Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

merci

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit!

Stazione Luino

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit. E la scoperta provoca agitazione se non allarme. Ora tutti ne parlano, ad ogni livello amministrativo e politico, e tutti avanzano preoccupazioni, invocano interventi.
Eppure di nuovi tunnel svizzeri, di ricadute sulla linea ferroviaria luinese, di occasioni offerte dalle stesse FS politici e amministratori sapevano. Non solo ne ha continuato a parlare, per sua linea editoriale, questa testata giornalistica, ma a sollecitare, ammonire, proporre - nelle sedi istituzionali e su queste colonne - c’è stato continuamente un pubblico amministratore luinese – e tecnico sempre attento e aggiornato - Giovanni Mele.
A Luino Mele è stato capostazione e, dal 1975 al 2003, anche amministratore comunale, dapprima (1975-1982) come consigliere e successivamente come assessore, dai servizi sociali ai trasporti, al lavoro, al turismo, alla polizia municipale e al commercio. Nel 1982, su incarico della Comunità Montana Valli del Luinese, prese parte ad una commissione regionale sull’orario ferroviario Luino-Gallarate-Milano e nel 2001 collaborò con l’assessorato regionale ai trasporti della Lombardia per il riassetto dei treni viaggiatori dalla Svizzera per Milano via Luino.

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ALPTRANSIT, ULTIMO ATTO

Ipotizzata fin dal 1990, la nuova galleria di base, definita appunto AlpTransit, da costruirsi al disotto dell’antico tracciato ferroviario del Gottardo di metà ‘800, si rese indispensabile per dirottare sulla rotaia il gran numero di trasporti stradali che tanto preoccupavano la Svizzera.
Si imponeva la salvaguardia dell’ambiente, una maggiore potenzialità dei treni merci ad alta capacità (AC) unita all’alta velocità (AV) per il servizio sia merci sia passeggeri. E nacque l’idea di una gigantesca opera pubblica il cui proseguimento chiamava in causa anche il nostro Paese. Ma, nonostante le precise scadenze, l’Italia stava a guardare, quasi con sonnolenza, ravvivata con un prestito di vari milioni della Confederazione Svizzera.
FIBRILLAZIONI IN ZONA CESARINI
Ora, a tre mesi dalla totale chiusura della linea ferroviaria del Nord-Verbano per dare seguito all’attivazione di AlpTransit, emergono le fibrillazioni in zona Cesarini. Si vogliono garanzie su sicurezza, impatto ambientale, quantità dei treni e tipologie delle merci trasportate.
Tutta roba che sussiste da sempre e, da chi scrive, trattata ripetutamente su questo giornale. Quasi una scoperta dell’ultima ora. Adesso si aggiungono anche le preoccupazioni per la novantina di convogli merci che transiteranno da Luino. Decenni di assoluta distrazione mentre nel territorio elvetico si allestivano con precisione da orologiai tutti i tasselli di quel faraonico puzzle chiamato AlpTransit inserito nel “Corridoio merci Rotterdam-Genova”, passando da Luino.
FINANZIAMENTI RIFIUTATI E PRESÌDI TRASCURATI
Ora ci si preoccupa anche dei passaggi a livello in città. A tale proposito va ricordato che nel 2001 dalla giunta comunale di Luino, escluso qualche assessore poco ascoltato, fu rifiutato un cospicuo finanziamento da Fs per la creazione di un sottopasso che ora, per fortuna, viene riproposto da RFI, rimediando con quindici anni di ritardo a carenti lungimiranze. Idem per le barriere antirumore richieste da quasi vent’anni.
Di presìdi a favore di pronti interventi neppure a parlarne, mentre le Ferrovie Svizzere da un decennio hanno approntato treni speciali chiamati “Spegnimento e Soccorso” per intervenire in piena linea in caso di incendio, avarie e inconvenienti vari, dotati di ogni ben di dio in fatto di sicurezza e tutela dei viaggiatori. Da noi ci si affida ai “miracoli” dei vigili del fuoco, ignorando le necessità di una linea a binario unico che, oltretutto, scorre fra lunghe scarpate che pongono serie difficoltà agli interventi dei mezzi di soccorso.
TIMORI FERROVIARI E RISCHI STRADALI
Pubblico e, molto spesso, amministratori locali presentano il traffico merci su rotaia come il fumo negli occhi, muovendosi con stati d’animo alimentati da luoghi comuni ed errate conoscenze della materia ferroviaria.
Si guarda con preoccupazione ai treni che scorrono su tracciati quasi sempre fuori dai centri abitati, ma si tollerano allegramente numerosi tir, autocisterne di carburanti, materiale gassoso e prodotti chimici che circolano nelle strade interne o sulle autostrade, con incidenti di cui giornalmente si occupano le cronache. Si abbaia alla luna non conoscendo che le merci trasportate sui treni sono sottoposte a rigide norme internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
IMPATTO AMBIENTALE IN ARIA, SU ROTAIA E SU STRADA
Ci si straccia le vesti per l’impatto ambientale dei treni, dimenticando che la rotaia inquina meno delle auto (-60%) e degli aerei (-70%) e che nel 2010 (studio condotto da Enea e Fs) con 47 milioni di tonnellate di merci trasportate su ferro si sono sottratte all’atmosfera un milione di tonnellate di CO2 rispetto al traffico su gomma. E allora, ben vengano i treni merci sulla linea di Luino, la cui esistenza garantisce la sopravvivenza del servizio passeggeri.
I sei mesi di interruzione costituiscono, certamente, un sacrificio per le comunità, ripagato, tuttavia, dalla certezza di infrastrutture più efficienti (sottopassaggi, deviatoi elettrici non più manovrati a mano, circuiti di binario che garantiscono la libertà del percorso dei rotabili, segnali più dettagliati, doppie linee aere per le emergenze) necessarie ad una circolazione adeguata a convogli più moderni, meno rumorosi (si pensi alla nuova tecnologia degli apparati frenanti), più lunghi e con maggiori altezze, il cui tonnellaggio trasportato riduce anche il numero dei convogli in circolazione.
STESURA DI UN PIANO DI TRASPORTO PASSEGGERI
E se consiglieri regionali, parlamentari e amministratori locali si vogliono davvero impegnare, cerchino di adoperarsi per tempo per la stesura di un piano di trasporto passeggeri da adottarsi con la chiusura della linea ferroviaria da giugno a dicembre 2017. Che sarà di pendolari, studenti e lavoratori? Senza trascurare altri viaggiatori che volessero affacciarsi sulle sponde del lago Maggiore.
Ed è auspicabile che Regione Lombardia, su richiesta di comuni e provincia, raccordi il servizio di linea da Luino a Varese, via Valganna, con treni Trenord da/per Milano (entrambi i servizi sono dotati di orari cadenzati), istituendo la possibilità di un biglietto unico (bus+treno) al fine di sopperire alla chiusura del servizio ferroviario.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

