Edizione n.19 di mercoledì 2 giugno 2020

Grand Tour

Piemonte, ritorna il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali

Fino al 1° luglio 2017 visite a 40 monumenti naturali e storici dalle colline ai laghi
Busca-Castello del Roccolo_archivio Espaci Occitan

In Piemonte dall’8 aprile è iniziato il Gran Tour dei giardini storici e parchi naturali torinesi e regionali, che fino al 1° luglio 2017 toccherà 40 nuovi itinerari. L’elenco spazia dalle residenze sabaude, come Villa della Regina, Castello di Racconigi, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Reggia di Venaria Reale e Mandria, alle ville collinari e ai giardini dei laghi Maggiore e d’Orta e del Canavese (Castello di Strambino in Canavese, Villa Anelli sul lago Maggiore, le Cave Germaire e il Borgo Cornalese nell’area protetta del Po e collina torinese o giardini privati delle ville di Dronero, nel monregalese), ai Sacri Monti di Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo.
Il Gran Tour è un progetto dell’Associazione Abbonamento Musei.it, realizzato con il sostegno e la collaborazione di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo. Lungo le passeggiate si incontreranno anche alcuni degli 82 alberi monumentali tutelati dalla Regione Piemonte per il loro valore naturalistico, paesaggistico e culturale. Le modalità di visita saranno a piedi, in bus, con il trenino, su una carrozza trainata da cavalli, in battello sul lago o con la funicolare.
Per info: 800.329.329 (tutti i giorni dalle 9 alle 18); www.abbonamentomusei.it <http://www.abbonamentomusei.it>

Varese, l'Italia agli occhi svedesi

Un'opera settecentesca del professore Björnståhl in corso di pubblicazione a cura di due docenti dell’Insubria
Elisa Bianco e Paolo Luca Bernardini

Faceva parte del grand tour del fiore culturale e dell'aristocrazia europea e non fa pertanto meraviglia se, oltre a quello per antonomasia di Goethe, il viaggio in Italia annoveri tra i suoi cultori del Sette-Ottocento anche lo svedese Jacob Jonas Björnståhl (Näshulta, 23 gennaio 1731–Salonicco, 12 luglio 1779). La sua opera “Resa till Frankrike, Italien, Schweiz, Tyskland, Holland, Ängland, Turkiet och Grekeland” (Viaggio in Francia, Italia, Svizzera, Germania, Olanda, Inghilterra, Turchia e Grecia), pubblicata postuma in cinque volumi tra il 1780 e il 1784, sta per uscire nel 2021 per l’editore Città del Silenzio. Allora si potrà scoprire come l’erudito professore vedesse l’Italia e perché non gli piacesse la Sardegna.
A tradurre i capitoli sull’Italia saranno Elisa Bianco e Paolo Luca Bernardini (nella foto), ricercatrice e professore ordinario di Storia moderna dell’Università dell’Insubria.
Il loro progetto è stato finanziato dalla Fondazione Lerici di Stoccolma, che opera in Svezia dal 1942 grazie all’Istituto Italiano di cultura e fin da quegli anni legata al Ministero degli esteri italiano. «La fondazione – spiega Paolo Bernardini – è intitolata a Carlo Maurilio Lerici, industriale nato a Verona nel 1890 e morto a Roma nel 1981, che operò ampiamente in Svezia a partire dagli anni Trenta del Novecento, lasciando già in vita una ricca dotazione per la promozione dei rapporti culturali da Italia e Svezia».
Va detto che dell'opera esiste una traduzione italiana del tempo, ma secondo alcuni studiosi è ritenuta molto inaccurata in quanto basata sulla traduzione tedesca, peraltro con numerosi errori. «Usando l’originale svedese, la traduzione tedesca e quella italiana - precisa Elisa Bianco, che insegna sia a Varese sia a Como – forniremo un’edizione commentata del lavoro, uno dei più curiosi e insoliti testi odeporici - o letteratura di viaggio - sull’Italia di fine Settecento, osservata da prospettive spesso inedite, con arguzia e non senza singolari pregiudizi, come per esempio quello contro la Sardegna che provocò una vera e propria levata di scudi». 

Condividi contenuti