Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

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Film europei, a rischio un milione di ore

Negli istituti per la conservazione del patrimonio cinematografico stenta a diffondersi l'archiviazione digitale - Eccezioni esemplari solo Svezia e Regno Unito

Gran parte degli istituti europei per la conservazione del patrimonio cinematografico non si è ancora adeguata alla rivoluzione digitale e non è ancora in grado di conservare i film in formato digitale.
COME GIÀ PER I FILM MUTI
Una parte dei nostri film rischia di andare definitivamente persa e di non essere trasmessa alle generazioni future, come avvenuto per i film muti, di cui si è conservato solo il 10 per cento. Per problemi di formattazione e di interoperabilità anche i film risalenti agli inizi dell'era digitale rischiano di andare persi per sempre. È questo il quadro emergente da una relazione della Commissione europea di fine 2012.
Le nuove tecnologie consentirebbero di accedere a un milione di ore di film europei, attualmente chiusi in scatole negli archivi. Eppure, solo l'1,5 per cento del patrimonio cinematografico europeo è accessibile al pubblico, a pagamento o gratuitamente.
Neelle Kroes, vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: «È ridicolo che nel XXI secolo il nostro patrimonio cinematografico non sia visibile. La cultura è il cuore dell'Europa e il cinema il cuore della cultura. È mia ferma intenzione fare in modo che questo patrimonio cinematografico sia disponibile online e nel 2013 presenterò una proposta per consentire agli Stati membri e ai settori interessati di unire le forze per realizzare questo obiettivo».
DIGITALIZZATO SOLO L'1,5 PER CENTO
Solo l'1,5 per cento del patrimonio cinematografico europeo è digitalizzato. La digitalizzazione è però il presupposto per l'accessibilità online. Senza di essa i cinefili continueranno a essere privati delle possibilità offerte dalla rete. Certo non per mancanza di interesse. Sulla piattaforma online "Europa Film Treasures" finanziata dall'Ue si sono registrati due milioni di visualizzazioni dal 2009.
La scarsità di finanziamenti pubblici e privati e la complessità delle procedure di gestione dei diritti (in termini sia di tempo sia di denaro) ostacolano attualmente la digitalizzazione. La Svezia e il Regno Unito sono invece considerate esemplari.

QUEL CHE DOVREBBERO FARE GLI STATI…
La Commissione ritiene che gli Stati membri dovrebbero includere il patrimonio cinematografico nelle loro strategie di digitalizzazione e nelle politiche in materia di archivi, il che consentirebbe, tra l'altro, di arricchire il catalogo dei film accessibili tramite il portale Europeana http://www.europeana.eu/portal/.
Occorre mettere a punto forme di finanziamento e tecniche di gestione collettiva innovative. Una strada potrebbe essere il potenziamento della ricerca nelle tecnologie di scansione delle pellicole di archivio, che consentirebbe di ridurre i costi di digitalizzazione. Inoltre occorre aumentare le risorse e migliorare le strutture e le competenze in materia di conservazione delle pellicole sia analogiche sia digitali.

…E QUEL CHE FA L'EUROPA
Il 16 novembre 2005 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato una raccomandazione relativa al patrimonio cinematografico. La prima relazione sull'attuazione della raccomandazione è stata pubblicata nell'agosto del 2008 e la seconda nel luglio 2010. La terza relazione del 2012 analizza le risposte degli Stati membri a un questionario inviato dalla Commissione.
Nel gennaio 2012 la Commissione ha pubblicato uno studio, realizzato da esperti indipendenti, sull'Agenda digitale per il patrimonio cinematografico europeo. Nell'ottobre 2011 la Commissione ha adottato la raccomandazione sulla digitalizzazione e l'accessibilità in rete dei materiali culturali e sulla conservazione digitale, riguardante tutto il patrimonio culturale europeo, a prescindere dal supporto, e quindi anche il patrimonio cinematografico.
Nel 2013 la Commissione avvierà, parallelamente, un dialogo con i settori interessati su alcuni problemi urgenti legati ai diritti d'autore, tra cui i problemi relativi alla conservazione e all'accessibilità online di opere del patrimonio cinematografico e valuterà se proporre nel 2014 misure legislative per modernizzare la direttiva 2001/2/CE sul diritto d'autore nella società dell'informazione, in particolare in materia di eccezioni e limitazioni. 

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