Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Europa

DiscoverEU, in palio per i diciottenni dell'UE 15 mila biglietti per esplorare l'Europa

Copenhagen (DE) Opera House (Henning Larsen, 2000), foto Daniele Cazzaniga

Un'ottima opportunità di scoprire l'Europa da luglio a fine ottobre 2018 attraverso un viaggio personale che nessun libro o documentario saprebbe offrire. È DiscoverEU, iniziativa europea aperta da martedì 12 giugno. Per candidarsi occorre avere 18 anni il 1º luglio 2018, essere cittadini dell'UE ed essere disposti a viaggiare quest'estate. Termine per candidarsi, martedì 26 giugno.
Con questa nuova iniziativa dell'Unione Europea i giovani potranno viaggiare da soli o in gruppo di massimo di cinque. Come regola generale dovranno usare il treno. Tuttavia, per garantire l'accesso a tutto il continente, in alcuni casi particolari i partecipanti potranno servirsi di mezzi di trasporto alternativi, come l'autobus o il traghetto o, eccezionalmente, l'aereo. In questo modo anche chi vive in zone periferiche o sulle isole non sarà escluso. Poiché il 2018 è l'Anno europeo del patrimonio culturale, i vincitori dei biglietti avranno la possibilità di partecipare a numerosi eventi che si svolgono in tutta Europa.

Come presentare la candidatura
I candidati dovranno fornire i loro dati personali e maggiori dettagli sul viaggio che vorrebbero fare. Dovranno inoltre rispondere a un quiz composto da cinque domande riguardanti il 2018 quale Anno europeo del patrimonio culturale, le iniziative dell'UE rivolte ai giovani e le prossime elezioni europee. Infine, dovranno rispondere a una domanda di spareggio su quanti giovani parteciperanno all'iniziativa. Le risposte consentiranno alla Commissione Europea la selezione. Una volta selezionati, si dovrà iniziare il viaggio tra il 9 luglio e il 30 settembre 2018. Si potrà viaggiare fino a trenta giorni e visitare fino a quattro mete all'estero.

Con un bilancio di 12 milioni di euro nel 2018, DiscoverEU dovrebbe offrire ad almeno 20mila giovani la possibilità di viaggiare attraverso l'Europa quest'anno. A ogni stato membro è stato assegnato un numero di biglietti in base alla percentuale della sua popolazione rispetto a quella complessiva dell'Unione Europea. La prima tornata di candidature, permetterà ad almeno 15mila giovani di esplorare l'Europa. Una seconda tornata di candidature, con almeno 5mila biglietti in palio, si svolgerà nell'autunno del 2018.
La Commissione Europea intende sviluppare l'iniziativa e l'ha pertanto inclusa nella propria proposta per il prossimo programma Erasmus. Se il Parlamento europeo e il Consiglio l'approveranno, un altro milione e mezzo di diciottenni dovrebbe avere la possibilità di mettersi in viaggio tra il 2021 e il 2027, grazie a un bilancio di 700 milioni di euro.
DiscoverEU è un'iniziativa dell'UE che si basa su una proposta del Parlamento Europeo, che ne ha assicurato il finanziamento per il 2018 mediante un'azione preparatoria. L'iniziativa si concentra sui giovani che compiono 18 anni, momento che segna un importante passo verso l'età adulta. Inoltre, una volta selezionati i partecipanti faranno parte della comunità DiscoverEU e diventeranno ambasciatori dell'iniziativa. Saranno perciò invitati a raccontare le loro esperienze di viaggio, ad esempio attraverso i social media, o a fare una presentazione a scuola o nella loro comunità locale. Informazioni su: Portale europeo per i giovani.

Bruxelles, nasce la Procura europea

Suo compito sarà - per ora - quello di tutelare meglio il denaro dei contribuenti – All’orizzonte un ampliamento dei poteri anche contro i reati di terrorismo transfrontaliero

Iniziativa di portata storica a Bruxelles. Il 5 ottobre 2017 il Parlamento dell’Unione, a larga maggioranza, ha dato il via libera all'istituzione della Procura europea. Suo obiettivo, tutelare meglio il bilancio dell'UE e il denaro dei contribuenti. E non è tutto. All’orizzonte si profila un ampliamento dei compiti della Procura contro i reati di terrorismo transfrontaliero.
La decisione fa seguito all'orientamento generale concordato a giugno 2017 in sede di Consiglio "Giustizia" da Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Ora il Consiglio "Giustizia" può, il 12 ottobre 2017, adottare in via definitiva il regolamento e, da quel momento, altri Stati membri potranno aggiungersi ai 20 membri fondatori.

