Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

castagne

Varese, tornano le castagne sotto il Sacro Monte

Il parassita cinipide sconfitto dall’insetto antagonista torimide
castagno Campo dei Fiori

Un altro successo della lotta biologica nel campo dell’agricoltura. A Varese il cinipide, parassita asiatico flagello dei castagneti, è stato debellato dal torimide, un insetto antagonista e, sotto il Sacro Monte, «i castanicoltori sono ritornati a vedere la luce dopo circa un lustro di buio». A rivelarlo è il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Sotto il Sacro Monte gli ettari dedicati alle castagne sono venticinque e il cinipide ha infestato i boschi «con particolare ferocia». «Per colpa del parassita asiatico nei boschi del nord della nostra provincia, ha precisato Fiori, di castagne se ne sono raccolte ben poche. Oggi, invece, il problema sembra in via di risoluzione, grazie anche ai risultati della lotta biologica che abbiamo saputo mettere in atto».

Il torimide è un insetto, anche lui orientale, antagonista del cinipide. Distrugge le uova del cinipide e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre. «A causa del cinipide, erano sette anni che praticamente raccoglievamo poco o nulla — racconta Giacomo Piccinelli, giovane agricoltore ventitreenne con un castagneto di due ettari a Brinzio — Quest’anno, invece, le castagne nel Brinzio sembrano essere ufficialmente tornate». Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi, che, sottolinea Coldiretti, in Lombardia negli ultimi dieci anni sono passati dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali.
La castagna, “il pane dei poveri” d’un tempo, è per la montagna, come ricorda la Coldiretti, quello che la zucca è per la pianura: un frutto della terra che può essere usato in mille modi: dagli gnocchi ai dolci, dalla polenta alle confetture. Il miele di castagno è indicato per le infiammazioni della bocca e della gola. Dal punto di vista nutrizionale, la castagna, oltre a essere una riserva naturale di energia in vista dei freddi invernali, possiede anche sali minerali, ferro, vitamina B, fosforo e acido folico. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione per adesso oscillano, secondo la varietà, fra i 5 e gli 8 euro al chilo. 

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