Edizione n.9 di mercoledì 20 marzo 2019

contenimento

Cinghiali, in Lombardia in cinque anni 384 sinistri stradali e danni all'agricoltura per 1,7 milioni

Insufficiente la caccia di selezione, già da mesi possibile tutto l'anno - «Necessario ampliare l'attività di contenimento finora riservata alla polizia provinciale e, in attività venatoria, ai cacciatori»
cinghiali-foto Provincia Varese

Negli ultimi cinque anni hanno causato in Lombardia danni all'agricoltura per 1,7 milioni di euro di rimborsi e 384 sinistri stradali. La loro presenza imperversa anche in vaste zone non idonee, quali l'intera pianura padana, senza soluzione di continuità, da Pavia, a ovest, fino a Mantova, a est, l'alta pianura e le prime alture di Brianza e Insubria, le Orobie Bergamasche, Sondrio e la Valle Camonica.
Sono alcuni dati resi noti il 5 marzo 2019 dall'assessore regionale all'agricoltura Fabio Rolfi rispondendo in assemblea a una mozione relativa al contrasto a specie animali nocive e invasive, quali nutrie, cinghiali o cormorani. «Il cinghiale – ha sottolineato - è un problema enorme per la sicurezza delle persone, per le coltivazioni e per il ciclo produttivo lombardo».
Per contenere la sua proliferazione, la giunta regionale ha dato nei mesi scorsi la possibilità agli uffici territoriali di autorizzare la caccia di selezione al cinghiale, a partire dalle zone non idonee, per tutto l'anno sull'intero territorio regionale, anche in difformità dei periodi e degli orari stabiliti per legge.
«È un atto forte» ha aggiunto, ma non basta. «È necessario - ha proseguito l'assessore - ampliare l'attività di contenimento finora riservata alla polizia provinciale e, in attività venatoria, ai cacciatori». Di qui «un ulteriore appello a tutti i parlamentari lombardi, affinché si facciano carico di una modifica legislativa nazionale che preveda il riconoscimento formale della figura dell'operatore volontario, ossia un cacciatore adeguatamente formato e abilitato che, in accordo con la Polizia provinciale, possa contribuire ad attuare i piani di contenimento». 

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