Edizione n.45 di mercoledì 22 novembre 2017

Carabinieri

Brinzio, l'Arma bicentenaria rende omaggio al generale Galvaligi, Partigiano Combattente

Quest’anno alla cerimonia hanno partecipato i più alti vertici dell’Istituzione
Brinzio, l'Arma bicentenaria rende omaggio al generale Galvaligi, Partigiano Combattente

Era nato a Solbiate Arno l’11 ottobre 1920, fu assassinato a Roma il 31 dicembre del 1980 dalle Brigate Rosse, riposa nel cimitero di Brinzio (Varese). A lui e alla sua famiglia l’Arma dei carabinieri e la comunità del piccolo centro dell’alto varesotto hanno rinnovato la riconoscente gratitudine per il suo sacrificio.
A Brinzio il generale di brigata Enrico Riziero Galvaligi, il 22 dicembre, è stato ricordato con una cerimonia esaltata, quest’anno, dalla ricorrenza del bicentenario della Benemerita. In terra varesina i più alti vertici dell’istituzione, in coincidenza con le celebrazioni dello storico anniversario, hanno voluto rendere omaggio ai decorati di medaglia d’oro al valor militare, valor civile, valore dell’arma dei carabinieri e al merito civile.
Nella chiesa dei santi Pietro e Paolo il comandante interregionale “Pastrengo”, generale di corpo d’armata Vincenzo Coppola, ha commemorato Galvaligi evidenziando non solo le doti di “fedeltà alle Istituzioni” e “spirito di sacrificio”, ma anche le gesta dell’ufficiale distintosi particolarmente anche durante l’occupazione nazista. Al termine della messa di suffragio ha consegnato un attestato simbolico di riconoscenza al figlio di Galvaligi, Paolo, che sulle orme del padre è anch’egli un ufficiale dei carabinieri.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il comandante della Legione Carabinieri “Lombardia”, generale di brigata Ciro D’Angelo, il comandante provinciale dei carabinieri di Varese, colonnello Alessandro de Angelis, e il sindaco di Brinzio, Sergio Vanini.
Sono poi seguite le celebrazioni di carattere militare e, a cura della sezione “Generale Galvaligi” dell’Associazione nazionale carabinieri di Brinzio, la deposizione di una corona d’alloro sul monumento realizzato il 1° dicembre 1982 dallo scultore Ernesto Ornati di fianco alla chiesa parrocchiale. Successivamente al cimitero è stato reso omaggio alla tomba di Galvaligi con una composizione floreale e gli onori militari da parte di un picchetto dei militari della Compagnia di Luino.
Il 14 maggio 1982 Galvaligi fu insignito di medaglia d’oro al valore civile alla memoria. 

PARTIGIANO COMBATTENTE NEL VARESOTTO
Chi era questo ufficiale “nemico” delle Brigate Rosse? Ecco alcune note tratte dalla scheda biografica diffusa dall’Arma:
«…Nell’ottobre del 1943, per essersi rifiutato di eseguire un ordine del comando tedesco di Gorizia, fu arrestato dai servizi di sicurezza germanici (SD) e rinchiuso nel carcere Coroneo di Trieste.
Nel febbraio del 1944 fu processato e condannato all’ergastolo, pena da scontare in Germania.
Riuscito a fuggire dalla detenzione, con alcuni commilitoni, raggiunse clandestinamente le montagne del varesotto, sua terra di origine, ove rimase alla macchia fino al 25 Aprile 1945, allorché riprese regolare servizio.
Durante tale periodo, ricercato dalla polizia tedesca, dalle brigate nere e dalla G.N.R., quale latitante, organizzò, assumendone il comando, una banda di partigiani che svolse continua attività di sabotaggio di apprestamenti militari e linee di comunicazione nella zona di Campo dei Fiori-confine svizzero di Ponte Tresa. Per tale attività fu insignito di una Croce al merito di guerra, del distintivo di Volontario della Libertà, della qualifica di Partigiano Combattente e di due campagne di guerra partigiana…».

