Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Lavoro

Eremo S. Caterina del Sasso, servizio ristoro con giovani di una Summer School

Fino al 15 ottobre docenti e tutor dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese seguiranno lo studio-lavoro di 18 allievi
S. Caterina del Sasso

Niente vacanze ma un’estate di studio-lavoro per 18 giovani nell’incantevole Eremo di S. Caterina del Sasso, il gioiello architettonico della sponda varesina del lago Maggiore. Fino al 15 ottobre potranno seguire la prima Summer School dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese sotto la guida di docenti e tutor e, considerata la presenza di turisti stranieri, anche di un insegnante inglese.
Il progetto formativo è frutto di un accordo tra Provincia di Varese, proprietaria delle Cascine del Quiquio e attualmente guidata dal commissario straordinario Dario Galli, e l’Agenzia Formativa, timonata dal presidente Giuseppe Zingale insieme con la direttrice Sonia Prevedello.
Il team di giovani baristi non si limiterà a servire ai tavoli una colazione, un pasto o una merenda, ma sarà impegnato anche in corsi di preparazione di cocktail, presentazione di piatti e organizzazione di eventi. A tutti sarà riconosciuta una borsa di studio e, al termine della speciale scuola estiva, consegnato un attestato che certificherà le nuove competenza acquisite. 

Valganna, incidente sul lavoro per manovale albanese

A Valganna (Varese), nel primo pomeriggio del 29 maggio, un manovale 40enne albanese, regolare sul territorio nazionale, si è ferito al collo con un flessibile. Su un ponteggio stava eseguendo lavori di tracciamento sul muro esterno di un'abitazione.
Per fortuna c'era una persona presente. Appena ha visto l’accaduto, ha soccorso l’uomo e ha chiamato il 118. L'operaio è stato ricoverato all'ospedale di Varese. Non versa in pericolo di vita. 

INTERVENTO - Centri per l’impiego, Ballardin: «Servizio vitale nel nord del Varesotto»

