Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Parco a lago

Festa dello sport al Parco a lago

Festa dello sport

Festa all’insegna di chi ama e pratica lo sport, dalle ore 14.30 alle 19.30 di sabato 16 settembre (in caso di maltempo, se ne riparlerà in primavera), al Parco a lago di Luino. Protagonisti, associazioni e organismi sportivi, che spiegheranno e offriranno pratiche delle loro attività, dalle arti marziali al canottaggio, dal ciclismo al tennis, nuoto, gruppo podistico, tennis, yoga, basket, pallacanestro, danza, volley, calcio.
La Festa dello Sport è organizzata dal Comune di Luino e dal Coni Delegazione Provinciale Varese, che in una sua area attrezzata fornirà una panoramica sugli sport presenti nella provincia di Varese e sulle future scelte sportive. Per la prima volta a Luino saranno presenti anche l'Asd Varese Ghiaccio e il Sitting volley.
Alla Festa dello Sport sarà presente con un gazebo anche il CAI Luino, che presenterà il suo programma inverno 2017–18, dai corsi di sci alle passeggiate con le ciaspole, dallo scialpinismo alla befana sugli sci e al carnevale sulla neve. Al gazebo sarà presente Eros con il simulatore di sci, un attrezzo che permette di effettuare prove di equilibrio in movimento sugli sci.
Alle 16.30, per il progetto “Io vivo a Luino”, il dottor Guido Garzena illustrerà l'impiego dei defibrillatori. 

Jazz nel parco a lago, Peter Erskine in concerto

Sarà il batterista Peter Erskine ad aprire al Parco a lago di Luino, alle 21 di venerdì 28 luglio 2017, la nona edizione di Jazz in Maggiore, il festival di musica jazz organizzato dall’Associazione Rinascenze di Francesca Galante.
Erskine è considerato uno dei protagonisti della storia della musica moderna. Con lui suoneranno John Beasley alle tastiere e pianoforte, Bob Sheppard al sax e Benjamin Shepperd al basso.

Parco a lago, dedicata al tenente Chirola la nuova “Piazza belvedere”

Armando Chirola
Trento Salvi (TreSa)

Sarà dedicata al tenente dell’Esercito Armando Chirola, ucciso dai nazisti a Cefalonia nel 1943, l’area multifunzionale “Piazza belvedere” in via di ultimazione nel Parco a Lago, nelle vicinanze della sede dell’Associazione Velica Alto Verbano. La giunta Andrea Pellicini ne ha deliberato il 23 ottobre l’intitolazione e ora attende l’autorizzazione da parte del prefetto Giorgio Zanzi. L’area è una piattaforma in legno fissata su una base di calcestruzzo ed è stata costruita sullo spazio originariamente destinato al parcheggio, contestato e rimosso insieme al “Muro”.
La tragedia dell’ufficiale luinese fu così ricordata dall'avvocato e indimenticabile appassionato studioso di vicende luinesi Trento Salvi (TreSa) sul Corriere del Verbano del 14 febbraio 2001 nella rubrica "Campo della memoria":

<Campo della memoria
Armando Chirola e l'eccidio di Cefalonia - Scelsero tra vita e dignità

Anni 1940-1945. Non dirò come Montale «Volarono anni corti come giorni». Furono anni di lunghi sacrifici, angustie e sofferenze fisiche e morali.
Eravamo giovani ventenni trascinati da ideali più o meno validi, spinti da entusiasmo, da giovanili aneliti e anche solidarietà per non sentirci vigliacchi o imboscati, per non vergognarci di rimanere a casa mentre fratelli, padri di famiglia, amici, coscritti erano ai vari fronti a combattere, convinti perché la partenza era considerata un preciso dovere, lontani da certa retorica di moda a quei tempi: noi, vivi, fummo ripagati dalla delusione; loro, i caduti, non sono più tornati “a baita”, i loro corpi sono rimasti in luoghi lontani insepolti, o in cimiteri di guerra con una semplice croce, o in fondo al mare.
Con loro, noi vivi, ci accompagniamo e ricordiamo, tra i tanti, il tenente Armando Chirola, sepolto con una decina di migliaia di soldati barbaramente ammazzati dai tedeschi (nonostante avessero ammainato le bandiere e abbandonato le armi) nell’isola di Cefalonia, Egeo. Come Gino Miravalle, Aldo Mazzucchelli, Pier Luigi Maragni e il sottoscritto, aveva ricevuto nel gennaio ‘41 la cartolina rossa, poco più di un fazzoletto tricolore. Al distretto dicemmo: «Siamo qui». E ci unimmo ai canti dei richiamati, degli anziani; e cantammo fino ad Aosta. Eravamo un centinaio. Armando fu assegnato ai carristi.
A pagina 74 del libro di Alfio Caruso (ed. Longanesi) Italiani dovete morire: Cefalonia settembre 1943, il Massacro della divisione Acqui da parte dei tedeschi: un’epopea di eroi, il tenente Chirola è ricordato: «... I soldati temono che sia la premessa alla cessione totale delle armi. Il tenente Chirola si sbraccia, cerca di persuadere i più esagitati...».
Cadranno fucilati tutti, dal generale comandante Gandin all’ultimo bocia: «Si dimisero dalla vita per non dimettersi dalla dignità».
L’Armando aveva frequentato con me e con il fratello Renato le scuole superiori dell’Istituto Salesiano di Novara. (Il padre, noto avvocato, aveva professato a Luino dal 1930 al 1952. Era grande invalido della prima guerra). Era gioviale, intelligente e molto cortese. Volendo seguire le orme paterne, si era iscritto a Giurisprudenza, 1° anno accademico.
L’ingegner Dino Magnaghi mi assicura che costante è il ricordo dell’Armando nel Circolo Avav. Gli vollero dedicare fin dall’agosto 1949 una regata, che fu assegnata ogni anno per la classe Star.
Tra i “Lunari” che Piera Corsini compila sul “Rondò” veniva riportata l’anno scorso una breve composizione del tenente Chirola:
«La guerra è un inno
vado, lo canto e torno
benigna è la mia stella»

Presto il presidente della Repubblica [NdR: Carlo Azeglio Ciampi] si recherà a Cefalonia. Renderà omaggio e onore ai caduti sui quali per molti anni cadde il silenzio, e porterà un fiore anche ad Armando.
La foto [NdR: tratta dal volume "Avav 1938-1988", Nastro & Nastro-Grafica e Stampa] mi è stata data dall’ingegner Dino Magnaghi, che ringrazio.
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