Laveno Mombello, l’Arma ricorda il carabiniere Giorgio Vanoli

A Laveno Mombello, mercoledì 29 ottobre, l’Arma ha ricordato il carabiniere scelto Medaglia d’oro al merito civile Giorgio Vanoli. Morì a Varese il 6 giugno 1993 nel corso di un inseguimento di malviventi ed è stato insignito di medaglia d’oro al merito civile il 18 febbraio 2009.
Cornice della celebrazione, svoltasi nella chiesa Santa Maria in Cà Deserta, erano il bicentenario di fondazione dell’Arma e le Giornate commemorative dei decorati. Erano presenti il comandante della Legione Carabinieri Lombardia, generale di brigata Ciro D’Angelo, il comandante provinciale carabinieri di Varese, colonnello Alessandro De Angelis, il maggiore Gianluigi Bevacqua del comando provinciale, il comandante della compagnia carabinieri di Luino, capitano Francesco Spera, il sindaco di Laveno Mombello Graziella Giacon, la vedova Cristina Ragazzi, la sorella Manuela Vanoli e altri familiari del decorato, oltre a una rappresentanza di colleghi, autorità locali e rappresentanti delle associazioni nazionali carabinieri di Luino, Ponte Tresa, Castelveccana e Cuvio.
Al termine della messa, concelebrata dal cappellano militare Severino Mottironi e dal parroco Don Carlo Manfredi, è stata consegnata alla vedova del carabiniere, detentrice della medaglia, un’attestazione di riconoscenza da parte del generale Ciro D’Angelo. La cerimonia si è poi conclusa con il trasferimento nell’annesso cimitero, ove è stato deposto un mazzo di fiori sulla tomba del decorato e resi gli onori da un picchetto di carabinieri.
Il carabiniere scelto Giorgio Vanoli morì a Varese il 6 giugno 1993 durante un inseguimento. Così l’Arma rese omaggio al suo sacrificio: «Componente di pattuglia automontata, nel corso di un servizio perlustrativo, intercettava due malviventi che, dopo aver perpetrato un furto, si erano dati a precipitosa fuga. Con spiccato senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, effettuava un prolungato inseguimento, evitando le reiterate e rischiose manovre evasive dei fuggitivi, i quali provocavano un sinistro stradale che causava il decesso del militare. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere portato fino all'estremo sacrificio. 6 giugno 1993 – Varese».  

A Luino Giorno della Memoria nel ricordo di Salvo D’acquisto e Enrico Sibona

Al Teatro Sociale saranno presenti alla celebrazione anche familiari dei due eroi

Sono passati duecento anni da quando Vittorio Emanuele I di Savoia fondò l’Arma dei Carabinieri, per fornire anche al Regno di Sardegna un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I Carabinieri hanno vissuto da protagonisti tutti gli eventi storici che hanno caratterizzato la vita del regno sabaudo prima e del Regno d’Italia e della Repubblica Italiana successivamente.
L’Arma, durante i molteplici mutamenti del nostro Paese, si è sempre accreditata come insostituibile presidio della pubblica e privata sicurezza. In momenti particolarmente drammatici, come durante la lotta di liberazione nazionale, ha continuato a seguire percorsi di fedeltà e di servizio alla collettività, ispirati a valori quali l’onestà, l’impegno sociale e civile, il senso del dovere, la disciplina e la tenacia, il senso di giustizia. E sarà proprio in occasione della Giornata della Memoria, in programma a Luino nella mattinata di martedì 18 febbraio nel Teatro Sociale, che verrà ricordata una pagina gloriosa della sua storia: il sacrificio del giovane vice brigadiere Salvo D’Acquisto e la vicenda del maresciallo Enrico Sibona. 

IL SACRIFICIO DI SALVO D'ACQUISTO…
Come è noto, nel settembre 1943, Salvo, pur essendo totalmente estraneo ai fatti, si autoaccusò come responsabile di un presunto attentato per il quale era stata minacciata una rappresaglia da parte dei tedeschi, contro ventidue cittadini inermi, scelti a caso tra la popolazione di Torrimpietra. Gli ostaggi, che erano stati costretti a scavarsi una fossa comune, alcuni con le pale, altri a mani nude, furono immediatamente liberati e Salvo fu barbaramente ucciso.
…e di ENRICO SIBONA
Il maresciallo Enrico Sibona fu comandante della Stazione dei Carabinieri di Maccagno dal 1939 al 1946. Durante la sua permanenza in paese, si adoperò per salvare la vita ad alcuni ebrei dalla persecuzione nazifascista e, tra loro, a Guido Lopez e Bianca Lopez Nunes.
Entrambi, giovani poco più che ventenni, erano sfollati da Milano, sulle rive del Lago Maggiore, per sottrarsi ad una ormai prevedibile cattura a seguito di un inasprimento delle leggi razziali, promulgate dal regime fin dal 1938.  Il maresciallo Sibona, obbedendo alla sua coscienza, anziché a leggi ingiuste e criminali, permise loro di mettersi in salvo. Scoperto dalle milizie fasciste, fu arrestato e deportato nei campi di concentramento in Germania e Cecoslovacchia. Lo Stato di Israele riconobbe la figura eroica di Enrico Sibona che, con provvedimento del 4 ottobre 1992, fu insignito da Yad Vashem del titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
CELEBRAZIONE
Durante la mattinata, alla quale parteciperanno gli studenti delle scuole luinesi, saranno presenti Alessandro D’Acquisto, fratello di Salvo, i figli del maresciallo Sibona e il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Alessandro De Angelis. Al termine il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, affiancato dal sindaco Andrea Pellicini, consegnerà le medaglie d’onore agli ex deportati o alle loro famiglie.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Luino con la collaborazione della locale stazione dei Carabinieri, dell’ANPI e dell’Associazione Alpini.
Emilio Rossi 

Giornata della Memoria, Luino ha reso omaggio a due eroi della convivenza umana

Ospiti d'onore il fratello di Salvo D'Acquisto e il figlio del maresciallo Enrico Sibona

