Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Confartigianato Imprese

Moda, dai 'falsi' danno di 9,9 miliardi l'anno per l'impresa italiana

Secondo Confartigianato Piemonte la contraffazione ruba 88.500 posti di lavoro

La moda italiana è a giudizio (quasi) generale la più bella del mondo e è anche la più copiata. La contraffazione aggredisce le imprese del settore e sottrae loro una cifra esorbitante, 9,9 miliardi l’anno per mancate vendite. I danni sono enormi dunque e si riflettono direttamente sull’occupazione, impedendo alle imprese di creare 88.500 posti di lavoro.
Ad approfondire il tema è Confartigianato Imprese Piemonte. «I falsi – sottolinea il presidente Giorgio Felici - colpiscono uno dei settori più vitali del made in Italy e ad altissima vocazione artigiana. Nel fashion operano in Piemonte 5.049 imprese artigiane, posizione al sesto posto della classifica regionale. La contraffazione, l’abusivismo, il lavoro nero sono tante facce di un fenomeno che mina l’economia, i consumatori e gli artigiani. Maggiormente colpiti da questo fenomeno sono i settori  dell’abbigliamento e dei gioielli. Tutto questo non significa solo minor reddito per gli imprenditori onesti ma anche migliaia di posti di lavoro in meno per i nostri giovani».
Secondo la rilevazione di Confartigianato, a livello mondiale i falsi nel settore della moda valgono 66,3 miliardi di euro e rappresentano il 32% di tutte le merci contraffatte.
L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, per maggior danno alle imprese da violazione dei diritti di proprietà intellettuale derivante dalla contraffazione. Tra il 2008 e il 2016, il 64% dei sequestri eseguiti in Italia ha riguardato proprio merci del settore moda, per un valore di 3,3 miliardi.
Cina, Turchia e Tailandia sono le nazioni da cui proviene la maggior parte delle merci taroccate della moda destinate al mercato europeo. Esse transitano soprattutto a Hong Kong, Singapore e Iran. Dalla Cina, in particolare, arriva il 41,8% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea nel 2015.
Ma il mercato del falso alimenta sommerso e attività illegali anche in Italia. Quello della moda è infatti il settore manifatturiero con il maggior tasso di irregolarità, pari all’11,1%, dell’occupazione del settore.
Il commercio online ha contribuito ad espandere il fenomeno dei falsi. In cinque anni nell’Unione europea è aumentato dal 5,7% a quasi il 23% il valore dei sequestri di merce contraffatta spediti per posta e corriere espresso.
Elementi positivi tuttavia esistono. Nel 2017 le aziende italiane della moda vedono una crescita del 2,9% del fatturato e contribuiscono a mantenere in attivo la bilancia commerciale. Lo scorso anno l’export italiano aveva totalizzato 61 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al 2015.
La tenuta sui mercati esteri è accompagnata da una ripresa dei consumi interni. La spesa degli italiani in abbigliamento e calzature è aumentata dello 0,4% tra il 2015 e il 2016, attestandosi ad una media per famiglia di 118 euro mensili per abbigliamento e calzature.

Verbania, per otto giovani avvenire all'insegna della tradizione

Consegnati ai “futuri falegnami” gli attestati di tirocini formativi
Vco, futuri falegnami

Amano, al pari di tutti i coetanei, tecnologia e internet. Sono senza dubbio legati alle radici del territorio e pertanto sicuramente orgogliosi delle locali cave di marmo. Ma, per loro, profumo, colore e multiformità del legno hanno un fascino irresistibile e la scelta del futuro si è orientata in quella direzione.
Sono gli otto "futuri falegnami" Jared Chiesa, Federico Giovanni Gallotto, Alberto Valsesia, Christian Siddi, Ciro Volpe, Alessandro Gallazzi, Paride Giampapa, Marcello Boieri, che lunedì 7 aprile hanno ottenuto l’attestato di fine tirocinio. Hanno partecipato al progetto Bottega di mestiere settore legno, promosso nel Novarese da dieci aziende del settore legno del sistema Confartigianato attraverso il programma AMVA (Attività e mestieri a vocazione artigianale) di Italia Lavoro. Presenti alla consegna, per Italia Lavoro, la tutor della Bottega, Catia Pernigotto.
Le imprese sono: Castano Srl di Galliate; Piaterra Angelo di Nebbiuno; Andrea Valazza di Boca; Falegnameria Vandoni di Novara; Salsa Fernando di Bellinzago Novarese; Pirali Serramenti In Legno di Armeno; Baroni Roberto di Armeno; Delfino Bonetti di Casalvolone; Bertolo Paolo di Novara; Benecchi Srl di Galliate. «Come imprese partecipanti al progetto» - ha commentato Roberto Ceffa, delegato della sezione Legno di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e capofila del progetto - «siamo soddisfatti dell’esito di questo secondo ciclo di tirocini. A breve partirà il terzo e ultimo ciclo con dieci ragazzi». 

Verbania, centri revisione, seminario MCTCNet2

A poche settimane dall’avvio del nuovo protocollo di comunicazione MCTCNet2 in uso ai centri di revisione, Confartigianato Imprese Piemonte Orientale organizza un seminario sul nuovo protocollo di comunicazione MCTCNet2.
L’incontro si terrà sabato 13 settembre dalle 14,30 alle 17,30, in sede Confartigianato di Verbania.
Durante l’incontro saranno illustrate le principali novità introdotte dalla normativa che entrerà in vigore il 1° novembre 2014. Inoltre sarà l’occasione per operare un confronto operativo tra le officine autorizzate e i produttori di software e attrezzature. 

VCO, trasporto pubblico non di linea sul Verbano, licenze e navigazione oltre confine

La contrarietà di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

Confartigianato Imprese Piemonte Orientale ha nei giorni scorsi emesso una nota in cui esprime la propria contrarietà verso gli effetti della Convenzione che affida alla sola Navigazione lago Maggiore la possibilità di trasportare passeggeri oltre confine, verso la Svizzera. La scelta – motiva l'associazione – penalizza le imprese che regolarmente esercitano sul lago l’attività di trasporto pubblico non di linea. «Queste imprese - spiega il direttore Amleto Impaloni - hanno fatto investimenti in mezzi per offrire alla clientela un servizio accurato e professionale; la limitazione di esercitare il proprio lavoro è ritenuta da Confartigianato un danno alla libertà di impresa e a soggetti che lavorano, pagano le tasse e sono in regola con autorizzazioni e licenze».
A oggi le imprese che esercitano il trasporto pubblico non di linea sul lago Maggiore sono una sessantina. «La limitazione che ha effetto dal primo luglio è ancor più grave considerato l’avvio della stagione turistica, attesa dalle imprese del settore come momento importante per fare fronte a una crisi gravissima che anche nel Verbano Cusio Ossola sta facendo sentire da troppo tempo i propri effetti», continua Impaloni.

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