Edizione n. 3 di mercoledì 17 gennaio 2018

Lavoro

Varese e Como, per studenti e neolaureati consulenza gratis sul mondo del lavoro

Il servizio sarà offerto da Uninsubria e Ordine dei consulenti del lavoro da settembre 2017
Varese, Stigliano e rettore
Como, Frigerio e rettore

A Varese e Como studenti e laureati da non oltre dodici mesi dell’Università dell’Insubria potranno avere consulenza gratis su contratti o proposte di lavoro o collaborazione. Il servizio sarà gratuito e sarà attivo a partire dal prossimo settembre.
Con due distinte convenzioni sottoscritte il 1° agosto 2017 Uninsubria, da una parte, e Ordini dei consulenti del lavoro di Varese e di Como, dall’altra, hanno dato il via allo Sportello contrattualistica. Studenti e neolaureati potranno prendere appuntamento con gli esperti via e-mail a un apposito indirizzo e chiarire clausole, mansioni, busta paga, diritti e doveri tra collaboratore e datore di lavoro.
L’ateneo, inoltre, ha anche rinnovato con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese l’accordo che prevede - per i laureandi del corso di laurea triennale in Economia e Management e del corso di Laurea magistrale in Economia diritto e finanza d’impresa - la possibilità di svolgere dei mesi dei diciotto complessivi di praticantato durante il corso di studi, abbreviando così il periodo di tirocinio necessario per accedere all’Esame di stato.
Nelle due foto: 1) Per Varese: il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese, Vera Stigliano; 2) Per Como: il rettore e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como, Paolo Frigerio.

Corpo europeo di solidarietà, in arrivo posti di lavoro e tirocini

A sei mesi dal varo, da parte della Commissione europea, del Corpo europeo di solidarietà e dopo l'abbinamento dei collocamenti di volontariato iniziato nel marzo 2017, è ora la volta di migliaia di collocamenti di lavoro e di tirocinio. La Commissione europea sostiene infatti due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego italiano e da quello francese, che offriranno a un massimo di 6 mila giovani un lavoro o un tirocinio connessi alla solidarietà in un altro Paese dell'UE.
Due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego francese (Pôle Emploi) e dall'italiana Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) prevedono la collaborazione di servizi pubblici per l'impiego e organizzazioni di diversi stati membri dell'UE, come le organizzazioni dei datori di lavoro e gli istituti di formazione. Intento, fornire ai giovani tra i 18 e i 30 anni offerte di lavoro o tirocinio in settori connessi alla solidarietà. I partecipanti selezionati potranno impegnarsi in un'ampia gamma di attività quali l'assistenza sanitaria, l'integrazione sociale, la protezione dell'ambiente, l'assistenza a migranti e rifugiati e l'aiuto alimentare in un altro Paese dell'UE. I progetti si rivolgeranno ai datori di lavoro, garantiranno l'abbinamento tra candidati e offerte e forniranno ai partecipanti assistenza finanziaria e altre forme di sostegno, come la formazione. I progetti sono finanziati con più di 14 milioni di euro dal programma per l'occupazione e l'innovazione sociale.

Orizzonte temporale e prossime tappe
I due progetti proseguiranno fino a marzo 2019. In parallelo, il Corpo europeo di solidarietà verrà ulteriormente sviluppato e consolidato. L'obiettivo è mettere a disposizione 100  mila posti entro la fine del 2020.
L'esperienza acquisita contribuirà a preparare il terreno per l'introduzione su più ampia scala del Corpo europeo di solidarietà entro il 2020. I due progetti, in collaborazione con altri progetti in materia di collocamenti occupazionali per il corpo europeo di solidarietà,  continueranno a sostenere i giovani nella ricerca di collocamenti transfrontalieri fino alla primavera del 2019.
Per informazioni, contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail

Bellinzona, oltre 500 lavoratori nella clinica dei treni

Lo stabilimento ferroviario svolge anche formazione di apprendisti e impiegati
Zali e Hauri locomotiva
Zali e Hauri reparto sale

