Edizione n.48 di mercoledì 13 dicembre 2017

frodi dell'Iva

Frodi dell'Iva, l'Europa studia nuovi strumenti di contrasto

Calcolate perdite di gettito superiori a 50 miliardi di euro l'anno per gli stati dell'Unione

Presto potrebbe diventare più resistente e determinato nel Vecchio Continente il contrasto alla frode dell'Iva. A fine novembre la Commissione europea ha presentato specifici strumenti capaci di colmare lacune nel sistema dell'imposta sul valore aggiunto.
«Le nuove norme – specifica la Commissione - mirano a instaurare un clima di fiducia tra gli stati membri, in modo che possano scambiare più informazioni e promuovere la cooperazione fra le autorità fiscali e le autorità di contrasto nazionali. È vero che gli stati membri si scambiano già alcune informazioni sulle imprese e sulle vendite transfrontaliere, ma tale cooperazione è basata principalmente sul trattamento manuale delle informazioni. Allo stesso tempo, le informazioni sull'IVA e le informazioni riservate sui gruppi organizzati coinvolti nei casi più gravi di frodi non sono sistematicamente condivise con gli organismi di contrasto dell'UE. Infine, la mancanza di coordinamento investigativo fra le amministrazioni fiscali e le autorità di contrasto a livello nazionale e dell'Unione ha come conseguenza il fatto che questa attività criminale in continua evoluzione non è attualmente tracciata e affrontata con sufficiente rapidità».
Secondo le stime più caute, le frodi dell'Iva possano comportare perdite di gettito superiori a 50 miliardi di euro l'anno per gli stati dell'Unione, risorse che, evidentemente, dovrebbero essere utilizzate per investimenti pubblici preziosi, tipo ospedali, scuole, strade. Proprio recentemente inoltre, le rivelazioni circa i Paradise Papers hanno mostrato ancora una volta come i meccanismi di elusione fiscale possano essere utilizzati per scavalcare le norme europee ed evitare di pagare la giusta quota di tasse. In più, relazioni recenti hanno portato alla luce la possibilità che certi meccanismi di frode vadano a finanziare organizzazioni criminali, anche terroristiche.
Nonostante numerose riforme, il sistema Iva non è riuscito a stare al passo con le sfide dell'economia odierna, che è globale, digitale e mobile. L'attuale sistema, introdotto come transitorio nel 1993, è frammentario, troppo complesso per il numero crescente di imprese che operano a livello transfrontaliero e vulnerabile alle frodi: operazioni interne e transfrontaliere sono trattate in maniera diversa e beni e servizi possono essere acquistati in esenzione dall'Iva all'interno del mercato unico. Da tempo la Commissione sollecita una riforma del sistema. Per le imprese che operano nell'Unione Europea, le frontiere fanno ancora parte della realtà di ogni giorno quando si tratta di Iva e le norme attuali costituiscono uno degli ultimi ambiti non ancora allineati ai principi alla base del mercato unico.

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