Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

oda

Moda, dai 'falsi' danno di 9,9 miliardi l'anno per l'impresa italiana

Secondo Confartigianato Piemonte la contraffazione ruba 88.500 posti di lavoro

La moda italiana è a giudizio (quasi) generale la più bella del mondo e è anche la più copiata. La contraffazione aggredisce le imprese del settore e sottrae loro una cifra esorbitante, 9,9 miliardi l’anno per mancate vendite. I danni sono enormi dunque e si riflettono direttamente sull’occupazione, impedendo alle imprese di creare 88.500 posti di lavoro.
Ad approfondire il tema è Confartigianato Imprese Piemonte. «I falsi – sottolinea il presidente Giorgio Felici - colpiscono uno dei settori più vitali del made in Italy e ad altissima vocazione artigiana. Nel fashion operano in Piemonte 5.049 imprese artigiane, posizione al sesto posto della classifica regionale. La contraffazione, l’abusivismo, il lavoro nero sono tante facce di un fenomeno che mina l’economia, i consumatori e gli artigiani. Maggiormente colpiti da questo fenomeno sono i settori  dell’abbigliamento e dei gioielli. Tutto questo non significa solo minor reddito per gli imprenditori onesti ma anche migliaia di posti di lavoro in meno per i nostri giovani».
Secondo la rilevazione di Confartigianato, a livello mondiale i falsi nel settore della moda valgono 66,3 miliardi di euro e rappresentano il 32% di tutte le merci contraffatte.
L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, per maggior danno alle imprese da violazione dei diritti di proprietà intellettuale derivante dalla contraffazione. Tra il 2008 e il 2016, il 64% dei sequestri eseguiti in Italia ha riguardato proprio merci del settore moda, per un valore di 3,3 miliardi.
Cina, Turchia e Tailandia sono le nazioni da cui proviene la maggior parte delle merci taroccate della moda destinate al mercato europeo. Esse transitano soprattutto a Hong Kong, Singapore e Iran. Dalla Cina, in particolare, arriva il 41,8% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea nel 2015.
Ma il mercato del falso alimenta sommerso e attività illegali anche in Italia. Quello della moda è infatti il settore manifatturiero con il maggior tasso di irregolarità, pari all’11,1%, dell’occupazione del settore.
Il commercio online ha contribuito ad espandere il fenomeno dei falsi. In cinque anni nell’Unione europea è aumentato dal 5,7% a quasi il 23% il valore dei sequestri di merce contraffatta spediti per posta e corriere espresso.
Elementi positivi tuttavia esistono. Nel 2017 le aziende italiane della moda vedono una crescita del 2,9% del fatturato e contribuiscono a mantenere in attivo la bilancia commerciale. Lo scorso anno l’export italiano aveva totalizzato 61 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al 2015.
La tenuta sui mercati esteri è accompagnata da una ripresa dei consumi interni. La spesa degli italiani in abbigliamento e calzature è aumentata dello 0,4% tra il 2015 e il 2016, attestandosi ad una media per famiglia di 118 euro mensili per abbigliamento e calzature.

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