Edizione n.7 di mercoledì 14 febbraio 2018

Consorzio Europeo HepaVac

Tumori epatici, vaccino sperimentale anche a Varese

Anche l’Università dell’Insubria partecipa a un progetto europeo avviato nel 2013

C'è anche il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese nella sperimentazione clinica del vaccino IMA970A contro il carcinoma al fegato, messo a punto dal Consorzio Europeo HepaVac composto da tre istituti di ricerca tedeschi, uno spagnolo, uno francese, uno inglese, uno belga e coordinato dall’Istituto Tumori Pascale di Napoli. Alla fase operativa, iniziata il 29 gennaio 2018, partecipa il Laboratorio di patologia generale e immunologia diretto dal professor Roberto Accolla.
Il Progetto HepaVac è il primo progetto europeo che utilizzi un cocktail di antigeni tumorali specificamente isolati dai tumori epatici e non presenti né nelle cellule normali del fegato né in altri tumori. Iniziato alla fine del 2013, è arrivato alla sperimentazione clinica in poco più di tre anni. La sua filosofia è cercare di attivare le difese immunitarie dell’individuo portatore di tumore, costruendo un vaccino i cui componenti siano antigeni isolati direttamente dalle cellule tumorali.

PROCEDIMENTO
Il complesso procedimento di purificazione si basa in buona parte sulle scoperte fatte in questi anni anche dal gruppo del professor Accolla.
«Il carcinoma del fegato - spiega Accolla - è un tumore particolarmente aggressivo la cui patogenesi è molteplice. In particolare, infezioni croniche da virus dell’epatite B e dell’epatite C, cosi come l’alcolismo cronico possono portare all’insorgenza dell’epatocarcinoma. L’incidenza di questo tumore si colloca al sesto posto nel mondo tra tutti i tumori maligni, ma in maniera molto preoccupante addirittura al secondo posto come mortalità. L’alto indice di mortalità è dovuto al fatto che spesso le diagnosi vengono fatte in fase avanzata della malattia per la quale esistono insufficienti opzioni terapeutiche».
SPERIMENTAZIONE TRA VARESE E VERONA
La sperimentazione clinica di fase I/II del vaccino, per quanto riguarda l'ateneo varesino, sarà fatta in collaborazione con l’Ospedale Sacro Cuore di Negrar-Verona. Obiettivo primario sarà stabilire sicurezza e tollerabilità del vaccino e la sua capacità di indurre una risposta immunitaria in pazienti con tumori del fegato in fase precoce e intermedia, dopo che tali pazienti siano stati trattati con le procedure standard attuali di terapia e che siano in una fase di remissione clinica.
«L’obiettivo secondario – precisa Accolla - sarà quello di stabilire, e tutti lo speriamo, se il trattamento vaccinico sia in grado di rallentare la progressione di malattia e aumentare l’indice di sopravvivenza». 

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