Edizione n. 44 di mercoledì 12 dicembre 2018

finanziamento

Italia-Svizzera, programma di cooperazione bloccato e no ticinese a Expo

La Svizzera non è più interessata al programma Interreg con l’Italia e la Lombardia vede sfumare 60 milioni di euro – Iniziative Pd a livello regionale e comunitario

Spirano sempre più frequentemente venti freddi dalla Svizzera verso l’Italia. Domenica 28 settembre il Canton Ticino ha detto no nel referendum sul finanziamento per Expo. Ed ecco il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: «Io naturalmente rispetto sempre il voto del popolo, ma il risultato per noi è influente, perché la Svizzera parteciperà comunque a Expo. Penso sia un segnale negativo per il Canton Ticino perché Expo è una grande opportunità e noi vogliamo fare grandi cose con la Svizzera, i Grigioni e il Ticino stesso. Se il Canton Ticino non è interessato, ci rivolgeremo ad altri».
Senza andare alla campagna antitaliana di qualche anno fa, Svizzera e Canton Ticino hanno appena storto il naso verso l’Italia anche sulla continuazione del programma Interreg. «La Svizzera pare sempre meno propensa alla cooperazione transfrontaliera con l’Italia e i più freddi sarebbero i ticinesi. Il nuovo programma Interreg è bloccato e la Lombardia perde completamente 60 milioni di euro». Parola del consigliere regionale della Lombardia Alessandro Alfieri.
RESISTENZE ELVETICHE
Il motivo del contendere sarebbe l’impegno finanziario. In questo momento, da parte dell’Italia, quindi della Ue, è di circa 100 milioni di euro; da parte Svizzera di circa 7. Spiega Alfieri: «L’Europa ha chiesto ragione dello squilibrio e la Confederazione ha risposto che il suo interesse attuale va ad altre iniziative e che comunque possono aumentare l’impegno nell’Interreg sino alla cifra massima di 10 milioni». Per l’Italia una siffatta proposta è risultata irricevibile e, di conseguenza, non ha presentato la proposta alla Ue entro il termine del 22 settembre.
«Le resistenze elvetiche al rinnovo dell’accordo», ha ricordato Alfieri, «sono state denunciate dal delegato della Camera di commercio italiana per il Canton Ticino e i più freddi sono stati sicuramente i ticinesi». Svizzera contro il resto del mondo? Nient’affatto. «Alla Svizzera non interessa più questo genere di cooperazione con l’Italia, ma con altri stati confinanti» aggiunge Alfieri. «Con la Francia continua a mantenere ottimi rapporti, visto che mette 60 milioni di euro a fronte degli 80 che vengono dall’altro lato del confine».
DANNEGGIATA LA LOMBARDIA
L’atteggiamento svizzero riguarda tutte le regioni italiane, ma, a patirne le conseguenze, è soprattutto la Lombardia. «Il Piemonte, rileva Alfieri, può attivarsi in progetti con la Francia, così come la Provincia di Bolzano con l’Austria. Ma la Lombardia non ha altri partner e perde completamente i 60 milioni di euro di risorse che si presumevano disponibili sul territorio grazie al nuovo Interreg».
Il problema sarà affrontato a livello non solo regionale, ma anche europeo. A Milano Alfieri chiederà una riunione urgente delle commissioni dell’assemblea regionale. A Bruxelles, invece, gli europarlamentari lombardi del Partito democratico Alessia Mosca e Luigi Morgano hanno già presentato un'interrogazione urgente alla Commissione europea per chiedere come intenda muoversi in questo contesto e fare pressione sulla Svizzera per salvare il programma e tutelare la Regione Lombardia. 

Sviluppo rete ciclopedonale del Varesotto, alleanza tra Valli del Verbano e Piambello

In ballo finanziamento regionale di 1.200.000 euro per un solo progetto in territorio provinciale

Meglio un mezzo pollo certo che un pollo intero alla roulette. Il buon senso domestico fa breccia anche nelle stanze delle decisioni pubbliche e apre nuovi sviluppi alla rete ciclopedonale dei Laghi del Varesotto.
Regione Lombardia ha messo a disposizione del territorio del Varesotto 1.200.000 euro per opere di sviluppo turistico. Il bando però prevede il finanziamento di un solo progetto per ogni provincia. Così i presidenti della Comunità montana Valli del Verbano, Giorgio Piccolo, e della Comunità montana del Piambello, Maurizio Mozzanica, hanno fatto di necessità virtù e imboccato una strada di reciproca collaborazione progettuale.
25 KM IN 13 COMUNI
Attualmente la rete ciclopedonale dei laghi del Varesotto conta un percorso di oltre 25 chilometri sul territorio di 13 comuni, da Luino a Cuveglio e da Laveno a Caravate. L'importo rilevante del finanziamento e la comune visione dello sviluppo territoriale hanno permesso ai due enti montani del Varesotto di individuare una comune linea di valorizzazione e promozione del turismo: l'ampliamento delle piste ciclopedonali sia nelle Valli del Verbano sia sul territorio del Piambello.
A questa strategia, oltre il corposo sostegno regionale, si aggiunge anche quello annunciato da Villa Recalcati. L’Amministrazione Provinciale di Varese ha garantito ulteriori successivi finanziamenti finalizzati alla realizzazione di altri tratti di pista ciclopedonale. 

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