Al Teatro Sociale, martedì 18 febbraio, la celebrazione della Giornata della Memoria ha rinnovato un momento di grande riflessione tra generazioni e arricchito la convivenza civile di un ulteriore contributo di umanità.
La manifestazione, organizzata dalla commissione della Biblioteca Civica diretta dal professore Emilio Rossi, è stata supportata dalla locale stazione dei Carabinieri con il capitano Giuseppe D’Aveni e il comandante maresciallo Stefano Castellano, dalla Sezione Alpini di Luino per interessamento di Alberto Boldrini e del presidente Lorenzo Cordiglia, e dall’ANPI Luino, di cui è presidente Remo Passera, con la collaborazione di Francesca Boldrini.
La cerimonia ha avuto due ospiti d’eccezione - il fratello di Salvo D’Acquisto, Alessandro, e il figlio del maresciallo Enrico Sibona, Bruno - ed è stata introdotta da una riflessione di Rossi sulla Memoria.

CHE COS’E’ LA MEMORIA?
«La Memoria - ha detto Rossi - è il filo di Arianna che ci tiriamo dietro lungo la nostra controversa storia, che ci permette di tornare indietro e ritrovare il bivio dove abbiamo sbagliato e che ci condurrà, insieme ed uniti, all’uscita del labirinto verso un’umanità migliore.
«LA MEMORIA è una sfida, anche se talvolta fa male ricordare; anche se preferiremmo dire che i grandi errori della Storia non sono mai esistiti, costruendoci un’altra ipotetica umanità che è sempre stata buona. Una realtà che ha l’unico difetto di non essere mai esistita. Infatti il ricordo di ciò che è stato, seppur pesante e tremendo, ci stimola ad essere migliori, il ricordo degli errori è un ottimo monito a non ripeterli, soprattutto se hanno portato a orrori inimmaginabili come i genocidi.
«Quest’anno in occasione del Giorno della Memoria ricorderemo il bicentenario della nascita dell’Arma dei Carabinieri ed il contributo da essa fornito nella difesa dei cittadini inermi e nel perseguimento della giustizia, ispirandosi a valori quali l’onestà, l’impegno sociale e civile, il senso del dovere, la disciplina e la tenacia».

TESTIMONIANZE DEI FAMILIARI DI DUE EROI
Rossi ha quindi ricordato la figura del giovane vicebrigadiere dei Carabinieri SALVO D’ACQUISTO, che, nel settembre 1943, si sacrificò per salvare 22 ostaggi scelti a caso tra la popolazione di Torrimpietra per rappresaglia di un presunto attentato contro i tedeschi. Ha ricordato anche la figura di ENRICO SIBONA, comandante della stazione dei Carabinieri di Maccagno dal 1939 al 1946. Il sottufficiale, durante la sua permanenza in paese, si adoperò per salvare la vita ad alcuni ebrei dalla persecuzione nazifascista e, tra loro, a Guido Lopez e Bianca Lopez Nunes.

Dopo il saluto del sindaco di Luino Andrea Pellicini, il colonnello Alessandro De Angelis, comandante provinciale dei Carabinieri, ha introdotto alla proiezione dell’epilogo del film "Salvo D’Acquisto", interpretato nel 1975 da Massimo Ranieri con la regia di Romolo Guerrieri. Al termine, è seguita un'intervista di Rossi ad Alessandro D'Acquisto.
Anche per Sibona è stato proiettato un breve documentario del 27 gennaio 2017, tratto dal conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Maccagno, e, al termine, è seguita un'intervista di Fabio Passera al figlio di Sibona, Bruno.
Il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, ha consegnato le medaglie agli ex deportati o alle loro famiglie. Ercole Rastelli ha letto, di volta in volta, le motivazioni desunte dalle informazioni raccolte nel questionario inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per  i Reduci Alpini, dalle loro testimonianze registrate nel libro Quelli che son tornati..., pubblicato dalla  Sezione Alpini di Luino nel 2010.

ELENCO DEI MILITARI INTERNATI INSIGNITI VIVENTI:
ABBIATI CARLO, Arcisate;
COCLITE Orazio, Masciago Primo;
GALLI Renzo, Cunardo.

ELENCO DEI MILITARI INTERNATI INSIGNITI ALLA MEMORIA E RESIDENZA FAMILIARI:
AGNETTI Giovanni (figlio; Porto Valtravaglia);
CALORI Luigi Piero (coniuge; Duno);
DAMIA Giuseppe (nipote; Rancio Valcuvia);
FAVERI Mario (figlia; Viggiù);
FERRARI Giuseppe (figlia; Mesenzana);
FERRARI Mario (nipote, Mesenzana);
GENTILINI Ignazio (figlia; Porto Valtravaglia);
MERONI Luigi (coniuge; Cunardo);
PAVESI Silverio (figlia; Luino);
RIZZARDINI Bruno (coniuge; Dumenza);
VALLEGIOLI Francesco (moglie; Brezzo di Bedero). 

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