Sono un po’ la clinica del trasporto ferroviario, dove oltre 500 persone e numerosi artigiani, divenuti quasi una rarità nella realtà produttiva del cantone, revisionano diverse tipologie di veicoli destinati per lo più al traffico merci. Sono le Officine delle Ferrovie federali svizzere di Bellinzona, dove il 24 ottobre il direttore Felix Hauri ha accolto la visita del Consigliere di Stato del Ticino Claudio Zali.
Lo stabilimento industriale bellinzonese revisiona i carri merci, lavora le sale montate e fa il tagliando anche alle locomotive. Inoltre accoglie il centro di formazione professionale login, dove vengono formati oltre 60 apprendisti tra polimeccanici e operatori in automazione e anche una decina di impiegati di commercio e in logistica per le Officine.
Nel Canton Ticino le Ffs impiegano oltre 2000 collaboratori. Entro il 2020 investiranno oltre un miliardo e mezzo di franchi per il rinnovo delle stazioni, l’acquisto di nuovo materiale rotabile per il traffico nord-sud e l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Nelle foto: visita del Consigliere di stato Claudio Zali. 

Da Luino a Roma, il progetto di legge Aree di confine supera la prova tecnica

Faccia a faccia tra presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli, e il Ministero per la coesione territoriale
Confartigianato/Ministero

A Roma il progetto di legge Aree di confine di Confartigianato Imprese Varese supera la prova tecnica. Mercoledì 20 dicembre 2017 il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli, accompagnato dal direttore generale Mauro Colombo e dalla responsabile servizi amministrazione del personale-area lavoro, Claudia Chiuppi, ha incontrato la responsabile Patti per lo sviluppo del Ministero per la coesione territoriale, Bianca Maria Scalet. Al confronto ha preso parte anche il deputato democratico gallaratese Angelo Senaldi.
«Abbiamo compiuto un passo avanti fondamentale - ha dichiarato Galli - non solo perché il progetto di legge è stato giudicato tecnicamente buono, con basi solide e prospettive di attuabilità concrete, ma anche perché, in un momento in cui il dibattito sul futuro dell’area del Luinese è diventato di carattere provinciale, pensiamo di poter portare un contributo efficace e fattivo a restituire competitività al comparto».

FATTORI DI CRISI
Nell’area del Luinese il numero di occupati e la densità di imprese ha subito un calo più significativo rispetto al resto della provincia, complici la forte attrattività economica esercitata dalle aziende elvetiche sulle professionalità locali (soprattutto del settore manifatturiero), le croniche carenze infrastrutturali e la difficoltà di portare nelle imprese figure qualificate, soprattutto nel settore meccatronico e del manifatturiero nel suo complesso.
All'incontro romano, ha spiegato Galli, è stato possibile arrivare grazie all’interesse e al contributo del deputato Senaldi. «In seguito alla presentazione pubblica del 13 ottobre, egli ha individuato nell’analisi tecnica il tassello fondamentale per dare ulteriore impulso all’intervento messo a punto su sollecitazione di una quindicina di imprese del Luinese».
Il progetto punta ad affrontare le criticità evidenziate in occasione di due tavole rotonde (luglio e settembre 2017) sia dal punto di vista formativo sia in chiave competitiva, istituendo un regime fiscale incentivante per i lavoratori residenti in Italia occupati nelle imprese locali, con sede entro i venti chilometri dal confine: «Le tre crisi aziendali dell’ultimo anno [NdR: IMF e Trasfor di Luino e Masci di Germignaga] sono spia di quello che, da problema contingente e territorialmente circoscritto, potrebbe diventare problema strutturale di un’intera provincia» ha aggiunto Colombo.
PROGETTO
«Il progetto di legge di Confartigianato Varese è orientato ad aumentare il netto in busta per i lavoratori che rimarranno in zona e, al contempo, tende a prevenire la desertificazione professionale e produttiva» prosegue Galli. Tanto più alla luce della capacità attrattiva che il Canton Ticino eserciterà a sempre più ampio spettro grazie ai rafforzati collegamenti ferroviari (Arcisate-Stabio).
Il confronto tecnico al ministero è servito a pianificare i prossimi passi. E le relative prospettive: «Quantificheremo l’impatto della proposta analizzando quanto, al netto di un iniziale investimento statale, potrebbe produrre in benefici occupazionali e recupero di tassazione in loco» ha commentato Senaldi.
Secondo Galli, il fatto che siano in corso altre azioni legate alla competitività territoriale (in alcune aree portuali si sta valutando l’introduzione di vere e proprie Zes) e la potenziale replicabilità del provvedimento di Varese, «ci dà conferma che il consenso politico bipartisan e la buona valutazione tecnica possano portare a una soluzione vera e relativamente rapida. E non solo per il Luinese». 

