Edizione n.39 di mercoledì 1 dicembre 2021

gravidanza

Varese, convegno sul diabete in gravidanza

In programma il 13 ottobre 2017

Una gravidanza in paziente con diabete, in assenza di cure preventive adeguate, può rappresentare un rischio notevole sia per la madre sia il bambino. Oltre l'incremento di aborti e malformazioni congenite e di una maggiore incidenza di macrosomie, vi è una possibilità cinque volte maggiore rispetto alla norma di andare incontro a morte perinatale. Di fondamentale importanza risulta pertanto una consultazione prima del concepimento e un rigoroso controllo del diabete durante la gestazione. 
"Il diabete in gravidanza: dallo screening al follow up post partum" sarà il filo conduttore di un convegno in programma il 13 ottobre a Varese nell'aula magna dell'Università dell'Insubria in via Dunant 3. Sarà presieduto dal professor Luigi Bartalena e si svolgerà sotto la responsabilità scientifica della dottoressa Cristina Romano, rispettivamente direttore e dirigente medico dell'Uoc Endocrinologia dell'ASST dei Sette Laghi di Varese.
Moderatori e relatori saranno: Massimo Agosti, Luigi Bartalena, Barbara Lischetti, Patrizio Marnini, Giuliana Bianchi, Antonella Cromi, Eugenia Dozio, Edoardo Duratorre, Fabio Ghezzi, Ennio La Rocca, Roberto Puricelli e Cristina Romano (Varese); Alessandro Roberto Dodesini e Elena Ciriello (Bergamo); Ivano Franzetti (Gallarate); Alessandra Ciucci (Mariano Comense); Matteo Bonomo, Nadia Cerutti, Nicoletta Dozio, Basilio Pintaudi, Veronica Resi, Marina Scavini, Maria Teresa Castiglioni (Milano); Salvatore Mastrolia (Monza); Annunziata Lapolla (Padova); Elisabetta Lovati (Pavia); Stefano Balducci (Roma).

Donne in gravidanza, test fetali non invasivi

In Lombardia nuovi esami per prevenzione e diagnosi delle anomalie del feto - Centro pilota il Policlinico di Milano

Prevenzione e diagnosi delle anomalie del feto sono in Lombardia l'obiettivo di due nuovi test non invasivi per le donne in gravidanza adottati in Lombardia. Lo screening del Dna fetale (Nipt-test), raccomandato dal Consiglio superiore della sanità già dal 2015, e del Bi-test, previsto dal Dpcm del 12 gennaio 2017 tra le prestazioni ambulatoriali dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), è stato adottato dalla giunta regionale del 16 novembre 202 su proposta dalla vicepresidente e assessora al welfare Letizia Moratti.
«Esami sempre più puntuali e meno invasivi dell'amniocentesi e della villocentesi – ha dichiarato Moratti - consentono diagnosi in modo più semplice e con elevata attendibilità». Per l'erogazione dei nuovi screening sono stati stanziati 500.000 euro fino al 2022. All'effettuazione dei test possono accedere le donne gravide residenti in Lombardia con modalità e criteri che verranno indicati grazie al supporto del 'Comitato percorso nascita e assistenza pediatrica-adolescenziale regionale' e approvati con successivo provvedimento della direzione generale Welfare.
FASE PROPEDEUTICA
Sul test del Dna fetale è prevista una fase propedeutica di sei mesi prima che lo screening prenatale venga offerto, a regime, a tutte le donne in gravidanza. Punto di riferimento regionale di questa fase pilota sarà il Policlinico di Milano, che vanta il migliore percorso possibile di presa in carico delle donne gravide per completezza e casi trattati e per competenze.
«Alla luce degli esiti della fase pilota del test del Dna fetale – ha concluso Letizia Moratti - prevediamo la realizzazione di un laboratorio nello stesso Policlinico di Milano, che rappresenterà quindi il Centro unico di riferimento in Lombardia. E potrà effettuare l'esame alle donne gravide che risiedono nella nostra regione». 

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