Appello del sindaco di Brenta ai prossimi consiglieri provinciali

INTERVENTO - Il 15 ottobre 2016 saranno rinnovati 16 consiglieri della Provincia di Varese che avranno il compito di affrontare le complesse problematiche che riguardano i cittadini e i comuni del territorio che la compongono (fatte salve le indicazioni che usciranno dal referendum di dicembre).
A loro voglio porre un tema importante che sicuramente dovranno con urgenza affrontare e dalla quale soluzione dipendono molti dei destini delle persone che vivono oggi la grave situazione di disoccupazione lavorativa che, per quanto mi riguarda, fa riferimento alla condizione dei territori posti a nord della Provincia di Varese.
DISOCCUPAZIONE NEL VARESOTTO
Il tasso di disoccupazione in provincia di Varese è passato dal 2,5 % del 2007 al 8,5% nel 2015 e riguarda circa 23.500 uomini e 12.500 donne mentre il tasso di disoccupazione giovanile è del 39%. Il supporto a chi è senza o ha perso il lavoro è condizione principale se vogliamo dare un senso alle politiche per il lavoro.
Gli strumenti, che come società dobbiamo mettere in azione per fronteggiare questa emergenza, sono fondamentali per creare sinergie territoriali e favorire l'incontro tra domanda e offerta per le utenze di difficile collocamento, in quanto hanno una ridotta scolarizzazione o una insufficiente specializzazione, che il più delle volte sono considerate elementi di difficoltà per un possibile inserimento lavorativo anche dalle agenzie private.
ATTIVITÀ GRATUITE
I centri per l'Impiego sono in questo senso una risorsa fondamentale in quanto oltre che a certificare lo stato di disoccupazione hanno come obbiettivo principale quello di favorire l'incontro tra la condizione del disoccupato e il mondo del lavoro.
Le attività svolte dai Centri per l’impiego sono completamente gratuite sia per il disoccupato sia per le aziende e sono articolate in:
-consulenza e orientamento per il disoccupato
-preselezione e ricerca di manodopera per le aziende
-promozione, avvio e controllo di tirocini presso aziende
-avviamento negli enti pubblici
-dote unica di lavoro quale insieme di attività di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro
-garanzia giovani in riferimento ad un insieme di attività che si rivolgono al mondo giovanile
-patto di servizio personalizzato quale insieme di attività che impegnano il disoccupato e l'operatore dei centri per l'impiego.
Queste attività rientrano nella condizione operativa volta ad affrontare attraverso i percorsi di politica attiva la ricerca del lavoro.
DA SARONNO A SESTO E LUINO
In Provincia di Varese esistono 8 centri per l'impiego: Varese, Gallarate, Busto, Saronno, Tradate, Laveno Mombello, Luino e Sesto Calende, che, però, di fatto è già stato chiuso. In particolare il centro di Laveno Mombello offre servizio a 18 comuni più altri 7 comuni che si sono aggregati dopo la chiusura di Sesto Calende per un totale che nel bacino di utenza vede coinvolti circa 60/70.000 abitanti operando su un raggio di azione che va da un minimo di 10 ad un massimo di circa 25 km.
L'utenza che usufruisce di informazioni presso l'ufficio e/o servizio telefonico di Laveno Mombello è di circa 11.000 lavoratori anno con un tasso di frequenza media presso l'ufficio di 40 persone giorno con punte di 80 persone giorno in particolari periodi dell’anno.
Ma non sono solo i numeri a definire l'importanza della presenza sul territorio di un così importante servizio. Dare supporto e servizi qualificati, oltre che speranza a chi la speranza l'ha persa insieme al proprio lavoro, rimane forse una delle poche certezze che tiene legate queste persone alla società civile. Senza questo rimane solo la disperazione, il senso di abbandono e molto spesso la solitudine.
STRUMENTI NECESSARI
Questi servizi non solo non dovrebbero essere ridimensionati ma potenziati e resi più efficienti con maggiori strumenti tecnologici e normativi.
Il mondo del lavoro, nelle sue molteplici sfaccettature, dovrebbe essere maggiormente supportato e coinvolto attraverso una capacità indirizzata positivamente da una politica intelligente e lungimirante che individua in questa condizione una possibilità di utilizzo e una predisposizione degli strumenti necessari ad un percorso di aiuto, soprattutto in un periodo così drammaticamente difficile per la vita di queste persone.
Con la ventilata chiusura del centro di Laveno Mombello, tutta la parte sud ovest della Provincia rischia di avere pesanti ripercussioni in quanto l'utenza dovrà raddoppiare i chilometri per recarsi ad un altro centro.
Considerato poi che tutti i disoccupati si devono iscrivere on line sul portale della Regione Lombardia, per poi presentarsi obbligatoriamente negli uffici per la stipula del patto di servizio per il percorso di politica attiva del lavoro che prevede quattro incontri presso il centro per l'impiego, questo elemento, quello della distanza chilometrica, rischia di creare un’ulteriore situazione di difficoltà, in quanto chi non si presenta a questi incontri verrà poi cancellato dalle liste ed inoltre i percettori di disoccupazione si vedranno decurtata la possibilità di percepire un’indennità.
TRA LAVENO E LUINO
Il centro per l’impiego di Laveno Mombello, per le potenzialità che ho evidenziato, presenta tutte le caratteristiche per assumere un ruolo molto determinante nelle politiche del lavoro, mentre potrebbero essere delegate al centro di Luino tutte le funzioni di recapito, considerata la condizione territoriale e la condizione operativa interna ed esterna quale patrimonio operativo ed indicativo delle attività di questi anni.
Considerato ad esempio che a Luino potrebbero funzionare tutte le attività inerenti all’avvio dei patti di servizio, quale strumento utilizzato dai centri per l'impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto personale scelto, sia esso di sostegno all'inserimento lavorativo, sia di supporto attraverso la partecipazione ad un percorso formativo.
Al contrario, se si chiude il centro per l’impiego di Laveno Mombello e si trasferiscono tutte le attività a Luino, si rischia di provocare un serio ed irreparabile danno in quanto l’utenza, per necessità ed evidente comodità dei mezzi di collegamento, si dovrà recare a Varese con ulteriori ricadute negative e di servizio a danno della già difficile condizione vissuta dalle persone disoccupate.
Il sindaco del Comune di Brenta
Gianpietro Ballardin

