Edizione n. 12 di mercoledì 14 aprile 2021

oncologia

Varese, donazione “Rocco Magnoli” all’ospedale

L’associazione dedicata al celebre architetto varesino installerà un impianto di climatizzazione nella sala d’attesa di Oncologia
architetto Rocco Magnoli

A Varese sarà resa più confortevole, ai pazienti malati di tumore, l’attesa per le visite specialistiche e le relative terapie nel padiglione centrale dell’ospedale di Circolo. Nella sala d’attesa del reparto di Oncologia day hospital sarà installato un impianto di climatizzazione, che l’Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus si è impegnata a donare.
L’annuncio è stato dato il 5 aprile dalla stessa associazione durante una conferenza stampa a Villa Tamagno. Sono intervenuti la presidente, Flavia Brogini Magnoli, e il segretario dell’associazione, Vittorio Meschini, il consulente progettista Luca Santarelli e il direttore sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) dei Sette Laghi, Gianluca Avanzi.

ASSOCIAZIONE E SCOPO
Il progetto “Sala Rocco Magnoli” è firmato dall’ingegnere Santarelli e prevede una spesa complessiva di circa 18mila euro, che verrà coperta dall’associazione. Le ditte STA Branca Idealair e Klimatech forniranno impianti e servizi a condizioni particolarmente favorevoli. L’iniziativa – e l’attività - dell’associazione può essere sostenuta da tutti con versamenti tramite bonifico bancario (Associazione Rocco Magnoli Onlus; Iban IT85Z0840410801000000001879; causale “Progetto Sala Rocco Magnoli”), assegno bancario o circolare non trasferibile (Associazione Rocco Magnoli Onlus) inviato alla sede sociale (via Adige 18 Varese) e 5 per mille (Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus, codice fiscale 95071690127).
L’associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus è stata costituita nel dicembre 2010, a tre anni dalla morte dell’architetto avvenuta il 20 aprile 2007, per volere della moglie Flavia Brogini Magnoli e di alcuni amici. Scopo, onorare la memoria del professionista varesino Magnoli con opere di solidarietà sociale nell’ambito socio-sanitario.
CHI ERA ROCCO MAGNOLI
L’architetto Rocco Magnoli fonda nel 1978 a Milano lo studio di architettura Spatium insieme con l’interior designer Lorenzo Carmellini. Entrambi dal 1980 lavorano per Gianfranco Ferré e, da allora per oltre vent'anni, per Gianni Versace, del quale cureranno le mutazioni delle immagini di riferimento degli spazi in tutto il mondo, dai negozi agli uffici, alle show room e alle sfilate fino alle case di Milano, Moltrasio, New York.
Ma oltre la moda, nel portfolio professionale di Carmellini e Magnoli ci sono anche residenze, palazzi, alberghi, centri di spiritualità cristiana (chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha nel Qatar) e non solo, visto che non mancano neppure le moschee, come quella di Abu Dhabi.
Non si contano poi i restauri di edifici storici, come il Cristallo a Cortina d’Ampezzo o il Grande Bretagne a Bellagio, o di alberghi espressamente dedicati a un tema, come l’hotel Aria di Praga dedicato alla musica.
A Varese Magnoli, oltre il restauro del Centro di Spiritualità delle Romite Ambrosiane di Santa Maria al Monte, ha voluto lasciare una traccia precisa del suo lavoro, perché operando nei centri storici il rapporto con la città arricchisce anche i progetti di interni.
Il restauro del cinquecentesco Palazzo Biumi, che dà su piazza del Garibaldino, apre uno squarcio su un “accordo di programma” tra un nobile giureconsulto e l’Universitas Burgi Varisii per esigere un credito secolare al Ducato di Milano e usarlo per ampliare la Piazza del Borgo, in base a un progetto di nuova scena urbana su cui si affaccerà un Palazzo degno di ospitare la più grande nobiltà contemporanea.
Il restauro ha riportato alla luce le tracce di un antico viottolo tangente a una torre, quindi la dimensione della piazza del mercato prima del suo ampliamento e molti altri dettagli non solo materiali della storia della cittadina. 

