Edizione n.32 di mercoledì 19 settembre 2018

Gambarogno

Ferrovia del Gambarogno, entro il 2021 sarà ampliato l’asse nord-sud

Disco verde dell’Ufficio federale dei trasporti a un progetto di circa 100 milioni di franchi

Da marzo 2017 a dicembre 2019 nel Gambarogno, aldilà del confine di Zenna, sarà aperto il cantiere per la modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie. Da Berna l’Ufficio federale dei trasporti ha dato disco verde a un progetto di circa 100 milioni di franchi, che renderà l’offerta ferroviaria più sicura e stabile una volta terminati tutti gli ampliamenti infrastrutturali pianificati sull’asse nord-sud entro il 2021.
Sarà raddoppiato il binario di 2,7 chilometri tra Contone e Quartino e la tratta Contone–Ranzo–Sant’Abbondio sarà integrata nel sistema di gestione del Centro di Esercizio di Pollegio. I lavori ammoderneranno l’infrastruttura ferroviaria e contemporaneamente aumenteranno la capacità della linea del Gambarogno.
L’ampliamento cercherà di ridurre al minimo l’impatto su popolazione e ambiente. In particolare, saranno installate barriere di protezione, risanati e ampliati alcuni sottopassaggi stradali e realizzato un nuovo tratto di ciclopista.
I piani di lavoro sono già stati accessibili nei mesi di febbraio e marzo del 2015 al momento della pubblicazione. Popolazione e amministrazione comunale hanno avuto, in occasione, la possibilità di consultare l’incarto ed esprimere le loro considerazioni.  

Alptransit, i pro e contro sulla tratta Cadenazzo-Luino-Gallarate

I futuri scenari del traffico merci discussi a Magadino dai sindaci di Gambarogno, Laveno, Maccagno e Luino
sindaci a Gambarogno

Dal 16 dicembre 2016 i treni cominceranno a circolare sulla nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi e anche sulla linea Cadenazzo-Luino-Gallarate-Milano i contraccolpi si faranno sentire. Man mano, come da progetto sottoscritto tra Svizzera e Italia, l’infrastruttura sarà potenziata, le corse aumenteranno, il tonnellaggio di merci raddoppierà, i convogli saranno più lunghi e pesanti. E il maggior traffico renderà più acuto il tema del rumore e delle vibrazioni e, non ultimo, quello della sicurezza.
Di fronte a questo scenario, comprensibile appare la preoccupazione degli amministratori del territorio dalle due parti del confine.
A Magadino, comune svizzero a ridosso del valico di Zenna, martedì 16 giugno si sono riuniti i sindaci Ercole Ielmini di Laveno Mombello, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Pellicini (insieme con l’assessora al territorio Alessandra Miglio) di Luino e Tiziano Ponti di Gambarogno (nella foto da sx). Obiettivo, definire «una strategia di gestione delle sfide date da Alptransit».
TRAFFICO MERCI…
A destare i maggiori timori delle popolazioni è, oltre a quello del rumore e delle vibrazioni, il tema della sicurezza. Sulla linea transitano principalmente convogli con merci pericolose e i sindaci ne vogliono un monitoraggio approfondito  mediante ogni mezzo tecnico e organizzativo oggi disponibile.
In territorio elvetico i sistemi di controllo sulla sicurezza dei treni nella nuova galleria di base già esistono e permettono di rilevare anomalie al materiale rotabile, come pure fughe di sostanze pericolose. Ma – si sono chiesti i sindaci - quali sono i controlli in Italia? Al riguardo, hanno espresso comune intenzione di conoscere i piani d’intervento in caso di gravi calamità e hanno sostenuto la richiesta del comune di Luino per un incontro con il prefetto.
…E TRAFFICO VIAGGIATORI
In cambio della buccia del previsto traffico merci, i sindaci hanno chiesto almeno il frutto di un migliore servizio viaggiatori tra il Canton Ticino e Malpensa. «Solo disponendo di un servizio efficace e attrattivo – hanno dichiarato - si potranno cogliere nella regione i potenziali dati dalla prossima apertura dalla nuova trasversale alpina. L’aumento della richiesta di trasporto merci, messo in relazione con le capacità limitate della linea, potrebbe addirittura entrare in concorrenza con il servizio di trasporto passeggeri, riducendone la capacità e trasformando la linea ferroviaria litoranea in un corridoio per il solo transito merci».
Una simile prospettiva è stata unanimemente scartata. I quattro comuni si batteranno per «trovare delle strategie che permettano di rendere più attrattivo e rafforzare il trasporto passeggeri» e chiederanno a breve un incontro con Roberto Tulipani, ceo della società ferroviaria mista TiLo. Ma non saranno i quattro moschettieri contro tutti. Per aumentare il peso politico dell’azione, solleciteranno la partecipazione anche degli altri sindaci della linea ferroviaria. 