Pellicini: «Sulle crisi aziendali pronto alla regia di un territorio più ampio»

«Sono pronto, come sempre, a farmi carico della regia di un territorio più ampio di quello comunale». Così il sindaco Andrea Pellicini risponde alle minoranze sul tema delle crisi aziendali del Luinese.
Lunedì 23 ottobre Pellicini ha avuto un incontro con Camera di Commercio in tema di sviluppo economico. Nei prossimi giorni incontrerà il consigliere provinciale al lavoro Giuseppe Licata e il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano Giorgio Piccolo. «Vogliamo, in primo luogo, ottenere quanto prima dalla Provincia la riapertura del Centro per l'Impiego di Luino. Nel momento della massima crisi non possono diminuire i servizi al cittadino in difficoltà. Luino non può fare tutto da sola: è fondamentale la sinergia tra enti, a prescindere dal loro orientamento politico».
Pellicini rivendica di avere, in questi anni, difeso il territorio, riuscendo a mantenere a Luino «servizi importantissimi e altrettanti posti di lavoro, dall'Ufficio delle Entrate al Giudice di Pace, sino all'ospedale che, per la prima volta dopo anni, ha potenziato alcune specialità come l'ortopedia». 

Valichi minori, terminata la chiusura notturna

I risultati della sperimentazione semestrale al vaglio delle autorità svizzere

Conclusa ai valichi minori della frontiera tra Confederazione Elvetica e Italia la sperimentazione semestrale del blocco notturno, iniziata il 1° aprile 2017. Da domenica 1° ottobre le sbarre a Cremenaga come in altri transiti doganali minori del Varesotto non vengono più abbassate dalle ore 23 alle 5 del mattino.
Se la chiusura sarà ancora – e addirittura stabilmente – sancita, non si sa. La decisione svizzera sarà presa sulla scorta dei dati emersi dal semestre di prova. Sulla riapertura continua riportiamo un intervento del consigliere della Provincia di Varese Gaetano Taldone.

«Contenere i proclami xenofobi»
Ottima notizia la riapertura notturna dei valichi minori tra cui Cremenaga, in linea con le aspettative di una comunità di frontiera che mal digerisce barriere imposte in barba a norme e trattati sulla libera circolazione delle persone. La cosiddetta fase sperimentale, che ha portato ad adottare tale provvedimento, è finalmente terminata e ci auguriamo che le autorità elvetiche d'ora in poi intraprendano migliori vie di collaborazione con i colleghi italiani, per garantire ottimali standard di sicurezza e di lotta alla criminalità sul territorio di confine.
Mi appello alla comunità ticinese perché sappia contenere e controbilanciare con il buon senso i proclami xenofobi ed irragionevoli di alcune loro formazioni estremiste e ciò in un'ottica di amicizia e cooperazione fra popoli. La storia insegna che senza dialogo e rispetto reciproco, difficilmente si costruisce qualcosa di buono. Se oggi il Canton Ticino è quello che è, forse un grazie lo meriterebbero anche le migliaia di frontalieri italiani che ogni giorno varcano il confine, barriere permettendo, per contribuire a costruire e mantenere l'economia del posto.
La chiusura dei valichi minori negli orari notturni da parte degli Svizzeri a qualcuno sarà sembrata cosa da poco: in realtà, siccome ininfluente in termini di sicurezza, è stata nei fatti percepita come una misura punitiva dettata da dinamiche politiche volte a soddisfare l'elettorato autoctono più arrabbiato ed estremista. Oggi, con la riapertura dei valichi, si lancia un segnale positivo che spero non rimarrà isolato.
Giuseppe Taldone
Consigliere Provinciale 