Tumore in bocca, a Varese operazione con braccio robotizzato

Intervento innovativo all'Ospedale di Circolo eseguito da équipe di specialisti
Ospedale di Circolo di Varese (foto ORL-1)

Un sofisticato braccio robotizzato usato per asportare la neoplasia in maniera mininvasiva passando dalla bocca. Queste le coordinate di un intervento chirurgico innovativo eseguito all’Ospedale di Circolo di Varese da una équipe di oncologi, radioterapisti, otorinolaringoiatri e chirurghi plastici per rimuovere un tumore maligno della base della lingua.
Il paziente, un settantenne residente in provincia, si è ripreso molto velocemente ed è stato dimesso dall’ospedale circa dieci giorni dopo la procedura chirurgica, con esiti funzionali considerati molto incoraggianti in termini di linguaggio, respirazione e deglutizione.
FASI SEGUITE ATTRAVERSO UNA CONSOLE
Il braccio robotico è stato pilotato attraverso una console per seguire ogni fase operativa, proiettata su tre maxischermi 4K in 3D installati nella sala operatoria. Anestesisti, strumentiste, infermiere e personale della sala operatoria indossavano appositi occhiali 3D per collaborare all’operazione condotta dal dottor Paolo Battaglia, ricercatore dell’Università degli Studi dell’Insubria e dirigente medico del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale. La visione ad alta definizione e la percezione della profondità di campo tridimensionale hanno consentito di togliere, in maniera molto precisa, la massa neoplastica senza danneggiare i tessuti circostanti.
«Si tratta del primo intervento chirurgico con l’ausilio di questo braccio robotico per le neoplasie dell’orofaringe» ha spiegato il dottor Battaglia. «In passato, interventi chirurgici di questo tipo richiedevano estesi tagli sulla pelle della faccia e in alcuni casi persino il taglio dell’osso della mandibola. Con questa nuova tecnologia siamo riusciti ad ottenere una rimozione completa e sicura del tumore dal punto di vista oncologico ma al tempo stesso siamo riusciti a ridurre l’invasività dell’intervento».
OPERAZIONI CONTESTUALI
Una volta rimossa la neoplasia, l’équipe del direttore dell’Unità operativa di microchirurgia della mano, professor Mario Cherubino, ha ripristinato il rivestimento mucoso della bocca per consentire una più rapida guarigione del paziente in termini di deglutizione e fonazione. Contestualmente all’intervento nella bocca, sono stati asportati anche i livelli linfonodali del collo a rischio di micrometastasi, per ridurre il rischio di possibili recidive della neoplasia in futuro, ad opera dell’equipe otorinolaringoiatrica guidata dal dottor Mario Turri Zanoni.
L’intervento chirurgico si è svolto senza complicanze, grazie anche al supporto del team anestesiologico composto dalle dottoresse Rosella Bulgheroni e Simona Cozzi.
L’esame approfondito della neoplasia, eseguito dai patologi Carla Facco e Fausto Sessa, direttore dell’Anatomia patologica di Varese, ha confermato l’adeguatezza dell’intervento chirurgico, tanto che non è stato necessario completare le cure con trattamenti di radioterapia e chemioterapia, velocizzando ancora di più il recupero funzionale del paziente.
DIFFICILI DA DIAGNOSTICARE
«Anche in tempi difficili come quello che stiamo attraversando, la collaborazione multidisciplinare e l'innovazione rimangono il motore per una sanità vincente e di qualità» hanno commentato Paolo Castelnuovo, direttore del dipartimento chirurgie specialistiche dell’Asst Sette Laghi di Varese e il direttore del dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’Università degli Studi dell’Insubria Luigi Valdatta. «Siamo orgogliosi di questo risultato e continuiamo a lavorare per stimolare la ricerca scientifica al servizio del paziente».
I tumori che insorgono nella zona più profonda della bocca, chiamata orofaringe, sono tumori difficili da diagnosticare e che possono causare disturbi come dolore e fastidio alla gola, con difficoltà a deglutire e a parlare nelle fasi più avanzate. Sono generalmente collegati all’abitudine al fumo di sigaretta e all’assunzione di alcoolici, ma possono essere causati anche dall’infezione da papilloma virus umano (Hpv), che si può trasmettere per via sessuale ed è responsabile dell’aumento dell’incidenza di questi tumori negli ultimi anni. 

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