Mercato del lavoro, inversione di tendenza in Lombardia

Ancora allarmante resta la disoccupazione giovanile

Dopo sette anni, in Lombardia il tasso di disoccupazione (7,9%) cala, l’occupazione registra un saldo positivo rispetto al 2014 (+128mila unità), il ricorso alla Cig (cassa integrazione guadagni) crolla rispetto all’anno precedente (-38%). Questi alcuni indici del mercato del lavoro in regione presenti nella IX edizione del Rapporto di Confindustria Lombardia.
Nel 2015 le assunzioni complessivamente realizzate in Lombardia sono state pari a 1,1 milioni, quasi 145 mila in più di quelle del 2014 (+14,8%). Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 364 mila (+52,0% sul 2014), in controtendenza con quanto realizzato nel 2014 (-4,7% sul 2013).
Allarma la disoccupazione giovanile. I giovani lombardi fra i 15 e 24 anni che vivono ai margini del mercato del lavoro sfiorano le 170.000 unità (oltre 155.000 NEET (Not in education, employment or training) e 14mila disoccupati impegnati in corsi di formazione), più del 18% di questa fascia di età.
«Dal rapporto di Confindustria Lombardia emerge un tessuto imprenditoriale forte, capace di resistere a anni di crisi e reagire agli shock esterni, con un alto livello di responsabilità sia imprenditoriale sia della forza lavoro nella gestione tempo e delle risorse» ha dichiarato il presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla. «Bisogna lavorare però per ridurre ulteriormente il tasso di assenze, così come si sta facendo sulla prevenzione degli infortuni, in calo del 4% rispetto al 2014 e del 36% negli ultimi 5 anni».

ORARI E ASSENZE
Interessanti sono anche dati su orari e assenze dal lavoro del rapporto 2016, elaborato dal Centro Studi di Confindustria Lombardia su dati Istat 2015 e su un questionario al quale hanno partecipato circa 1000 imprese lombarde.
Le ore lavorabili (mediamente 1.659 nel 2015) e quelle lavorate (1.562) crescono con la qualifica e sono invece inversamente correlate alla dimensione aziendale.
Le ore di assenza nelle imprese lombarde sono state mediamente pari a 97, con le microimprese che registrano il numero più basso. Un fenomeno considerato “non sorprendente”, perché «connesso al maggiore senso di appartenenza del dipendente che nasce dalla minore distanza gerarchica e dal rapporto diretto con il datore di lavoro».
La composizione delle ore di assenza per causale mostra, anche nel 2015, una netta prevalenza delle malattie non professionali (52%), con i congedi retribuiti che incidono per il 22%, gli altri permessi retribuiti per il 14%, gli infortuni sul lavoro per il 5%.  Scioperi e assemblee rappresentano complessivamente il 3%.

CONGEDI PARENTALI
Sempre sulle assenze, i tassi sono più elevati per le donne (8,4%) rispetto agli uomini (5%). Il differenziale viene attribuito «quasi essenzialmente all’utilizzo dei congedi parentali, causale prevalentemente femminile».
Infine,  un’azienda su quattro ha fatto ricorso alla Cig. La diffusione Cig è stata pari al 23% (26% industria, 3% servizi); incidenza Cig all’1,7% delle ore lavorabili. Viceversa, quattro imprese su cinque hanno fatto ricorso allo straordinario. Secondo il rapporto, «la diffusione straordinari è stata pari all’82%; incidenza straordinari al 3,5% delle ore lavorabili (funzione di inquadramento e genere)». In sintesi gli straordinari incidono il doppio della Cig sul totale ore lavorate (3,5% vs 1,7%).  