Mobilità ferroviaria e stradale, Luino “stazione di posta” sui tracciati dei laghi Maggiore e Ceresio

Via a un progetto transfrontaliero tra Luino e Gambarogno per l'integrazione dei sistemi di trasporto pubblici e privati collettivi – Il finanziamento sarà coperto per 1.745.000 euro dall'Unione Europea e 92.000 franchi dalla Svizzera
Luino-Gambarogno 2018

«Sviluppare una pianificazione strategica comune della regione dell’alto Lago Maggiore, agevolare e promuovere il trasporto pubblico (su ferro e gomma) e diffondere la mobilità dolce, quale opportunità di miglioramento della qualità della vita, valorizzando le risorse naturali e paesaggistiche, mitigando così l’impatto del trasporto individuale motorizzato dei lavoratori transfrontalieri e dei turisti». A disposizione, 1.745.000 euro dell’Unione Europea e 92.000 franchi della Confederazione Elvetica.
Sono, questi, i cardini di un progetto avanzato dal comune di Luino con il Municipio di Gambarogno e con il sostegno - a diverso titolo - di Cantone Ticino, Rete Ferroviaria Italiana e comune di Lavena Ponte Tresa nell'ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020. La proposta è inclusa nella graduatoria approvata il 7 agosto 2018 dalla Direzione generale enti locali, montagna e piccoli comuni di Regione Lombardia.
«Il progetto – ha spiegato l'assessora luinese ai trasporti Alessandra Miglio - opererà sull’integrazione dei sistemi di trasporto, pubblici e privati collettivi, coinvolgendo le diverse autorità, enti e territori interessati. L'obiettivo è l'accesso sostenibile alla città, garantendo un Park&Ride a Luino, vera stazione di cambio, di "posta", snodo cruciale sui tracciati dell'alto Lago Maggiore e del Ceresio. Sarà poi fondamentale agire sulla armonizzazione dei tempi e delle modalità dei servizi di trasporto, agevolando forme di trasporto collettivo organizzate e fidelizzate». 

PROGETTO E FUTURA VIABILITÀ A LUINO
Per l'assessora Miglio, la disponibilità consentirà di «affrontare con le necessarie professionalità il tema della mobilità sostenibile a fronte della prossima rivoluzione viabilistica di Luino dettata dalla realizzazione del sottopasso di via Cairoli, della maturazione dei tempi per agevolare i processi di rigenerazione delle aree ferroviarie ed industriali dismesse di Luino, Ratti, Visnova e Ferrovia, ma anche in relazione ad una sempre maggiore sensibilità delle comunità locali e degli ospiti, di chi viene a visitare l’alto lago verso le tematiche della mobilità sostenibile e dolce».
L'intesa e la cooperazione transfrontaliera non si esaurirà qui. «Luino e Gambarogno, ha aggiunto Miglio, potranno lavorare fianco a fianco, esaltando in qualche modo due approcci concettuali al tema dei collegamenti che presenta tempi e prospettive diverse sui due lati del confine». In Svizzera, infatti, Gambarogno si muove nel quadro di direttive della Nuova politica regionale (Npr) e del Programma di agglomerato del Locarnese (PaLoc 3); in Italia, Luino chiederà da subito il sostegno di Regione e Provincia con l’Agenzia e le aziende dei trasporti per sviluppare una nuova era della mobilità.

LINEE D’INTERVENTO A LUINO...
1) Un Piano strategico nella regione di confine dell’alto Lago Maggiore e del Ceresio occidentale attraverso l’elaborazione di un masterplan della mobilità. L'opportunità è lo sviluppo di un sistema di relazioni fondate sul capitale “territorio”.
La valorizzazione delle reti di trasporto esistenti, armonizzando i tempi dei collegamenti multi vettoriali anche con applicazioni di nuove tecnologie, quindi superando con politiche comuni e condivise i disagi legati al traffico veicolare dei lavoratori frontalieri. A monte dei processi decisionali ci sarà una raccolta accurata di dati, provenienti anche dal coinvolgimento dei cittadini, per capire meglio le esigenze della popolazione residente e no.
2) Integrazione infrastrutturale per migliorare l’accessibilità e l’attrattività del trasporto pubblico e collettivo privato. L’esigenza è quella di assicurare a Luino, quale snodo dei collegamenti verso il Gambarogno (Locarnese), il Bellinzonese e verso il Luganese attraverso il lungo Tresa, un parcheggio di interscambio;
3) Smart Land, quale intervento strategico volto a disincentivare l’uso dell’automobile nella fruizione e attraversamento della regione di confine dell’alto Lago Maggiore e del Ceresio occidentale. Un approccio multidisciplinare alle tecnologie multimediali, quali totem, segnalatori, pannelli informativi: sarà possibile con applicazioni smartphone e/o con specifiche postazioni cogliere le opportunità sul trasporto, informazioni sugli eventi culturali, accesso al bike sharing, biglietti integrati di navigazione, ferrovia e bus per la regione di confine, quindi conoscere in tempo reale la disponibilità dei parcheggi.

...E GAMBAROGNO
Con il progetto Smart Border in territorio svizzero si coordineranno altri progetti. Sono:
*Il piano di mobilità aziendale tra i comuni di Gambarogno, Cadenazzo e S. Antonino che si prefigge di creare una rete di trasferimento degli utenti dalle stazioni al posto di lavoro.
*Il progetto bike sharing che mette a disposizione dell’utenza biciclette elettriche per spostamenti su brevi tratte tra i punti nodali.
*Il potenziamento del servizio su gomma tra il confine di Dirinella e il polo industriale sul Piano di Magadino con cadenze semi orari nelle fasce di punta. 

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