Alptransit, i pro e contro sulla tratta Cadenazzo-Luino-Gallarate

I futuri scenari del traffico merci discussi a Magadino dai sindaci di Gambarogno, Laveno, Maccagno e Luino
sindaci a Gambarogno

Dal 16 dicembre 2016 i treni cominceranno a circolare sulla nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi e anche sulla linea Cadenazzo-Luino-Gallarate-Milano i contraccolpi si faranno sentire. Man mano, come da progetto sottoscritto tra Svizzera e Italia, l’infrastruttura sarà potenziata, le corse aumenteranno, il tonnellaggio di merci raddoppierà, i convogli saranno più lunghi e pesanti. E il maggior traffico renderà più acuto il tema del rumore e delle vibrazioni e, non ultimo, quello della sicurezza.
Di fronte a questo scenario, comprensibile appare la preoccupazione degli amministratori del territorio dalle due parti del confine.
A Magadino, comune svizzero a ridosso del valico di Zenna, martedì 16 giugno si sono riuniti i sindaci Ercole Ielmini di Laveno Mombello, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Pellicini (insieme con l’assessora al territorio Alessandra Miglio) di Luino e Tiziano Ponti di Gambarogno (nella foto da sx). Obiettivo, definire «una strategia di gestione delle sfide date da Alptransit».
TRAFFICO MERCI…
A destare i maggiori timori delle popolazioni è, oltre a quello del rumore e delle vibrazioni, il tema della sicurezza. Sulla linea transitano principalmente convogli con merci pericolose e i sindaci ne vogliono un monitoraggio approfondito  mediante ogni mezzo tecnico e organizzativo oggi disponibile.
In territorio elvetico i sistemi di controllo sulla sicurezza dei treni nella nuova galleria di base già esistono e permettono di rilevare anomalie al materiale rotabile, come pure fughe di sostanze pericolose. Ma – si sono chiesti i sindaci - quali sono i controlli in Italia? Al riguardo, hanno espresso comune intenzione di conoscere i piani d’intervento in caso di gravi calamità e hanno sostenuto la richiesta del comune di Luino per un incontro con il prefetto.
…E TRAFFICO VIAGGIATORI
In cambio della buccia del previsto traffico merci, i sindaci hanno chiesto almeno il frutto di un migliore servizio viaggiatori tra il Canton Ticino e Malpensa. «Solo disponendo di un servizio efficace e attrattivo – hanno dichiarato - si potranno cogliere nella regione i potenziali dati dalla prossima apertura dalla nuova trasversale alpina. L’aumento della richiesta di trasporto merci, messo in relazione con le capacità limitate della linea, potrebbe addirittura entrare in concorrenza con il servizio di trasporto passeggeri, riducendone la capacità e trasformando la linea ferroviaria litoranea in un corridoio per il solo transito merci».
Una simile prospettiva è stata unanimemente scartata. I quattro comuni si batteranno per «trovare delle strategie che permettano di rendere più attrattivo e rafforzare il trasporto passeggeri» e chiederanno a breve un incontro con Roberto Tulipani, ceo della società ferroviaria mista TiLo. Ma non saranno i quattro moschettieri contro tutti. Per aumentare il peso politico dell’azione, solleciteranno la partecipazione anche degli altri sindaci della linea ferroviaria. 

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