Edizione n.9 di mercoledì 20 marzo 2019

Ospedale circolo

Varese, sempre attivo il volontariato sociale

Donati dal Lions Club Varese Insubria un ventilatore polmonare mobile per neonati e dall'Associazione Sulle Ali un ecografo portatile per le cure palliative
ventilatore Lions
donazione ecografo

Un ventilatore polmonare mobile di ultima generazione per neonati con difficoltà respiratorie e un ecografo portatile per le cure palliative sono le ultime - in ordine di tempo - donazioni alla sanità pubblica di Varese da parte del volontariato sociale.
All'Ospedale Del Ponte, il 26 febbraio 2019, il Lions Club Varese Insubria ha donato un ventilatore polmonare mobile. Serve ad aiutare il trasporto d'emergenza dei bambini della fascia d'età più fragile - tra zero e tre anni - affetti da gravi patologie polmonari e bisognosi di ventilazione meccanica. All'acquisto del ventilatore ha collaborato la Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. Il Centro di terapia intensiva neonatale dell'Ospedale Del Ponte, diretto dal professor Massimo Agosti, è attivo 24/h ed è uno dei nove Hub sanitari lombardi che fornisce un servizio di eccellenza per tutto il territorio del Varesotto.
Consente invece di praticare diagnosi e terapia in ambito sia ambulatoriale sia domiciliare l'ecografo portatile - dotato di sonde e accessori - donato il 1° marzo dall’Associazione Sulle Ali al reparto Cure palliative e terapia del dolore dell'Azienda sociosanitaria Sette Laghi dell'Ospedale di Circolo di Varese, diretta dal dottor Gianpaolo Fortini. «Il personale medico – ha dichiarato Fortini - potrà raggiungere agevolmente ogni paziente e in particolare il paziente a domicilio ed effettuare una serie di procedure diagnostico-terapeutiche in completa sicurezza al domicilio del paziente, evitando spostamenti impegnativi e faticosi per lo stesso e la sua famiglia. Questo aspetto diventa ancora più rilevante, se si pensa che nel 2018 abbiamo erogato cure domiciliari, per 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, a favore di 362 malati, per un totale di 20.448 giornate di presa in carico».
L’associazione Sulle Ali affianca e sostiene la Struttura di Cure palliative, hospice e terapia del dolore fin dalla sua nascita. «Noi siamo felici - spiega il presidente Giovanni Verga - di soddisfare i desiderata dei nostri medici perché sono i desiderata dei nostri pazienti e sentiamo di dover continuare a farlo perché lo dobbiamo al nostro ospedale. Non dimentichiamoci che ci sono due tipi di medici: il medico che guarisce e il medico che accompagna. Quando il primo finisce il suo lavoro, il secondo inizia, e a quest'ultimo si apre un mondo di possibilità in cui costruire un bel percorso. A Varese questo succede e non è cosa da poco».

Varese, trapianto reni da pazienti sieropositivi, avanguardia dell'Ospedale di Circolo

Nel 2017 primo centro in Europa ad eseguire l'intervento
Varese,  trapianto reni da pazienti sieropositivi, avanguardia dell'Ospedale di Circolo

Correva l'anno 2017 e a Varese due donne costrette alla dialisi poterono tornare ad una vita piena grazie alla donazione di rene da paziente, anche lui, sieropositivo. Da allora altra acqua è passata sotto i ponti e, sempre all'Ospedale di Circolo, altre due analoghe operazioni hanno restituito vitalità ad altre persone dopo l'aggiornamento normativo su tale tipo di donazioni.
«Questa possibilità – spiega il professor Paolo Grossi, direttore del Dipartimento trapianti dell'Asst dei Sette Laghi oltre che della struttura di Malattie infettive dell'Ospedale di Circolo di Varese - non è solo una buona notizia per i pazienti che, grazie alla disponibilità di questi organi, possono tornare alla vita, ma lo è anche per tutti coloro che sono affetti da HIV. La possibilità di essere donatori di organi è infatti un passo in avanti importantissimo contro lo stigma».

LEGGE AGGIORNATA
In Italia, fino al febbraio 2018, le donazioni di organi da pazienti sieropositivi non erano ammesse e il caso del 2017 fu possibile solo dopo autorizzazione a procedere, in deroga alla normativa, chiesta al Ministero della salute. Ed ecco l'episodio ricordato dal professor Grossi, che in questi giorni ha pubblicato su Intensive Care Medicine un articolo scientifico sul tema "Challenges in solid organ transplantation in people living with HIV". «Avevo - racconta - due pazienti, entrambe positive all'Hiv, che necessitavano di un rene nuovo e proprio in quei giorni, in qualità di Second opinion infettivologica nazionale del Centro Nazionale Trapianti, mi viene segnalato un potenziale donatore, anche lui sieropositivo. Il discorso con l'allora ministro della Salute era già stato avviato. Non ho quindi perso tempo e ho chiesto l'autorizzazione a procedere. E così, due donne costrette alla dialisi hanno potuto tornare ad una vita piena».
Dopo l'entrata in vigore della nuova legge all'Ospedale di Circolo di Varese sono stati eseguiti con successo altri due trapianti di reni donati da pazienti sieropositivi. «Non sono molti – conclude Grossi - gli ospedali abilitati ad eseguire questo tipo di trapianti e ancora meno sono quelli che lo hanno già fatto. Varese è uno di quei pochi, grazie alla grande professionalità dei molti specialisti coinvolti, a partire dall'équipe chirurgica diretta dal professor Giulio Carcano».
Nella foto: il prof. Paolo Grossi

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