RUOLO DELLA PROCURA
«La Procura europea aiuterà a tutelare meglio il denaro dei contribuenti dell'UE» hanno dichiarato i Commissari europei al bilancio, il tedesco Günther Oettinger, e alla giustizia, la ceka Veˇra Jourová. Gli organi dell'UE che esistono attualmente, quali l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), non hanno giurisdizione penale negli Stati membri e devono trasmettere i fascicoli agli organi nazionali. Questo può complicare l'esercizio dell'azione penale nei casi transfrontalieri e una loro conclusione in tempi rapidi.
Proprio questo sarà il ruolo della nuova Procura europea: assicurare che chi delinque sia consegnato alla giustizia e che l'importo delle malversazioni sia recuperato molto più rapidamente.
TAPPE SUCCESSIVE
«I delinquenti non conoscono confini ed è giunto il momento di fermarli dotando le procure degli strumenti che permetteranno loro di operare nella dimensione transnazionaleı» hanno aggiunto Oettinger e Jourová.  «Ci rallegra il fatto che 20 Stati membri abbiano già espresso la volontà di unire le forze per tutelare maggiormente il bilancio dell'UE e il denaro dei contribuenti. Esortiamo gli altri Stati membri ad associarsi presto all'iniziativa».
Come annunciato dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione, la nuova Procura europea può affermarsi come strumento potente di tutela dei cittadini anche al di là dell'attuale competenza sui reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE e potrebbe in futuro essere incaricata di perseguire anche i reati di terrorismo transfrontaliero. La Commissione delineerà l'anno prossimo le tappe successive del cammino verso un futuro ampliamento dei compiti della nuova Procura europea. 

Unione Europea, 8 insegnanti su 10 si ritengono sottovalutati

All'indagine dell’Ocse sono stati interessati anche 15 paesi extracomunitari

Sono abbastanza pochi, soprattutto quelli per alunni con esigenze educative particolari. In gran parte si dichiarano soddisfatti del lavoro (90%), ma ritengono che la loro professione non sia debitamente valorizzata nella società (81%). Si considerano adeguatamente qualificati, ma non sempre possono contare su un sostegno a inizio carriera.
Questo il profilo di oltre un terzo di insegnanti nell’Unione Europea tracciato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
La seconda indagine internazionale sull'insegnamento e l'apprendimento (Talis) si basa su un questionario inviato a insegnanti e dirigenti scolastici del ciclo secondario inferiore. Hanno risposto oltre 55000 insegnanti di 3.300 scuole di 19 paesi e regioni dell’Unione Europea (BE, BG, ES, CZ, CY, DK, EE, FI, FR, HR, IT, LV, NL, PL, PT, RO, SE, SK, UK) e circa altrettanti di altre 15 nazioni (Stati Uniti, Australia, Brasile, Cile, Serbia, Singapore, Islanda, Israele, Giappone, Malaysia, Corea del Sud, Messico, Norvegia, Abu Dhabi e Alberta in Canada). Il dato complessivo di circa 110.000 risposte rappresenta, secondo le stime, una popolazione di quasi 4 milioni di insegnanti.
Più di un terzo degli insegnanti dell'Unione europea lavora in strutture scolastiche carenti di personale qualificato e quasi la metà dei dirigenti scolastici segnala la mancanza di personale docente per alunni con esigenze educative particolari. Quasi il 90% degli insegnanti dell'UE si dichiara soddisfatto del lavoro che svolge, ma l'81% ritiene che la loro professione non sia debitamente valorizzata nella società. Anche se si considerano adeguatamente qualificati per esercitare la loro professione, non sempre possono contare su un sostegno a inizio carriera.
Gli insegnanti tendono a sentirsi più preparati a svolgere il loro lavoro quando la loro istruzione formale comprende una combinazione di contenuti, di pedagogia e di didattica, con tirocini in classe per le materie che essi insegnano. Circa il 40% dei dirigenti scolastici rileva che nei loro istituti mancano programmi formali di avviamento o di sostegno a inizio carriera. Il 15% degli insegnanti dichiara di non aver partecipato ad attività di sviluppo professionale nell'anno trascorso. Circa il 50% degli insegnanti non assiste a lezioni impartite da altri e circa il 20% non prende mai parte a corsi di apprendimento collaborativo.
Il nuovo programma dell'UE per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (Erasmus +, 2014-2020) offre borse per scambi di insegnanti, destinate a migliorare lo sviluppo professionale, e sostiene partenariati tra scuole, università e istituti di formazione degli insegnanti al fine di sviluppare approcci innovativi all'insegnamento. Grazie alla rete di scuole eTwinning, gli insegnanti possono scambiare idee con i loro omologhi di tutta Europa. 

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