Edizione n.13 di mercoledì 17 aprile 2019

Giornata della memoria

Giorgio Perlasca, a Luino la memoria di un “Giusto tra le Nazioni”

La sua figura illustrata agli studenti dal figlio Franco
Perlasca tra Castelli (alla sua sx) e la moglie

Al Teatro Sociale di Luino ha potuto aver luogo, lunedì 8 aprile 2019, l'atteso incontro per la Giornata della Memoria - già previsto per il 1° febbraio e saltato per chiusura delle scuole causa nevicata - tra studenti e Franco Perlasca, figlio del “Giusto tra le Nazioni” Giorgio. Ai ragazzi di alcune classi del liceo Vittorio Sereni e dell'Isis Carlo Volonté Franco Perlasca ha presentato il filmato “La storia maestra di vita-L'esempio di Giorgio Perlasca”, prodotto dalla Fondazione Giorgio Perlasca e incentrato su stralci dell'intervista rilasciata da Giorgio Perlasca al Museo dell'Olocausto di Washington e sulle testinonianze di tre salvati con il coordinamento storico-didattico di Piero Angela.
Nel suo intervento l'assessore all'istruzione Pier Marcello Castelli ha spiegato ai ragazzi i principi fondanti della nostra democrazia nati il 14 luglio 1789 a Parigi e sintetizzati nelle parole libertà, uguaglianza, fratellanza. «Libertà e uguaglianza - ha detto tra l'altro - non sono scelte personali perché devono esser garantite da chi governa, a differenza della fratellanza che può nascere solo dal cuore di ciascuno. Aver disatteso, come avvenuto nel periodo nazifascista, questi postulati, ha provocato la grande tragedia che commemoriamo doverosamente ogni anno con la Giornata della Memoria».

La vicenda di Giorgio Perlasca è venuta alla luce dopo quarantaquattro anni grazie ad alcune donne ebree ungheresi, che, ragazzine all’epoca delle persecuzioni, ricercavano attraverso il giornale della comunità ebraica di Budapest notizie del diplomatico spagnolo che le aveva salvate durante la seconda guerra mondiale. Le testimonianze dei salvati non tardano e sono numerose. Poi arrivano i giornali, le televisioni, i libri. Lo stesso Giorgio Perlasca si reca nelle scuole per raccontare quel che aveva compiuto. Non è certo per protagonismo, ma proprio perché ritiene necessario rivolgersi alle giovani generazioni affinché tali follie non abbiano mai più a ripetersi.
Giorgio Perlasca è morto il 15 agosto del 1992 e riposa nel cimitero di Maserà a pochi chilometri da Padova. Ha voluto essere sepolto nella nuda terra con al fianco delle date un’unica frase: “Giusto tra le Nazioni”, in ebraico.
Nella foto: Franco Perlasca tra la moglie e l'assessore Castelli 

Varese, lo sterminio di inermi che preparò lo sterminio

La carneficina di migliaia di persone disabili che precedette la Shoah in una mostra dal 25 gennaio in Provincia e tavola rotonda su "La paura del diverso".
locandina

La Giornata della memoria verrà ricordata a Varese, dal 25 gennaio all'8 febbraio, con l'esposizione "Perché non accada mai più. RICORDIAMOLO" (tutti i giorni dalle 10 alle 16.30, ingresso libero), ospitata in Villa Recalcati di piazza Libertà 1.
La mostra sarà inaugurata domenica 25, alle 11, e conduce dentro una spaventosa tenebra del nazismo. Nel 1939 Hitler diede il via, ancor prima dei campi di concentramento, al programma di eutanasia delle persone con disabilità. In nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche vennero sterminati 100 mila bambini e adulti. L'operazione fu la tragica prova generale di quanto sarebbe stato compiuto poi. Per le persone disabili vennero inventate le camere a gas, su di loro vennero effettuati quei crudeli inumani esperimenti che sarebbero successivamente tornati.
Un'anteprima all'esposizione, sabato 24, dalle 13 alle 16, si svolgerà lungo i Portici di Palazzo Estense in via Sacco 5 con la performance teatrale a cura della Classe di teatro del Liceo artistico di Varese. Inoltre martedì 27 gennaio e martedì 3 febbraio, alle 10 (riservata alle scolaresche; prenotazioni), e venerdì 6 febbraio, alle 20.30 (aperta a tutti), proiezione della versione televisiva del racconto teatrale di Marco Paolini “Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute”. In Sala Montanari di via dei Bersaglieri 1.
Sabato 24 gennaio, dalle  9 alle 13, in Salone Estense del Comune di Varese si svolgerà inoltre la tavola rotonda "La paura del diverso: riflessioni su intolleranza e dintorni".
La manifestazione, a cura dell'Associazione regionale Anffas onlus dell'Emilia Romagna, con Fondazione Renato Piatti onlus, vede la collaborazione del Comune di Varese, il patrocinio di Anffas Lombardia onlus, il contributo della Fondazione comunitaria del Varesotto. Info 0332/326574 o info@anffasvarese.it