Verbania, formazione per addetti ai lavori stradali con Cna

La Confederazione Nazionale dell'Artigianato Piemonte Nord organizza nella sede di Verbania, in base alle norme per la sicurezza, un corso per titolari e addetti delle imprese che effettuano lavori su strada con traffico veicolare.
Destinatari sono, per esempio, quanti operano nelle imprese edili e di asfaltatura, di soccorso stradale, di posa della segnaletica stradale.
Incontri, mercoledì 25 novembre e mercoledì 2 dicembre alle 19 in Cna, via San Bernardino 31/c. Il corso avrà durata di 8 ore o 12 ore, secondo le mansioni.
Informazioni e iscrizioni, tel. 0323 52385.

Canton Ticino: “Certificato penale per i frontalieri italiani!”

Enrico Borghi (deputato Pd del Piemonte): «Perché la Lega dei Ticinesi non li ha mai chiesti per gli evasori fiscali?»
auto al confine

Per la Lega dei Ticinesi, gli italiani sono gente perbene se portano clandestinamente soldi nelle banche svizzere, ma se fanno i frontalieri devono presentare il certificato penale. Dopo la campagna degli italiani “mangiaratt”, in Svizzera il partito di Norman Gobbi ha sparato un’altra delle sue amenità razziste e ipocrite e contro la proposta reagisce il parlamentare piemontese Enrico Borghi (Pd). Questo l’intervento:

A BERNA RESPINTA LA MOZIONE LEGHISTA

Guardiamo con rispetto al dibattito che si è aperto nella vicina Confederazione Elvetica, dopo il passo che come parlamentari democratici abbiamo compiuto nei confronti del governo italiano stigmatizzando la proposta avanzata dalla Lega dei Ticinesi di introdurre l’obbligo per tutti i lavoratori italiani in Canton Ticino di presentare l’estratto del casellario giudiziale in allegato al permesso di lavoro, identificandolo come possibile limite alla libera circolazione delle persone e ai trattati di Schengen. Infatti, mentre il ministro leghista del Canton Ticino Gobbi sostiene l’introduzione della presentazione dei certificati penali da parte degli Italiani, nei giorni scorsi Berna con un voto del Consiglio Nazionale (il corrispondente della nostra Camera dei Deputati) ha respinto una mozione avanzata dal leghista Lorenzo Quadri che proponeva tale introduzione.
Ora, appare evidente che delle due l’una: o la Svizzera tratta tutti i lavoratori frontalieri allo stesso modo, oppure la proposta ticinese tesa a discriminare solo gli Italiani assimilandoli automaticamente al rango di potenziali criminali va rapidamente derubricata.

PIANETA FRONTALIERI
Nell’intera Confederazione Elvetica, infatti, non ci sono solo i 56.000 italiani che ogni giorno si recano in Ticino a lavorare. Ci sono anche almeno 3.000 connazionali che si recano in Vallese e altrettanti nei Grigioni. E ad essi vanno aggiunti i 65.000 francesi che si recano nel ginevrino e nel vodese, oppure i 40.000 che dal Jura vanno nella zona di Neuchatel. Ci sono tedeschi e francesi che ogni giorno vanno e vengono da Basilea (almeno 53.000). Ci sono 13.000 tedeschi che lavorano nel Canton Aargau; 5.000 nel canton Sciaffusa; 8.500 nel Canton San Gallo. Quindi o i certificati penali si chiedono per tutti quelli che ogni giorno entrano in Svizzera per lavoro (indipendentemente dalla loro nazionalità) o non li si chiede per nessuno, fatte salve le casistiche specifiche di legge per le quali essi sono ovviamente richiesti in relazione al tipo di occupazione svolta (e non alla nazionalità del lavoratore!).

BUONI GLI ITALIANI EVASORI, CATTIVI QUELLI FRONTALIERI
Del resto, il ministro Gobbi non aveva così tanta veemenza nei confronti di quei nostri concittadini Italiani che negli anni scorsi, frodando il nostro fisco e la nostra comunità nazionale, approdavano alle porte delle capienti e silenti banche ticinesi per occultare il frutto della loro evasione fiscale, pratica da noi ora interrotta ed impedita grazie alla legge sulla trasparenza bancaria. Perché allora non gli si chiedeva il certificato penale a lorsignori? In quel caso non valeva l’equazione in voga di
italiano uguale criminale? Oppure gli Italiani debbono essere discriminati sulla base del tipo di relazione economica che intrattengono con le realtà elvetiche?

