Edizione n.1 di mercoledì 14 gennaio 2026
libro
Quando Delio Tessa portò a Lugano Benedetto Croce
La storica presenza di intellettuali italiani ai microfoni di Radio Monteceneri e della Radiotelevisione Svizzera è al centro del volume Dietro al microfono (Edizioni Casagrande), di cui è autrice Nelly Valsangiacomo. Il libro verrà presentato mercoledì 11 maggio, alle 18.30, allo Studio 2 RSI di Lugano-Besso.
La serata, in collaborazione con la Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua italiana, è pubblica. Interverranno, oltre l’autrice, docente di Storia all'Università di Losanna, Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Genova, e Aldo Grasso, critico televisivo e docente di Storia della radio e della televisione all'Università Cattolica di Milano. Al termine prenderanno la parola anche il direttore RSI Maurizio Canetta e il presidente della Corsi Luigi Pedrazzini. Modera Maria Grazia Rabiolo.
I posti in sala sono limitati dunque occorre prenotazione a eventi@rsi.ch oppure tel. 091 803 95 84.
La Radio è uno strumento affascinante. Arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità. Trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene. Alle spalle della RSI di oggi c'è un passato ricco, intenso, meditato, di cui sono stati protagonisti a tutti gli effetti numerosi intellettuali italiani. Attorno a loro ruota “Dietro al microfono. Intellettuali italiani alla Radio svizzera (1930-1980)”. Frutto di una lunga frequentazione degli archivi radiofonici e cartacei, il volume di Valsangiacomo fa comprendere la specificità di Radio Monteceneri e della Radio svizzera di lingua italiana che fin dall'orogine hanno mantenuto saldo il legame con l'Italia. Tanti i nomi che affiorano: Delio Tessa (nel 1936 aveva portato a Lugano Benedetto Croce), Massimo Bontempelli, Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell'immediato dopoguerra; Vito Pandolfi, Vittorio Sereni, Indro Montanelli negli anni Cinquanta e Sessanta; Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo. Se i primi sono stati chiamati a tenere conferenze, gli ultimi sono stati interpellati come opinionisti e testimoni, segno dell'evoluzione del mezzo radiofonico e quindi del loro ruolo.
Bosco di Montegrino, presentazione del volume “Radici e poesia” di Fermo Formentini
Domenica 17 settembre, alle 16, nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione di Bosco Valtravaglia, sarà presentato il volume “Radici e poesia” di Fermo Formentini, curato da Carolina De Vittori. Accompagneranno proiezione di immagini e, al termine, apertura straordinaria delle Sale del presepe e delle Natività.
«La pubblicazione di un testo su Formentini è il doveroso riconoscimento per quanto l’uomo e l’artista hanno fatto e lasciato per il paese natale, Bosco, borgo del Comune di Montegrino Valtravaglia, nella provincia di Varese», spiega Carolina De Vittori. «Formentini, diventato famoso come l’autore del Presepe di radici a partire dagli anni novanta del secolo scorso, merita di essere ricordato come artefice di un’opera unica nel suo genere, alla quale ha dedicato passione e fede che hanno riempito in modo quasi totale gli anni della sua vita, al termine dell’attività di lavoro.
«Il volume a lui dedicato mette in evidenza che l’estro del personaggio non si è esaurito nella ricerca delle radici boschive, ma ha trovato modo di esprimersi anche nel piacere di una pittura semplice ed intimista, come raccontano i numerosi dipinti che riempiono le pareti della sua casa e, con vivace ispirazione, nella stesura di poesie in dialetto o in italiano».
Il volume che l’associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio, di cui Formentini è stato socio onorario, dedica a lui e alla moglie Alda Ferrari, viene pubblicato dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta il 24 luglio 2015. Le opere sono divise in due parti. La prima relativa al Presepe di radici cui si sono aggiunte negli ultimi anni le Natività; la seconda alle poesie.
I testi sono corredati da fotografie scelte fra vecchi scatti in bianco e nero per illustrare i racconti legati al passato e a colori per il presente; alcune sono tratte da dipinti dello stesso Formentini, altre dall’archivio della famiglia o di amici che hanno voluto collaborare all’arricchimento del testo.
