Edizione n.13 di mercoledì 17 aprile 2019

dighe

Lago Maggiore, la Lombardia chiede alla Svizzera di innalzare il livello

Sollecitato a Roma un intervento presso Confederazione e Canton Ticino

«La siccità rischia di procurare nei prossimi mesi danni gravissimi all'agricoltura e all'ecosistema lombardo». È l’allarme della Lombardia, che sollecita Roma a rinegoziare con Berna un livello più alto del lago Maggiore.
L’assessore regionale al territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi ha invitato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a intervenire sulla gestione dell'acqua nei principali laghi e fiumi lombardi. «Non possiamo solo sperare che nelle prossime settimane piova o nevichi abbondantemente per risolvere la situazione» ha spiegato.
La situazione di tutti i laghi lombardi è critica e, potenzialmente ancora di più, quella del Lago Maggiore e del fiume Ticino. La gestione di questi due bacini è regolata da accordi internazionali, che richiedono tempo prezioso per essere rinegoziati. «E' necessario regolare il lago per stoccare il maggior quantitativo possibile di acqua, che poi possa essere rilasciata nel Ticino durante la primavera e l'estate» ha aggiunto Beccalossi.
UN METRO E MEZZO IN PIÙ
Al ministro l’assessore ha chiesto di intervenire ufficialmente con il Governo svizzero e con il Canton Ticino, perché si ridiscutano i livelli del Lago Maggiore, innalzandolo di 1,50 metri sopra lo zero idrometrico.
«Per farlo – ha continuato l'assessore - l'Italia deve mettere sul piatto la situazione critica, che in questo momento contrasta con gli interessi dei gestori delle dighe in Svizzera, che storicamente trattengono l'acqua a monte del Lago Maggiore». Occorre, a suo avviso, andare oltre l’accordo raggiunto nel 2015 per regolare il livello a +1,25 metri. «Ora è necessario fare di più. Non possiamo perdere ulteriore tempo, dato che la situazione è potenzialmente la più grave degli ultimi dieci anni».  

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