Edizione n.7 di mercoledì 26 febbraio 2020

Caravate

Valcuvia, percorso archeologico tra Cittiglio, Caravate e Azzio

Il progetto dell'Università dell'Insubria tra i progetti Emblematici provinciali 2019 sostenuti da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto
Osteoarcheologia Valcuvia, foto Università dell'Insubria

In Valcuvia l’Università dell’Insubria realizzerà tra Cittiglio, Caravate e Azzio un percorso archeologico, che valorizzerà siti ancor oggi sconosciuti ma dallo straordinario potenziale storico e artistico. Il progetto è tra i quattro destinatari dei 430mila euro messi a disposizione da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, presiedute rispettivamente da Giovanni Fosti e Maurizio Ampollini, come primi contributi Emblematici Provinciali 2019.
I fondi sono stati ripartiti tra Insubria (128mila euro), Ente Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate per lo sviluppo sostenibile (80mila euro), cooperativa sociale Mirabilia Dei per la costruzione a Inarzo di un capannone di lavorazioni elettromeccaniche e un laboratorio gastronomico di prodotti a chilometro zero (140mila euro), parrocchia di San Vittore Martire di Arcisate per valorizzare la basilica (82mila euro).

Il percorso archeologico in Valcuvia è stato ideato dal Centro di ricerca in Osteoarcheologia e paleopatologia dell’Insubria, diretto da Ilaria Gorini e coordinato da Marta Licata, nell’ambito del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita, che fa capo a Luigi Valdatta. «Saranno valorizzati – ha spiegato Marta Licata, tecnico scientifico oltre che docente di Archeobiologia - i luoghi minori del culto e le antiche aree cimiteriali. Lo studio dei resti ossei è uno dei pochi campi di indagine utili a chiarire la realtà delle antiche popolazioni, la loro demografia, le loro abitudini e le loro malattie».
Il Centro di ricerca propone, da anni, piani di scavo, recupero, restauro, studio e musealizzazione sul territorio insubre e conduce le proprie indagini con le metodologie della scienza biomedica in collaborazione con la cattedra di Archeologia, Storia dell’arte e topografia dall’alto Medioevo all’Età moderna del professor Andrea Spiriti. Laboratori di bioarcheologia, antropologia e paleopatologia vengono allestiti direttamente sui luoghi dei ritrovamenti con la partecipazione di studenti di Medicina, Biotecnologie, Scienze motorie e Scienze della comunicazione.

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