Edizione n.38 di mercoledì 13 novembre 2019

Biella

Produzione casearia e artigianato, Bergamo e Biella «Città creative 2020»

Sono due dei 66 riconoscimenti Unesco assegnati in tutto il mondo

L'Unesco, il 30 ottobre 2019, ha scelto quali "Città creative 2020" Bergamo per la produzione casearia e Biella per l'artigianato. Le città creative sono riconosciute dall'Unesco come «laboratori di idee e pratiche innovative», capaci di costruire «un contributo tangibile al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso pensieri e azioni innovativi».
Bergamo è stata candidata e premiata per il settore caseario, dove vanta nove sulle cinquanta Dop esistenti in Italia, dal Formai de Mut al Taleggio, dal Bitto al Grana Padano, dal Gorgonzola al Quartirolo Lombardo, dal Provolone Valpadana al Salva Cremasco e allo Strachitunt. «Una grande notizia per Bergamo, Sondrio e Lecco» ha commentato il vicepresidente nazionale dell'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem), Alberto Mazzoleni. «Sento un po' questo riconoscimento anche mio – ha aggiunto - per aver collaborato sin dall'inizio a questo sogno e per quanto fatto a favore degli agricoltori e delle imprese montane, a partire dal progetto per la Valle Brembana e i suoi operatori del 2003 della #valledelformaggio realizzato con il Consorzio turistico Vallebrembana.com».
Biella e le sue produzioni d'eccellenza manifatturiere legate al tessile, alla laneria, artigianali e oggi orientate all'innovazione, non sarebbero state le stesse senza le valli, gli uomini dei territori, la cultura e la tradizione dell'allevamento, l'acqua dei torrenti alpini che dava energie per i telai, la forza-lavoro nelle fabbriche accanto ai borghi, la capacità di essere territorio esteso, "industria verticale" secondo la definizione di Aldo Bonomi, distretto operoso nel quale la città non può essere senza le sue valli, e viceversa.
I due - su sessantasei assegnati in tutto il mondo - riconoscimenti sono importantissimi per il nostro Paese. «Confermano - secondo Uncem - il legame imprescindibile delle aree urbane, delle due città, con le valli alpine delle quali sono il fulcro, fondovalle pulsante a garantire armonica crescita e servizi».

Biella Oropa, ritorno dei piemontesi nel mondo

Dall’8 al 15 luglio 2016 appuntamento a racconti, memorie e speranze di ieri e di oggi

A Oropa Biella appuntamento nella seconda settimana di luglio per chi si trova lontano dalla terra natia, per chi non ha mai dimenticato le proprie radici e «per chi non ha mai dimenticato quel legame e quell’affetto reciproco per la Madonna Nera che si porta sempre nel cuore».
Il Santuario di Oropa invita tutti i piemontesi all'estero a fare, nell’anno del Giubileo, «un ritorno a casa». La manifestazione, patrocinata dalla Regione Piemonte e da molti altri enti istituzionali, vuole favorire incontro e scambio di racconti, sapori, aneddoti e far rivivere, con gli occhi del presente, luoghi e storie di un passato tramandato di generazione in generazione e appartenente a tutti i piemontesi, ovunque essi siano.
Si inizierà venerdì 8 luglio per poi proseguire con incontri, concerti, degustazioni e testimonianze che si svolgeranno a Oropa fino a domenica 10 luglio. Da lunedì 11 a venerdì 15 luglio saranno organizzate escursioni in località diverse del Piemonte, in particolare nei musei che si sono occupati di emigrazione.
MOSTRE E MUSEI
A testimonianza dei diversi cammini intrapresi dai milioni di emigrati piemontesi, a Oropa saranno allestite due mostre: la mostra fotografica “Verso terre lontane. Foto d’epoca sull’emigrazione dal Biellese”, a cura del Centro di Documentazione sull’Emigrazione di Donato, e la mostra documentaria “Un cammino verso il mondo: i Gianadda da Curino a Martigny”, a cura del Rotary Club di Valle Mosso, della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, dell’Istituto E. Bona, del Doc.BI e della Fondazione Gianadda.
Nella settimana successiva, dal 11 al 15 luglio, sarà possibile visitare il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo a Frossasco e al Monumento "Ai Piemontesi nel mondo" a San Pietro Val Lemina (Torino), il Museo dello Spazzacamino–Museo Regionale dell’Emigrazione Vigezzina nel Mondo a Santa Maria Maggiore (VB), l’Ecomuseo dell’Alta Valle del Cervo, il Centro di Documentazione sull’emigrazione di Donato, il Museo dell’Emigrante di Roasio, la Fondazione Sella a Biella, la Fabbrica della Ruota (ex Lanificio F.lli Zignone) a Pray, il Ricetto di Candelo, la Città di Biella, altre realtà piemontesi nel Lago Maggiore e nelle Langhe e, chi desideri, potrà fare richiesta per visitare il proprio paese di origine.
ALBERO GENEALOGICO BIELLESE
L’evento di Oropa sarà non solo l’occasione per riscoprire i luoghi e i sapori di casa, ma anche per raccontare e per raccontarsi. Partecipanti e studiosi ricorderanno il tempo in cui il Piemonte era il punto di partenza di chi cercava fortuna altrove. Emigrati di ieri e di oggi potranno confrontarsi sulle diverse prospettive e necessità che li hanno portati a lasciare le proprie case per compiere una scelta di vita in grado di cambiare il proprio destino.
Per gli emigrati di origine biellese in particolare, si darà la possibilità di stabilire contatti per costruire l’albero genealogico della propria famiglia. Gli organizzatori stanno raccogliendo le manifestazioni di interesse per avviare progetti di ricerca e di sviluppo per agevolare la consultazione degli archivi.
Informazioni: Santuario di Oropa (tel. +39 015 25551200; email: linda.angeli@santuariodioropa.it; www.santuariodioropa.it). 

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