Edizione n.1 di mercoledì 14 gennaio 2026

Fondazione Mons. Comi

Dall’ospedale alla casa, una cerniera per pazienti fragili

A Varese e Como progetto sperimentale con otto residenze sanitarie assistenziali
 Fondazione Comi di Luino. foto Ibis

C’è anche la Fondazione Monsignor Gerolamo Comi di Luino tra le otto residenze sanitarie assistenziali (Rsa) che nel Varesotto e nel Comasco hanno aderito a un progetto sperimentale dell’Agenzia di tutela della salute dell’insubria rivolto a pazienti ospedalieri fragili.
Si tratta di persone con quadro clinico stabilizzato e dimissibili, di età superiore ai 65 anni, residenti sul proprio territorio e in attesa del completamento di interventi di adeguamento abitativo, di reclutamento di personale di assistenza o in attesa di inserimento in una struttura sociosanitaria. Nei giorni scorsi sono stati individuati i primi tre pazienti che rispondono ai requisiti del progetto.
PROGETTO E STRUTTURE
Capofila del progetto è la Rsa Villa Puricelli di Bodio Lomnago, seguita - sempre nel Varesotto - dalle residenze Ai Pini di Arcisate, Prealpina di Laveno Mombello, San Giacomo di Tradate e La Provvidenza UG1 di Busto Arsizio e - nel Comasco- dalla Casa di riposo Cesare ed Emilio Prandoni Onlus di Torno e dalla Fondazione Rsa Garibaldi e Pogliani Onlus di Cantù.
Durata, un anno. Posti letto disponibili, trentatré. Risorse, finanziamento regionale di 832.200 euro (per la quota sanitaria) e retta di 60 euro giornaliere a carico delle famiglie (quota alberghiera).
DEGENZA
Obiettivo dell’iniziativa è, da un lato, offrire un reale sostegno alle famiglie e, dall’altro, ridurre la pressione sugli ospedali, liberando da pazienti dimissibili posti letto per acuti, ottimizzando così le risorse del Sistema Sanitario e Sociosanitario. Il ricovero va dalla durata di un minimo di otto sino ad un massimo di trenta giorni prorogabili in casi particolari di altri quindici.
Al momento della dimissione, i pazienti idonei e le loro famiglie possono usufruire di un ulteriore periodo di degenza in una delle otto residenze. La scelta di aderire al servizio è volontaria e viene comunicata direttamente ai pazienti e ai familiari tramite una lettera consegnata al momento della dimissione. Ospedali e famiglie devono attivare il percorso entro 24 ore dalla conferma della presa in carico.
Nella foto (Ibis): la Fondazione Comi di Luino. 

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