Edizione n.4 di mercoledì 1 febbraio 2023

chirurgia della mano Asst Sette Laghi

Varese, riattaccato braccio a un giovane dopo incidente

Era rimasto amputato in un incidente stradale
Varese, chirurgia mano equipe Asst 7laghi

Il braccio amputato di un giovane coinvolto in un incidente stradale è salvo e, quanto al suo funzionamento, nuovi segnali incoraggiano la speranza. L'annuncio del buon esito di un delicato e complesso intervento è stato dato dal responsabile della Microchirurgia e chirurgia della mano di Asst Sette Laghi di Varese Alessandro Fagetti,
Il braccio era rimasto strappato all'incirca a metà dell'omero, completamente staccato dal corpo ad eccezione di alcuni nervi rimasti continui. Al pronto soccorso dell'ospedale varesino la vittima viene accolta da un trauma team a misura del caso, composto non solo dal nucleo base di medico urgentista, anestesista rianimatore e chirurgo d'urgenza, ma anche da uno specialista della struttura di Microchirurgia e chirurgia della mano.
REIMPIANTO
I traumi cranico e toracico del paziente, pur di severa entità, non richiedono un intervento e così un'équipe chirurgica mista si prepara ad operare il braccio. La tempestività è determinante e l'intervento deve iniziare nel giro di quattro ore al massimo.
A tentare di salvare l'arto, 'reimpiantandolo' e rendendolo di nuovo funzionante, entrano in sala operatoria con il dottor Fagetti la sua collaboratrice Anna Brandolini, il chirurgo vascolare Nicola Rivolta e l'anestesista Simone Binda, del servizio guidato da Alessandro Bacuzzi. Dopo un'operazione di oltre sei ore, il paziente, considerati anche gli altri traumi, viene affidato alle cure della terapia intensiva del professor Luca Cabrini.
RICOSTRUZIONE
Dopo i primi giorni postoperatori la buona riuscita dell'operazione incoraggia a procedere anche alla ricostruzione della copertura cutanea. L'équipe questa volta è composta da Fagetti con il suo collaboratore Julien Teodori, dal dottore Federico Tamborini, uno degli specialisti della Chirurgia plastica guidata dal professor Luigi Valdatta, e dall'anestesista Mara Saporiti, sempre della squadra di Alessandro Bacuzzi.
Dalla coscia del paziente viene prelevato un lembo di pelle con relativa vascolarizzazione e posto a copertura del difetto cutaneo sul braccio, procedendo poi alla sua rivascolarizzazione. In tutto, il secondo intervento è durato quattro ore.
Nei giorni seguenti non emergono complicanze e il giovane viene risvegliato e trasferito in un reparto di degenza ordinaria. «Ci vuole ancora tempo, e poi ci vorrà della riabilitazione» ha spiegato Fagetti. «Ma ogni giorno è una conquista, ogni giorno le probabilità di successo, di quello pieno e completo intendo, aumentano».
Nella foto: l'équipe di Microchirurgia e chirurgia della mano (Asst Sette Laghi). 

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