Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

coronavirus

Farmaci e spesa, a Luino consegna a domicilio per persone anziane e sole

Da sabato 14 marzo 2020 servizio gratuito attivato dai Servizi sociali in collaborazione con volontari di Croce Rossa, Protezione Civile e Parrocchia

Da sabato 14 marzo 2020, in considerazione dell'emergenza per il possibile contagio da Coronavirus (Covid-19), in Comune di Luino aperto un servizio telefonico per la consegna di spesa e farmaci al domicilio della popolazione anziana e sola. L'assessora ai servizi sociali Caterina Franzetti ha definito le linee guida con Croce rossa, Protezione civile e Parrocchia.

Le richieste vanno comunicate al numero telefonico 0332-536727, interno 1, dalle ore 8 alle 16, dal lunedì al sabato. Un operatore del servizio sociale raccoglie nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico e richieste di aiuto. Saranno poi i volontari del Comune, in collaborazione con Croce rossa e Protezione civile, a consegnare la spesa e i farmaci a domicilio. «Ringrazio – ha dichiarato l'assessora Franzetti - tutti i volontari più giovani e meno giovani che si sono resi disponibili. Anche questa volta uniti ce la faremo!».

La consegna realizzata dai volontari è gratuita, mentre il costo della spesa e dei farmaci, se non soggetti ad esenzione, sarà a carico esclusivo della persona anziana. Le modalità per effettuare il pagamento della spesa e dei farmaci (se non soggetti a esenzione) verranno concordate telefonicamente con l'operatore del Servizio sociale che risponde alla chiamata.

Cartina di tornasole

Paura e indifferenza, accaparramenti e routine, isolamento e affollamento, euforia e sconforto sono, dal 20 febbraio 2020, il pendolo del coronavirus dapprima in Lombardia e parti di Veneto, Piemonte ed Emilia Roamagna e poi, dall'8 marzo, in tutto lo Stivale. L'Italia improvvisamente si è scoperta, oltre che a rischio malattia, bombardata come l'untore mondiale. A livello globale si è scatenata una campagna isolamento da parte non solo di superpotenze alleate o non alleate, come Usa e Russia, ma anche di aree africane, staterelli balneari, nazioni amiche e confinanti, dalla Nigeria ai paradisi vacanzieri, fino al Regno Unito, la Francia, l'Austria.
Quando poi il contagio ha preso a dilagare anche nel Vecchio e Nuovo Continente, ecco che l'informazione mondiale ha cominciato a correggere il tiro e allora è saltato fuori che il primo caso di coronavirus era stato registrato in Germania, che in Francia o Inghilterra i test non sono massivi come in Italia, che negli Usa, dove la sanità non è gratuita né universale come nel Bel Paese, un tampone costa 3200 dollari a persona. Insomma, i grandi numeri del contagio in Italia erano la risultante dell'ampio scandaglio di indagine e non della preoccupazione del loro impatto economico.
Ora, fino al 3 aprile 2020, salvo ulteriori provvedimenti governativi, l'Italia intera è sotto un coprifuoco antivirus. La vita individuale, familiare, sociale si trova di colpo a parametrarsi su comportamenti, relazioni, regole ancora vive nella memoria postbellica degli ultranziani, ma del tutto ignote e impensabili alle generazioni successive. Non è azzardato pensare che, come avvenuto nell'approccio all'emergenza, esperienze collettive di tale calibro lasceranno qualche segno anche nelle nostre abitudini, private e pubbliche.

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