Edizione n.4 di mercoledì 1 febbraio 2023

economia

Alta velocità, «Fermata anche a Novara!»

Ancora senza esito un accordo del 2004 tra Comune, Regione, Stato e Rfi

Era già prevista da un accordo del 2004 tra Comune, Regione, Stato e Rete ferroviaria italiana, ma finora non se ne è fatto niente. Il territorio progredisce e il suo tessuto economico attira investimenti notevoli, ma a Novara, seconda città del Piemonte, la fermata sulla linea dell’Alta Velocità rimane ancora in un cassetto.
Ora il sindaco Alessandro Canelli ha bussato a Roma affinché quell'accordo venga rimesso sul tavolo della discussione al ministero e la sua istanza ha trovato immediata e solida sponda anche in Confartigianato imprese Piemonte orientale. «Novara sta crescendo e merita collegamenti ferroviari migliori» gli ha fatto eco il direttore Amleto Impaloni. «Auspichiamo che venga realizzato anche il collegamento ferroviario veloce e diretto con l’aeroporto di Malpensam perché venga favorito l’insediamento di attività tecnologiche ad alto valore aggiunto, come è avvenuto in altre zone che circondano hub aeroportuali».
ATTIVITÀ, UNIVERSITÀ, TURISMO
La necessità di collegamenti più rapidi e agevoli con il resto dell’Italia e dell’Europa, potendo usufruire di una linea superveloce per Milano e Torino è tutt'altro che mutata.
In due decenni Novara e la sua provincia, come il resto del quadrante del Piemonte orientale, hanno ampliato molte attività produttive, come il distretto dell’alta moda, hanno potenziato l’università con un maggiore arrivo di docenti e studenti stranieri e hanno puntato di più e meglio sulle attrattive turistiche. «Tutte queste situazioni - continua Impaloni - richiedono collegamenti efficienti, quali ora non ci sono».
La richiesta del sindaco Canelli esprime una esigenza che è non solo di tutta la città, ma anche di Vercelli e delle zone del Verbano Cusio Ossola, che naturalmente possono fare base a Novara per inserirsi in un circuito di collegamenti veloci, ad esempio verso la Francia e il resto d’Europa o verso Milano e il Nord Est e il Centro.
Il tempo ha reso il progetto non superato ma più urgente ancora. «Noi imprenditori – ha dichiarato il presidente di Confartigianato imprese Piemonte orientale, Michele Giovanardi - vediamo ogni giorno la difficoltà che si incontrano negli spostamenti ferroviari, costretti ancora su una linea vecchia, affollata di convogli e persone. Il territorio ha dato tanto in termini di sviluppo all’area vasta che la circonda e merita di ricevere un adeguato riconoscimento in termini di infrastrutture efficienti e sostenibili, che peraltro erano già state promesse quasi vent’anni fa». 

Mercato svizzero, esportazioni varesine in crescita

Nel primo semestre 2012 fatturato cresciuto del 22 per cento

In Italia c’è crisi e in Canton Ticino spesso soffiano venti antitaliani, eppure l’export del Sistema Varese verso la Svizzera aumenta. Il fatturato realizzato tra gennaio e giugno 2012 è cresciuto addirittura del 22 per cento, toccando quota 421 milioni di euro.
Il mercato elvetico esige elevati requisiti di qualità ed è aperto a una forte concorrenza, ma lo sviluppo offre prospettive ampie, specialmente nel mercato del lusso. La crescita è pertanto un segnale incoraggiante e la conferma è venuta dal seminario di formazione della Camera di Commercio di Varese dedicato il 12 ottobre alla Svizzera.
A Ville Ponti oltre 130 tra imprenditori e rappresentanti d’azienda hanno avuto modo di ascoltare valutazioni e analisi dei relatori Fabrizio Macrì, della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, e Pier Paolo Ghetti, consulente in materia doganale, e poi anche di confrontare singole posizioni con vari esperti. Secondo Ghetti, sono prevalenti «la possibilità di usufruire dell’efficacia degli accordi di libero scambio tra Confederazione e Unione Europea, che danno diritto a un trattamento daziario preferenziale alle merci di origine comunitaria, e soprattutto il rilievo di un mercato di grande interesse e qualificato come quello svizzero».

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