In difficoltà altre due aziende: «Solo le imprese possono salvare il Luinese dalla crisi»

Per il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, «è il momento che il territorio faccia squadra per difenderle»

A Creva di Luino, il 12 settembre 2016, chiudeva la Imf. A un anno di distanza, nuvole nere s'addensano anche su due aziende di Germignaga, «entrambe destinate a chiudere i battenti» secondo il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli.
«È l’ennesimo colpo durissimo - questo l'allarmato suo commento - a un’area, quella del Luinese e della Valcuvia, sempre più esposta ai venti della crisi e della desertificazione economica e produttiva».
La situazione della zona è da tempo seguita da Confartigianato Varese.
«Nel giugno scorso – ricorda Galli - avevamo recepito i timori e le preoccupazioni dei titolari di un gruppo di aziende della zona, e quei timori si stanno purtroppo rivelando più che fondati. Da allora, per l’intera estate, abbiamo raccolto voci, cifre, bisogni, speranze e idee, ma, soprattutto, abbiamo avvertito il forte senso di responsabilità di imprenditori consapevoli del fatto che, parte del benessere del territorio, dipende dal mantenimento delle loro attività, e della relativa occupazione che esse generano, sul territorio».
Un senso di responsabilità, unito alla consapevolezza di dover salvaguardare professionalità e competenze manifatturiere che, «ad oggi, forse non vengono comprese fino in fondo dal territorio, nonostante, a nostro giudizio, siano indispensabili per garantire adeguate prospettive di futuro a un comparto che non pare, oggi, poter contare su valide alternative».

«VALANGA DI PERDITE OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVE»
Per Galli, i due nuovi casi dicono che nel Luinese le avvisaglie d’allarme si sono tramutate in una valanga di perdite occupazionali e produttive. «Una valanga alle cui origini ci sono cause diverse, ma il cui risultato ci fa dire con chiarezza che, nel Luinese, mancano le condizioni per vincere la sfida della competitività non solo nei confronti della Svizzera, ma in termini generali. A cominciare da un progetto di legge orientato ad aumentare il netto in busta paga per i dipendenti delle aziende di confine e residenti nelle stesse aree di confine e da un progetto formativo destinato a rispondere ai bisogni occupazionali fino al confronto in atto con rappresentanti varesini in Provincia, Regione Lombardia e Parlamento».
Il 13 ottobre 2017 Confartigianato ha riunito attorno a un tavolo Raffaele Cattaneo, Erica D’Adda, Angelo Senaldi, Francesca Brianza, Luca Marsico, Emanuele Monti, Paola Macchi e Paolo Bertocchi. Sono seguiti confronti con Alessandro Alfieri (Pd), il senatore leghista Stefano Candiani e il deputato Giancarlo Giorgetti. Un faccia a faccia è in calendario nei prossimi giorni con l’eurodeputata Lara Comi.
«REAGIRE PRESTO E INSIEME»
«Tutti, nessuno escluso, hanno compreso le problematiche e ci hanno sostenuto con suggerimenti e indicazioni che riteniamo fondamentali e grazie ai quali pianificheremo le prossime azioni». Tutto questo, però, non può prescindere dal territorio, perché «non intervenire rapidamente e sinergicamente significa abbandonare il Luinese a un impoverimento irreversibile, dettato dal fatto che non può – un’area tanto strategica quanto complessa – far conto solo sugli incerti ristorni dei frontalieri e sulle attività derivanti da un turismo non strutturato».
«Il futuro delle famiglie, dei cittadini e delle amministrazioni del Luinese – conclude Galli - non può che fondarsi sull’impresa e sulle attività produttive ed è per questo che riteniamo giunto il momento di indirizzare congiuntamente l’impegno e gli sforzi di tutti in questa direzione, con coerenza e con coraggio».

