana a Pietrasanta in Italia, ma anche in Svizzera e Francia».

390 CHILOMETRI DA COSTANZA A PONTE TRESA
Il successo della Via Francigena di Sigerico con migliaia di pellegrini - ha ricordato Trezzini - ha solo negli ultimi anni suscitato l’attenzione dell’AIVF sull’assenza di itinerari che collegassero il mondo germanico direttamente a Pavia, antica capitale longobarda. «Partendo da Costanza, meta di numerosi concili, la via tocca San Gallo (monastero fondato da san Colombano, morto a Bobbio nel 615) e Disentis (monastero benedettino dall’VIII sec.), istituzioni fondamentali per la storia e la creazione dell’Europa di oggi».
Nel lontano passato lo storico asse internazionale Germania-Roma ebbe per imperatori, papi, mercanti, soldatesche e pellegrini un interesse dimostrato dai numeri e valido, a giudizio di Trezzini, anche per i singoli pellegrini di oggi. «Tutto l’itinerario Costanza–Ponte Tresa di 390 chilometri, più il tratto italiano di circa 120 chilometri, rappresentano 510 km fino a Pavia, cui si aggiungono i 690 km sino a Roma, arrivando a un totale di 1.200 km dal lago di Costanza». 

La Lombardia ai tempi di Liutprando

Tra Pavia e Gazzada convegno sul re longobardo e la sua eredità storica
Convegno

Quasi un centinaio di relatori provenienti non solo dall’Europa, venticinque borse di studio a giovani studiosi italiani e stranieri, un numero consistente di studenti e di scuole superiori impegnate nell’alternanza scuola-lavoro, il patrocinio scientifico di trenta università e di molte istituzioni scientifiche, culturali e di ricerca. Sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano un appuntamento di grande richiamo, il terzo convegno internazionale  “Liutprando re dei longobardi”, celebrativo dei 1450 anni dall’arrivo del popolo longobardo in Italia al seguito di Alboino (568). L'evento del Centro studi longobardi si aprirà a Pavia, antica capitale dei longobardi, giovedì 3 maggio alle 9.30 in Collegio Borromeo e proseguirà nei giorni successivi, fino all’8 maggio, a Villa Cagnola di Gazzada Schianno (Varese). Direttore scientifico sarà il professor Gabriele Archetti, docente di Storia medievale all’Università Cattolica.

Il convegno promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dalla Regione Lombardia e dal Centro studi longobardi è, come rileva Cristina Riva, consigliera delegata alla Cultura della Provincia di Varese, tra gli enti patrocinatori, «il più rilevante appuntamento scientifico a livello internazionale su un tema storico di straordinaria rilevanza, che ha dato origine al Medioevo italiano. Un incontro tanto più significativo per le presenze longobarde nella nostra Provincia a cominciare dal sito Unesco di Castelseprio, che sarà anche oggetto di una visita». «Inoltre, commenta Stefano Bruno Galli, assessore regionale all’Autonomia e alla Cultura, parlare di Longobardi per una Regione che da questo popolo germanico ha preso nome è un modo per recuperare le radici profonde del territorio, la sua cultura e l’identità di un popolo. Ma è l’intera area regionale ad esprimere e conservare le memorie che ci portano a questo popolo, dalla capitale Pavia – con i resti mortali del re Liutprando – alla cappella di Teodolinda di Monza, al complesso di Santa Giulia di Brescia o al cenobio di Santa Maria di Cairate».

Chi fu Liutprando
Re cattolico, costruttore e restauratore di chiese, Liutprando (712-744) incarna il momento di massima potenza politica del regno longobardo che, sfruttando i gravi contrasti che indebolivano l’Italia bizantina, lacerata dalla controversia iconoclasta, riuscì a estendere i possessi longobardi in Emilia, a prendere per breve tempo Ravenna e spingersi fino alle porte di Roma, riottenendo il controllo sui ducati ribelli di Spoleto e Benevento.
Nel 742, a Terni, si riappacificò con il papato restituendo alcuni territori posti ai confini del ducato romano. Essendo però riprese le ostilità contro i bizantini dell’esarcato, ricevette papa Zaccaria a Pavia per le trattative di pace e morì poco dopo la partenza del pontefice. Amico dei franchi, che soccorse in Provenza nella guerra contro le milizie islamiche, introdusse una legislazione ispirata ai princìpi cristiani sancendo la definitiva conversione del suo popolo e fece trasportare a Pavia dalla Sardegna, minacciata dai saraceni, le reliquie di sant’Agostino.
Programma: http://www.centrostudilongobardi.it/liutprando.html
Info: info@centrostudilongobardi.it | +39 345 793 6214 

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