Edizione n.27 di mercoledì 29 luglio 2026
dighe
Lombardia, oltre 200 milioni ai comuni montani che ospitano le dighe
Ci sono anche Luino, Lonate Pozzolo, Somma Lombardo e Vizzola Ticino - tra i comuni montani della Lombardia che ospitano dighe - a beneficiare degli importi dovuti a titolo di monetizzazione di energia gratuita e canoni arretrati per l’anno 2026. Il 27 luglio 2026 la giunta regionale ha trasferito ai comuni delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza e Brianza, Città Metropolitana di Milano e Varese oltre 200 milioni di euro di arretrati legati sia ai canoni sia all’energia gratuita.
Recenti sentenze della Cassazione (sezioni unite) hanno confermato integralmente l’operato di Regione Lombardia sul lungo contenzioso con le infrastrutture idroelettriche, partito nel lontano 2019. Da allora Regione Lombardia ha stimolato, e concorso a realizzare, la legge nazionale sulla regionalizzazione delle grandi derivazioni idroelettriche.
Questa legge nazionale prevede la possibilità di introdurre la cessione di una parte dell’energia a titolo gratuito alla regione e la Lombardia, con proprio provvedimento legislativo, ha deciso di conferirla ai comuni dei territori interessati dalla presenza delle infrastrutture idroelettriche. Con la decisione della Suprema Corte si è sbloccato il pagamento di oltre 200 milioni di euro di arretrati in favore della regione.
Al trasferimento di questa somma ora si aggiungeranno anche le risorse previste dalla recente legge di assestamento del bilancio regionale. Dal 2027 i canoni saranno trasferiti al 100% ai territori (componente fissa + componente variabile), al netto della quota trattenuta per i costi di gestione della regione.
Nella foto (LNews): centrale idroelettrica Grosio e canoni nel Varesotto.
Lago Maggiore, la Lombardia chiede alla Svizzera di innalzare il livello
«La siccità rischia di procurare nei prossimi mesi danni gravissimi all'agricoltura e all'ecosistema lombardo». È l’allarme della Lombardia, che sollecita Roma a rinegoziare con Berna un livello più alto del lago Maggiore.
L’assessore regionale al territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi ha invitato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a intervenire sulla gestione dell'acqua nei principali laghi e fiumi lombardi. «Non possiamo solo sperare che nelle prossime settimane piova o nevichi abbondantemente per risolvere la situazione» ha spiegato.
La situazione di tutti i laghi lombardi è critica e, potenzialmente ancora di più, quella del Lago Maggiore e del fiume Ticino. La gestione di questi due bacini è regolata da accordi internazionali, che richiedono tempo prezioso per essere rinegoziati. «E' necessario regolare il lago per stoccare il maggior quantitativo possibile di acqua, che poi possa essere rilasciata nel Ticino durante la primavera e l'estate» ha aggiunto Beccalossi.
UN METRO E MEZZO IN PIÙ
Al ministro l’assessore ha chiesto di intervenire ufficialmente con il Governo svizzero e con il Canton Ticino, perché si ridiscutano i livelli del Lago Maggiore, innalzandolo di 1,50 metri sopra lo zero idrometrico.
«Per farlo – ha continuato l'assessore - l'Italia deve mettere sul piatto la situazione critica, che in questo momento contrasta con gli interessi dei gestori delle dighe in Svizzera, che storicamente trattengono l'acqua a monte del Lago Maggiore». Occorre, a suo avviso, andare oltre l’accordo raggiunto nel 2015 per regolare il livello a +1,25 metri. «Ora è necessario fare di più. Non possiamo perdere ulteriore tempo, dato che la situazione è potenzialmente la più grave degli ultimi dieci anni».