SERIETÀ
Nelle relazioni internazionali serve serietà, e non servono boutade. L’Italia nelle relazioni con la Svizzera la serietà la sta dimostrando tutta, e i suoi cittadini occupati oltre confine quotidianamente sopportano provocazioni che vanno rapidamente archiviate per tornare ad una stagione di proficua e intensa relazione di vicinanza e di reciproca amicizia dalla quale ogni territorio può trarre giovamento. Anche di questo parleremo prossimamente con i rappresentanti del nostro governo, che sono certo ne terranno in debito conto nelle trattative attualmente in essere con la Confederazione Elvetica.
Enrico Borghi
Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati eletto nella circoscrizione Piemonte 2. 

Varese e Como, per studenti e neolaureati consulenza gratis sul mondo del lavoro

Il servizio sarà offerto da Uninsubria e Ordine dei consulenti del lavoro da settembre 2017
Varese, Stigliano e rettore
Como, Frigerio e rettore

A Varese e Como studenti e laureati da non oltre dodici mesi dell’Università dell’Insubria potranno avere consulenza gratis su contratti o proposte di lavoro o collaborazione. Il servizio sarà gratuito e sarà attivo a partire dal prossimo settembre.
Con due distinte convenzioni sottoscritte il 1° agosto 2017 Uninsubria, da una parte, e Ordini dei consulenti del lavoro di Varese e di Como, dall’altra, hanno dato il via allo Sportello contrattualistica. Studenti e neolaureati potranno prendere appuntamento con gli esperti via e-mail a un apposito indirizzo e chiarire clausole, mansioni, busta paga, diritti e doveri tra collaboratore e datore di lavoro.
L’ateneo, inoltre, ha anche rinnovato con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese l’accordo che prevede - per i laureandi del corso di laurea triennale in Economia e Management e del corso di Laurea magistrale in Economia diritto e finanza d’impresa - la possibilità di svolgere dei mesi dei diciotto complessivi di praticantato durante il corso di studi, abbreviando così il periodo di tirocinio necessario per accedere all’Esame di stato.
Nelle due foto: 1) Per Varese: il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese, Vera Stigliano; 2) Per Como: il rettore e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como, Paolo Frigerio.

Intervento - “Il lavoro nutre il futuro”, Cgil Lombardia e Expo

Convegni, logo, una cartolina e un sito, incontri alla Cascina Triulza pr dare visibilità al lavoro
la cartolina Cgil per Expo

INTERVENTO - “Il lavoro nutre il futuro” è lo slogan con il quale Cgil Lombardia si presenta a Expo 2015. A illustrare le iniziative nell’ambito dell’evento è il segretario generale regionale Elena Lattuada.

Un logo apposito identifica ogni nostro intervento o iniziativa a partire dal 1° maggio. Un sito (www.ciexponiamoperte.it) segue l’evento, mentre la sintesi dei nostri contenuti è stata affidata a una cartolina a larghissima diffusione distribuita a partire dalla giornata di apertura, per la Cgil particolarmente significativa. La festa del Primo Maggio è per tutti i lavoratori e le lavoratrici, oltre che per coloro che - oggi pensionati - sono stati protagonisti di tante lotte e conquiste, una giornata simbolica importante. Per questo abbiamo ritenuto doveroso e necessario ricordare il valore del lavoro e della sua festa anche in occasione dell’inaugurazione di Expo.
Nella cartolina si legge infatti: ”Tuteliamo con la contrattazione la condizione di vita di lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati: questa, da sempre, è la Cgil. Oggi, Primo Maggio, rinnoviamo il nostro impegno con coraggio e determinazione per un Paese moderno, che consideri la tutela dei diritti una risorsa, non un limite. Per una Repubblica fondata sul Lavoro”.
Intorno a questo concetto ruoterà l’insieme delle iniziative che si stanno costruendo, con le categorie e i territori, per dare centralità e visibilità ai temi del lavoro.
Vogliamo approfondire in particolare il tema dell’occupazione, a partire dal ruolo fondamentale che il lavoro ha avuto nella costruzione di Expo e avrà durante l’evento e dopo la sua conclusione, degli investimenti, materiali e immateriali, di quale sarà il destino di quel sito.
Servono scelte e decisioni adeguate e investimenti mirati, se si vuole davvero che l’Esposizione Universale di Milano diventi un’opportunità per rilanciare lo sviluppo e una crescita economica e produttiva di qualità, non solo per il nostro territorio ma per tutto il paese.