Giornata della Memoria, Luino ha reso omaggio a due eroi della convivenza umana

Ospiti d'onore il fratello di Salvo D'Acquisto e il figlio del maresciallo Enrico Sibona

Al Teatro Sociale, martedì 18 febbraio, la celebrazione della Giornata della Memoria ha rinnovato un momento di grande riflessione tra generazioni e arricchito la convivenza civile di un ulteriore contributo di umanità.
La manifestazione, organizzata dalla commissione della Biblioteca Civica diretta dal professore Emilio Rossi, è stata supportata dalla locale stazione dei Carabinieri con il capitano Giuseppe D’Aveni e il comandante maresciallo Stefano Castellano, dalla Sezione Alpini di Luino per interessamento di Alberto Boldrini e del presidente Lorenzo Cordiglia, e dall’ANPI Luino, di cui è presidente Remo Passera, con la collaborazione di Francesca Boldrini.
La cerimonia ha avuto due ospiti d’eccezione - il fratello di Salvo D’Acquisto, Alessandro, e il figlio del maresciallo Enrico Sibona, Bruno - ed è stata introdotta da una riflessione di Rossi sulla Memoria.

CHE COS’E’ LA MEMORIA?
«La Memoria - ha detto Rossi - è il filo di Arianna che ci tiriamo dietro lungo la nostra controversa storia, che ci permette di tornare indietro e ritrovare il bivio dove abbiamo sbagliato e che ci condurrà, insieme ed uniti, all’uscita del labirinto verso un’umanità migliore.
«LA MEMORIA è una sfida, anche se talvolta fa male ricordare; anche se preferiremmo dire che i grandi errori della Storia non sono mai esistiti, costruendoci un’altra ipotetica umanità che è sempre stata buona. Una realtà che ha l’unico difetto di non essere mai esistita. Infatti il ricordo di ciò che è stato, seppur pesante e tremendo, ci stimola ad essere migliori, il ricordo degli errori è un ottimo monito a non ripeterli, soprattutto se hanno portato a orrori inimmaginabili come i genocidi.
«Quest’anno in occasione del Giorno della Memoria ricorderemo il bicentenario della nascita dell’Arma dei Carabinieri ed il contributo da essa fornito nella difesa dei cittadini inermi e nel perseguimento della giustizia, ispirandosi a valori quali l’onestà, l’impegno sociale e civile, il senso del dovere, la disciplina e la tenacia».

TESTIMONIANZE DEI FAMILIARI DI DUE EROI
Rossi ha quindi ricordato la figura del giovane vicebrigadiere dei Carabinieri SALVO D’ACQUISTO, che, nel settembre 1943, si sacrificò per salvare 22 ostaggi scelti a caso tra la popolazione di Torrimpietra per rappresaglia di un presunto attentato contro i tedeschi. Ha ricordato anche la figura di ENRICO SIBONA, comandante della stazione dei Carabinieri di Maccagno dal 1939 al 1946. Il sottufficiale, durante la sua permanenza in paese, si adoperò per salvare la vita ad alcuni ebrei dalla persecuzione nazifascista e, tra loro, a Guido Lopez e Bianca Lopez Nunes.

Dopo il saluto del sindaco di Luino Andrea Pellicini, il colonnello Alessandro De Angelis, comandante provinciale dei Carabinieri, ha introdotto alla proiezione dell’epilogo del film "Salvo D’Acquisto", interpretato nel 1975 da Massimo Ranieri con la regia di Romolo Guerrieri. Al termine, è seguita un'intervista di Rossi ad Alessandro D'Acquisto.
Anche per Sibona è stato proiettato un breve documentario del 27 gennaio 2017, tratto dal conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Maccagno, e, al termine, è seguita un'intervista di Fabio Passera al figlio di Sibona, Bruno.
Il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, ha consegnato le medaglie agli ex deportati o alle loro famiglie. Ercole Rastelli ha letto, di volta in volta, le motivazioni desunte dalle informazioni raccolte nel questionario inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per  i Reduci Alpini, dalle loro testimonianze registrate nel libro Quelli che son tornati..., pubblicato dalla  Sezione Alpini di Luino nel 2010.

ELENCO DEI MILITARI INTERNATI INSIGNITI VIVENTI:
ABBIATI CARLO, Arcisate;
COCLITE Orazio, Masciago Primo;
GALLI Renzo, Cunardo.

ELENCO DEI MILITARI INTERNATI INSIGNITI ALLA MEMORIA E RESIDENZA FAMILIARI:
AGNETTI Giovanni (figlio; Porto Valtravaglia);
CALORI Luigi Piero (coniuge; Duno);
DAMIA Giuseppe (nipote; Rancio Valcuvia);
FAVERI Mario (figlia; Viggiù);
FERRARI Giuseppe (figlia; Mesenzana);
FERRARI Mario (nipote, Mesenzana);
GENTILINI Ignazio (figlia; Porto Valtravaglia);
MERONI Luigi (coniuge; Cunardo);
PAVESI Silverio (figlia; Luino);
RIZZARDINI Bruno (coniuge; Dumenza);
VALLEGIOLI Francesco (moglie; Brezzo di Bedero). 

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