Chiasso e Bellinzona, assunti altri 12 macchinisti TILO

Per il 2016 l'organico sarà ulteriormente potenziato in vista dell'apertura della Mendrisio-Varese-Malpensa

Circolano prevalentemente in territorio svizzero ma da qualche anno anche in quello italiano. Il gradimento del servizio è alto, specie sulla linea Bellinzona-Luino-Malpensa, dove la clientela italiana si trova a confrontare materiale rotabile e pulizia della società ferroviaria mista Ticino-Lombardia (TiLo, appunto) rispetto a certi convogli di Trenord.
La flotta TiLo è in continuo sviluppo e l'aumento dei treni comporta necessariamente nuove assunzioni. Da lunedì 10 marzo, con la consegna della licenza federale, nella rete ferroviaria ticinese sono entrati in servizio dodici nuovi macchinisti. Sono stati selezionati tra 400 candidati e tutti sono abilitati alla guida dei treni del tipo Flirt e Domino, i treni della flotta TiLo.
L'organico sarà ulteriormente incrementato entro il 2016. L’offerta sarà adeguata alla domanda del mercato e soprattutto all’apertura della linea ferroviaria Mendrisio–Varese–Malpensa. Attualmente la società TiLo dispone di una flotta di 31 elettrotreni (27 Flirt e quattro Domino), che effettuano 200 corse nei giorni lavorativi e 178 nei giorni festivi. Nel 2013 i passeggeri sono stati 8,5 milioni con un aumento del 6 per cento rispetto al 2012. 

Varese, in cinque anni persi 15mila posti di lavoro

Tra il 2007 e il 2012 la crisi ha penalizzato soprattutto industria, costruzioni e artigianato - Il 2013 iniziato con un nuovo peggioramento

Persi in cinque anni nel Varesotto quasi 15mila posti di lavoro. Le sofferenze di industria, costruzioni e artigianato sono state compensate solo parzialmente dai risultati dei servizi. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio sulla base del Sistema Monitoraggio Annuale Imprese Lavoro (SMAIL).
La crisi iniziata nel 2008 ha colpito duramente l’economia e l’occupazione varesine e, dopo il timido miglioramento nel 2010, il riaffacciarsi della recessione ha peggiorato il bilancio complessivo 2007-2012. In questo periodo, sul territorio provinciale, gli addetti sono passati da 280.757 a 265.979 con una perdita di quasi 15mila posti di lavoro (-5,3%).
Particolarmente negativo il saldo del settore industriale, passato da 111.629 a poco più di 97mila addetti (-13,1%). Le perdite più consistenti sono state registrate nei comparti maggiormente rappresentativi dell'economia locale, dal tessile, abbigliamento, cuoio-calzature (-25,3%) alle macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche (-15%), alla metallurgia e prodotti in metallo (-13,1%).
POSITIVI I SERVIZI
Male anche il bilancio delle costruzioni. Il settore è passato da 28.790 a 24.854 addetti (-13,7%), mentre è rimasto positivo il comparto delle public utilities (+2,7%).
Nel quinquennio il settore dei servizi ha creato oltre 3mila e 600 posti di lavoro (+2,7%), bilanciando però solo parzialmente il dato negativo dell’industria. Opportunità di lavoro si sono aperte nella sanità, assistenza sociale e istruzione private (+17,4%), nei servizi di ristorazione (+16,8%) e alloggio (+8,7%), nelle attività di consulenza e professionali (+12,1%).
Infine, il confronto tra fine dicembre 2012 e marzo 2013 (ultimo dato disponibile nella banca dati SMAIL della Camera di Commercio di Varese) indica un nuovo peggioramento, -2.500 addetti. Il valore, sebbene andrebbe depurato da effetti di stagionalità, lascia comunque presagire una situazione di crisi che non trova soluzione, generando ricadute sul fronte occupazionale ancora molto pesanti.
ARTIGIANATO IL PIÙ COLPITO
Le principali perdite di addetti si registrano nel comparto artigiano. Qui il -13,6% tra il 2007 e il 2012 è pari a 8.000 unità sulle 15.000 perdite in totale, dato ancor più preoccupante se si pensa che questo ambito rappresenta il 20% degli addetti totali. Nel quinquennio, inoltre, la diminuzione del numero delle imprese si concentra soprattutto nei primi loro due anni di vita (-22%), mentre aziende con una struttura più consolidata (oltre i 10 anni di attività) sono riuscite in questo lasso di tempo a mantenere i livelli occupazionali. 

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