Edizione n.30 di mercoledì 22 settembre 2021

Legnano

INTERVENTO - Legnano ricorda i deportati della retata nazifascista del '44 alla Franco Tosi

INTERVENTO - Era la mattina del 5 gennaio 1944. Da alcune settimane alla Franco Tosi di Legnano, grossa e antica fabbrica metalmeccanica produttrice di turbine, nella quale lavoravano oltre 5000 persone, c’era molto fermento. Era in corso un'importante trattativa per l'equiparazione dei salari a quelli di altri stabilimenti lombardi, per l'aumento della razione di pane e per la mensa. Dopo alterni momenti in cui sembrava che le trattative andassero in porto, la mattina del 5 gennaio gli operai della Franco Tosi si raccolsero nel corrile per parlare della loro lotta, e una volta saputo della totale chiusura della direzione aziendale, occuparono gli uffici dei dirigenti. Di questo venne immediatamente informato il generale delle SS Otto Zimmermann, cui era stata affidata la repressione degli scioperi nell’Alta Italia. Nel pomeriggio dello stesso giorno due camion pieni di SS varcarono il cancello della Franco Tosi. Nel piazzale centrale erano radunati migliaia di operai. Reparti fascisti si erano invece collocati all’esterno della fabbrica a presidiare gli ingressi.
Improvvisamente le SS scendono dai camion e puntano le mitragliatrici contro i manifestanti. Con un altoparlante ordinano ai lavoratori di ritornare in fabbrica. Nessuno si muove. Il comandante ordina il fuoco ma le raffiche fortunatamente non fanno né morti né feriti. Subito dopo scatta la caccia ai rappresentanti sindacali e ai più noti lavoratori antifascisti; i tedeschi sperano di mettere fine agli scioperi iniziati nel marzo dell’anno precedente. Vengono arrestati una sessantina di lavoratori e portati nel carcere di San Vittore. Nella notte reparti tedeschi e fascisti arrestano anche alcuni antifascisti legnanesi. Alla fine vengono trattenuti nove lavoratori, quasi tutti appartenenti alla Commissione Interna, che vengono mandati prima a Fossoli, poi a Mauthausen l’11 marzo ’44, dove vengono classificati come prigionieri politici. Sette di loro muoiono di fame, lavoro forzato e malattie, uno solo sopravvive.
Il 18 gennaio, come ogni anno ininterrottamente dal 1945, Legnano ha reso onore a Carlo Ciapparelli, Pericle Cima,  Alberto Giuliani. Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Ernesto Luigi Venegoni, Antonio Vitali. E ovviamente sono stati ricordati anche Paolo Arturo Cattaneo e Natale Morandi che riuscirono a far ritorno a casa, e tutti i caduti della Franco Tosi che hanno partecipato alla lotta di Liberazione.
La cerimonia si è aperta con la fermata dei lavori, poi alle 9.30 le lavoratrici e i lavoratori della Tosi si sono radunati in reparto, dove hanno ascoltato i discorsi ufficiali. E' poi partito un corteo che ha attraversato le vie cittadine fino al cimitero, dove davanti alle tombe vuote dei deportati ha parlato il presidente dell'Anpi di Legnano Luigi Botta. A commemorare la memoria dei caduti, insieme a un rappresentante della Rsu, ad alcuni studenti e al sindaco di Legnano Alberto Centinaio, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in veste di oratore ufficiale.
Cgil Lombardia

Con “Non è un libro” Enzo Iacchetti a sostegno della Croce Rossa

L'artista ha presentato il 4 settembre la sua opera al Teatro Tirinnanzi di Legnano – Il tour prosegue, obiettivo, finanziare acquisto di ambuanze

Pensieri che si rincorrono, appunti su foglietti mentre le ambulanze, durante i mesi più angoscianti della pandemia da covid, percorrono le strade a sirene spiegate. Nasce così quella che Enzo Iacchetti chiama la sua “operina”, un testo che pian piano si è composto e amalgamato fino a trasformarsi in veicolo. Veicolo di che? Di affiancamento e sostegno.
L'”operina” ha un nome, “Non è un libro”, e, oltre che interamente scritta, è edita, prodotta e distribuita dall’artista stesso la cui missione è finanziare l’acquisto di nuove ambulanze. Libera la donazione con il cento per cento devoluto alla Cri.
Nella serata di sabato 4 settembre Iacchetti ha presentato il suo lavoro, che hà ha toccato molte città italiane, al teatro Talisio Tirinnanzi di Legnano. «Siamo molto orgogliosi che abbia pensato a questo progetto a sostegno di Croce Rossa Italiana e abbia dedicato un pensiero a tutti gli operatori sanitari e volontari che ogni giorno con impegno e passione si mettono al servizio dei cittadini, scrivono i responsabili della Cri - Comitato di Legnano, e siamo inoltre felici che abbia scelto la città di Legnano per promuovere il suo libro».
Tra i prossimi appuntamenti anche Varese, in programma per l'8 settembre (ore 21), alla tensostruttura Giardini Estensi.
Al link che segue l’intervista a Enzo Iacchetti: https://cri.it/2021/08/28/iacchetti-con-cri-non-e-un-libro/  

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