Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Eda

Dislessia, conferma di Cristiano Termine nell'Associazione Europea

Al professore dell'Università dell'Insubria rinnovato all'assemblea di Monaco il mandato per altri quattro anni
prof. Termine

Garantire contro il pregiudizio e l'ignoranza che le persone con dislessia, discalculia e altri disturbi specifici dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità nella scuola, nel lavoro e nella società. Questa la stella polare dell’Associazione Europea per la Dislessia (Eda), fondata nel 1988 a Bruxelles come associazione internazionale senza scopo di lucro dai rappresentanti di dieci diverse associazioni europee per la tutela delle persone con dislessia.
A far parte del suo comitato dei direttori, composto da dieci membri, c'è dal 2014 anche Cristiano Termine, professore associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università degli studi dell’Insubria e anche dirigente medico della Struttura complessa neuropsichiatria, infanzia e adolescenza dell’Ospedale del Ponte di Varese. A Monaco, nello scorso ottobre 2018, l’assemblea generale dell'associazione gli ha rinnovato il mandato per altri quattro anni.

L'Eda è un'organizzazione ombrello per 42 associazioni di 21 Paesi dell'Unione Europea, oltre a Norvegia, San Marino, Svizzera, Israele e Turchia. Più nello specifico, comprende 28 associazioni di genitori di bambini/ragazzi con disturbi specifici di apprendimento e associazioni di adulti con le medesime difficoltà e 14 enti corporativi con motivazioni educative o scientifiche, riconosciute nell'ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento.
La sua missione, come ha spiegato il professor Termine, è «lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i diversi Paesi Europei, attraverso una rete internazionale e azioni di lobbying, ad esempio a livello di Parlamento Europeo, che hanno l’obiettivo di sfidare il pregiudizio e l'ignoranza al fine di garantire che le persone con dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità, nella scuola, nel lavoro e nella società». 

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