«Non possiamo non ricordare, aggiunge De Vittori, che la stampa di questo volume è stata resa possibile grazie al generoso legato che Fermo Formentini ha lasciato in testamento ai “Sostenitori del presepe di radici” dell’associazione Amici del Piccio, per la cura e la divulgazione delle sue opere e del suo presepe».
Ai partecipanti alla serata del 17 settembre sarà offerto in omaggio il volume.
Varese, un canestro di storia
"Romanzo Varesino". Titolo azzeccatissimo. L'opera in uscita in questi giorni è nata dalla penna del giornalista varesino Fabio Gandini (lavora per il giornale online Varesenoi, RMF e è stato collaboratore di La Provincia di Varese) e avrebbe potuto assumere l'impronta del saggio, o di una cronaca senza limite, di un rincorrersi di interviste, di multibiografia, di documentarismo. Invece è questo e insieme viaggia lungo un suo più composito itinerario strutturandosi in tessuto-romanzo. Il punto di partenza lo rivela il sottotitolo: "L'incredibile storia della Pallacanestro Varese in 80 ritratti".
Ecco dunque la materia fondante, che Gandini intreccia tra variabili in una costruzione non avara. Il lavoro di indagine è evidente sia stato certosino, tutto giocato fonte dietro fonte; il taglio giornalistico, consapevole delle "vecchie" regole sempre solide sempre valide dello scandaglio, della chiara analisi e del raffronto a beneficio del lettore, si sviluppa fluente e narrativo, coinvolge e accompagna nella varesinità e nello sport, nella macchina di tornei, attese, viaggi, vittorie e no, amicizie, rinunce, canestri, coppe, scudetti, nei meccanismi personali e nelle dinamiche complessive con avvenimenti e nomi che hanno fatto e sono storia, alcuni leggenda.
Non è solo dentro questo circuito che si muove "Romanzo Varesino", edito da More News per celebrare gli ottant’anni della Pallacanestro Varese (1945-2025). La sua stessa natura offre ossigeno e l'autore ci mostra che ci si è tuffato aprendo una serie di spazi-altri sui versanti della società nella sua totalità, sull'economia, su ciò che ci si attendeva in quell'elaborarsi dei decenni e faceva felici o demoralizzati e pure su lavoro, involuzioni, evoluzioni in Italia e fuori. Davanti agli occhi sfilano atleti, aneddoti e fatti.
Parallelamente alla vitalità del testo scorrono impaginazione e design scelti dall'impianto editoriale, che a loro volta si fanno tema e interpretazione grazie all'elaborazione grafica, alla riva stilistica raffinata e coinvolgente realizzata dall’artista ticinese Patrizia Pfenninger. Ogni capitolo è composto in uno specifico carattere tipografico di cui vengono spiegate l'origine, la motivazione, i rimandi culturali e si fa integrante parte di quegli ottanta anni tuttora sotto i riflettori.
"Romanzo Varesino. L'incredibile storia della Pallacanestro Varese in 80 ritratti" è ordinabile sul sito dedicato al progetto, www.romanzovaresino.it al prezzo di 20 euro.
Paolo Nizzola e un viaggio tra stampa, radio e tv locale
Dalla carta stampata alla radio locale, dalle prime rudimentali esperienze di trasmissione nazionale fino alla televisione in tutte le sue declinazioni, inclusi incontri ravvicinati con personaggi simbolo, episodi inattesi e retroscena di conduzione. Questo il viaggio in 40 anni di professione giornalistica di Paolo Nizzola, già redattore capo di Telereporter-Odeon Tv.
Fatti, avvenimenti, aneddoti sono stati raccolti nel libro “Ho fatto solo il giornalista”, che Nizzola presenterà a Luino sabato 30 settembre (ore 18) in Biblioteca civica.
Episodi e riflessioni attraversano storia e cronaca del nostro tempo e aiutano a capire il cambiamento radicale di una professione con l’avvento delle nuove tecnologie e i rischi di un flusso ininterrotto e incontrollato di notizie. Il ricavato del libro andrà alla tipografia che ha pubblicato il volume, una cooperativa sociale che dà lavoro ai disabili.






