Edizione n.19 di mercoledì 2 giugno 2020

fusione

Maccagno, nato il nuovo Comune "Maccagno con Pino e Veddasca”

La sede del municipio

Martedì 21 gennaio è un giorno destinato a segnare la storia di una fascia dell'alto Varesotto. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la nascita del comune di “Maccagno con Pino e Veddasca”, sancendo contemporaneamente la scomparsa di Maccagno, Pino Lago Maggiore e Veddasca.
Il processo di fusione, sottoposto a referendum il 1° dicembre 2013, ha così concluso il proprio iter e ora si aspetta solo la pubblicazione della legge sul Bollettino ufficiale della Regione. Il giorno dopo, la legge sarà in vigore a tutti gli effetti e il prefetto di Varese invierà un commissario che traghetterà il nuovo ente fino alle elezioni del 25 maggio prossimo.
Il comune di Maccagno con Pino e Veddasca, con i suoi 40,6 chilometri quadrati di superficie, sarà il secondo per estensione di tutta la provincia di Varese, dietro soltanto al capoluogo. Con due confini di Stato con la Svizzera (a Zenna e Indemini) sarà contermine al comune ticinese del Gambarogno, anch’esso frutto di un analogo processo nel 2010, che ha visto fondersi ben nove centri. 
Il nuovo comune dell’alto Varesotto, solo nel 1927, teneva insieme ben dieci diversi enti locali autonomi. Cinque formavano quello che sarebbe diventata Maccagno (Maccagno inferiore, Maccagno superiore, Garabiolo, Campagnano e Musignano), quattro diventarono comune di Veddasca (Cadero con Graglio, Armio, Lozzo e Biegno), mentre Pino Lago Maggiore fu sempre un’unica entità. Allora a procedere alla semplificazione ci pensò il regime fascista con un’imposizione dall’alto, oggi invece si è trattato di un processo democratico voluto direttamente dai cittadini. (Altre di Maccagno cliccando Sezione Valli Monti Laghi).

Fusione dei Comuni, via libera a Maccagno, stop in Valcuvia

A Milano, mercoledì 8 gennaio, le commissioni consiliari della Regione Lombardia Affari Istituzionali e Riordino delle Autonomie hanno espresso il loro parere sugli esiti dei referendum del 1° dicembre sulla fusione dei comuni. In provincia di Varese i casi in ballo erano due e opposto è stato l'orientamento deliberativo delle commissioni.
La proposta di fusione tra i comuni di Maccagno, Pino Lago Maggiore e Veddasca, dove la consultazione popolare era stata univoca con la vittoria ovunque del , anche se in due casi (Maccagno e Pino) per un solo voto di scarto, è stata approvata all’unanimità. Pollice verso da parte di tutti i gruppi politici invece per quella di Grantola, Masciago, Ferrera di Varese, Cassano Valcuvia e Mesenzana. In questa zona i sostenitori della fusione avevano vinto a Masciago Primo e Grantola, mentre i contrari avevano prevalso a Cassano Valcuvia, Mesenzana e Ferrera.
Martedì 21 gennaio ci sarà l’ultimo passaggio formale in Consiglio Regionale. Se il voto sarà confermato, nascerà il nuovo Comune di “Maccagno con Pino e Veddasca”. Bisognerà poi attendere la pubblicazione della legge sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (Burl) e, il giorno successivo, sarà avviato il commissariamento prefettizio. A quel punto sindaci, giunte e consigli comunali attuali saranno azzerati e il 25 maggio si procederà alle elezioni amministrative.
Resta da aggiungere che il 2014 segnava comunque la scadenza naturale per le amministrazioni di Maccagno e Veddasca, mentre a Pino Lago Maggiore si era votato appena due anni fa. 

Fusione comuni nel Luinese, parere favorevole di Provincia e Comunità montana

Nuovo passo in avanti lungo l’iter che porterà al referendum consultivo sulla fusione tra i comuni di Maccagno, Pino Lago Maggiore e Veddasca. La legge regionale del 2006 che regola le circoscrizioni comunali e provinciali - all’art. 8 - prevede che i progetti di legge per l’istituzioni di nuovi comuni siano trasmessi al consiglio provinciale territorialmente competente nonché, qualora si tratti di un comune montano, all’assemblea della comunità montana nel cui ambito territoriale gli stessi hanno sede, per la formulazione del rispettivo parere di merito.
Il Commissario straordinario di Villa Recalcati Dario Galli ha dato il via libera all’accorpamento con proprio provvedimento dello scorso 5 settembre, mentre la Comunità montana “Valli del Verbano” ne ha discusso durante l’assemblea del 30 settembre. Il parere favorevole è stato pressoché unanime, giunto con le sole astensioni di Tronzano e Casalzuigno. (Altre sull'argomento in Sezione Valli Monti Laghi).

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