“Il lavoro nutre il futuro” sarà dunque il nostro biglietto da visita.
 La prima iniziativa si è già tenuta il 28 aprile, al Politecnico di Milano, sul tema Expo e lavoro con il contributo del Politecnico, di alcune categorie e della CdLM di Milano. L’evento centrale a cui si sta ora lavorando è previsto per il 25 maggio, e riguarderà il tema del dopo Expo: proposte per sviluppare l’attrattività e la competitività del territorio e del paese, cui parteciperanno personalità di prestigio, il ministro e le istituzioni regionali e cittadine, oltre al segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Nella settimana, dal 21 al 26 settembre la Cgil Lombardia sarà inoltre presente, con una serie di incontri ai quali parteciperà anche il segretario generale, presso la Cascina Triulza, all’interno dello spazio espositivo.
CGIL Lombardia

Lombardia, befana regionale di 30 “angeli antiburocrazia”

Dal 7 gennaio in tutte le province 30 angeli antiburocrazia impegnati a semplificare la vita delle aziende

Dal 7 gennaio 2015 in tutte le province lombarde 30 “Angeli antiburocrazia'”, selezionati dalla Regione Lombardia con un bando realizzato in collaborazione con Unioncamere, aiuteranno le imprese a superare gli ostacoli quotidiani nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Accompagneranno giovani nella nascita di nuove imprese, aiuteranno imprese ad avvicinarsi a bandi e progetti regionali e nazionali, semplificheranno le 30 norme e procedure di settore per l'esercizio dell'attività.
Il nuovo servizio, frutto della legge “Impresa Lombardia” del febbraio 2014 votata all'unanimità dal Consiglio regionale, è sperimentale e durerà dodici mesi. Se funzionerà, il governatore Roberto Maroni ha dichiarato che sarà prorogato e magari esteso. È allo studio anche un numero verde a cui gli imprenditori potranno rivolgersi e chiedere l'invio dell'Angelo anti-burocrazia.
Gli “Angeli” (23 donne e 7 uomini) sono in possesso di una laurea magistrale in giurisprudenza (12), scienze dell'economia (1), scienze economico-aziendali (6), ingegneria gestionale (1), scienze delle pubbliche amministrazioni (10). Alle competenze teoriche e pratiche aggiungeranno ora una formazione diretta negli uffici regionali e presso Unioncamere su ciò che le pubbliche amministrazioni possono offrire e su ciò che serve
Di seguito l'elenco dei 30 angeli anti-burocrazia suddivisi per provincia di operatività (tra parentesi la provincia di provenienza):
*BERGAMO: Sabrina Rancati (Monza e Brianza); Paola Consonni (Bergamo);
*BRESCIA: Giulia Concari (Brescia), Sabrina Giorgi (Bolzano);
*COMO: Cecilia Somaschi (Cremona); Veronica Tedeschi (Monza e Brianza);
*CREMONA: Luca Tirloni (Cremona); Marco Bignelli (Cremona);
*LECCO: Claudia Perego (Monza e Brianza); Luana Stagno (Como);
*LODI: Federica Pucci (Pavia); Marta Giannini (Pavia);
*MANTOVA: Stefano Sanvito (Monza e Brianza); Michela Tommaseo (Cremona);
*MILANO: Giulia Perin (Monza e Brianza); Giuseppe Aquino (Milano); Giovanni Viganò (Monza e Brianza); Giorgio Pasini (Pordenone); Letizia Reale (Milano); Silvia Navone (Pavia); Giulia Brugnerotto (Milano);
*MILANO-EXPO (Questi angeli saranno impiegati a supporto delle aziende che arriveranno a Milano per Expo 2015): Azzurra Manuti (Pavia); Daniela Guastella (Monza e Brianza);
*MONZA E BRIANZA: Fiamma Locati (Monza e Brianza); Sara Igina Capasso (Milano);
*PAVIA: Paola Corsico (Pavia); Tania Tolentino (Pavia);
*SONDRIO: Giuseppe Bufalino (Sondrio);
*VARESE:Chiara Cireddu (Milano); Chiara Uccelli (Varese). 

