Edizione n.45 di mercoledì 22 novembre 2017

Medaglia d'oro

Laveno Mombello, l’Arma ricorda il carabiniere Giorgio Vanoli

A Laveno Mombello, mercoledì 29 ottobre, l’Arma ha ricordato il carabiniere scelto Medaglia d’oro al merito civile Giorgio Vanoli. Morì a Varese il 6 giugno 1993 nel corso di un inseguimento di malviventi ed è stato insignito di medaglia d’oro al merito civile il 18 febbraio 2009.
Cornice della celebrazione, svoltasi nella chiesa Santa Maria in Cà Deserta, erano il bicentenario di fondazione dell’Arma e le Giornate commemorative dei decorati. Erano presenti il comandante della Legione Carabinieri Lombardia, generale di brigata Ciro D’Angelo, il comandante provinciale carabinieri di Varese, colonnello Alessandro De Angelis, il maggiore Gianluigi Bevacqua del comando provinciale, il comandante della compagnia carabinieri di Luino, capitano Francesco Spera, il sindaco di Laveno Mombello Graziella Giacon, la vedova Cristina Ragazzi, la sorella Manuela Vanoli e altri familiari del decorato, oltre a una rappresentanza di colleghi, autorità locali e rappresentanti delle associazioni nazionali carabinieri di Luino, Ponte Tresa, Castelveccana e Cuvio.
Al termine della messa, concelebrata dal cappellano militare Severino Mottironi e dal parroco Don Carlo Manfredi, è stata consegnata alla vedova del carabiniere, detentrice della medaglia, un’attestazione di riconoscenza da parte del generale Ciro D’Angelo. La cerimonia si è poi conclusa con il trasferimento nell’annesso cimitero, ove è stato deposto un mazzo di fiori sulla tomba del decorato e resi gli onori da un picchetto di carabinieri.
Il carabiniere scelto Giorgio Vanoli morì a Varese il 6 giugno 1993 durante un inseguimento. Così l’Arma rese omaggio al suo sacrificio: «Componente di pattuglia automontata, nel corso di un servizio perlustrativo, intercettava due malviventi che, dopo aver perpetrato un furto, si erano dati a precipitosa fuga. Con spiccato senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, effettuava un prolungato inseguimento, evitando le reiterate e rischiose manovre evasive dei fuggitivi, i quali provocavano un sinistro stradale che causava il decesso del militare. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere portato fino all'estremo sacrificio. 6 giugno 1993 – Varese».  

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