Varese, richiesti più operai e ingegneri e meno impiegati

Per il 2014 le previsioni di assunzione per giovani sotto i 30 anni migliorano solo se ad elevata specializzazione e tecnici

Qualche nuvola in meno per i giovani rispetto a un anno fa, ma nel Varesotto il cielo occupazionale rimane ancora scuro.
Se nel 2013 la disoccupazione degli under 25 toccò il record negativo del 39,1%, i dati sulle assunzioni previste dalle aziende varesine per il 2014 indicano un possibile miglioramento della situazione occupazionale giovanile, ma solo per categorie molto specializzate. Sono alcuni elementi che emergono dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Varese sui dati del sistema informativo Excelsior (www.osserva-varese.it http://www.osserva-varese.it/).
ASSUNZIONI GIOVANILI…
La quota di assunzioni per le quali le aziende varesine indicano una chiara preferenza verso i giovani sotto i 30 anni supera di ben 6 punti percentuali la media nazionale (Varese 33% contro Italia 27%), risultando, inoltre, in crescita (nel 2013 era 32%) a fronte di un trend nazionale in discesa. Ripartendo poi le assunzioni per cui l'età non è un requisito importante, si stima che le opportunità per i giovani varesini potranno raggiungere quasi il 56% delle assunzioni totali.
…E CONTESTO PROBLEMATICO
A fronte di queste luci rimane un contesto comunque problematico. Anche a Varese, come nel resto del Paese, il saldo occupazionale per il 2014 rimane negativo (-2.760), visto che le uscite di lavoratori (12.280) superano le assunzioni previste (9.520). Rispetto al 2013, il saldo occupazionale (-2.800 lo scorso anno) migliora grazie esclusivamente all’andamento positivo dei contratti atipici (somministrazione, contratti a progetto e altri contratti di lavoro indipendente).
PROFILI PIÙ RICHIESTI
La situazione emerge chiara se si entra nel dettaglio. Come accade nel territorio nazionale, anche a Varese crescono le richieste di profili ad elevata specializzazione e tecnici (da 22% a 24%)  e di operai e addetti ai macchinari (da 26% a 27%), mentre diminuiscono le assunzioni di impiegati (da 13,7% a 10,7%).
«L’idea – commenta l’Ufficio Studi della CdC varesina - è che le imprese, per agganciare l’ancora debole ripresa, ripartono dagli addetti alla produzione e dai progettisti, piuttosto che dal back office, confidando così di dare nuovo impulso alla propria attività». In valore assoluto, anche perché caratterizzate da un elevato turn-over, le professioni più richieste rimangono quelle legate alle attività commerciali, tipicamente commessi e personale di vendita, e il personale non qualificato nei servizi, in particolare addetti alle pulizie e addetti allo spostamento e consegna di merci.
Per le aziende del Varesotto l’esperienza nel settore o nella professione fa la differenza. «Nel 58% dei casi – osserva la CdC - le aziende richiedono una precedente esperienza specifica. Tale esperienza diventa fondamentale in diversi settori quali l’informatica e le telecomunicazioni (81%), le industrie meccaniche (79%) e i servizi avanzati alle imprese (78%). Infine, capacità di lavorare in gruppo e spirito di adattamento sono le caratteristiche che le imprese varesine ritengono più importanti quando valutano un candidato per le assunzioni che hanno programmato (43% e 42% dei casi)». 

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