Edizione n.25 di mercoledì 15 luglio 2026

Antonia Pozzi

Milano, mostra su Antonia Pozzi fotografa

Allo Spazio Oberdan esposti fino al 6 gennaio 450 fotografie e sei filmini custoditi dal Centro Internazionale Insubrico di Varese
Dalla mostra “Sopra il Nudo Cuore"

Materiali fotografici inediti di Antonia Pozzi (Milano, 1912-1938), una delle più alte voci della poesia novecentesca, saranno esposti, a cura di Giovanna Calvenzi e Ludovica Pellegatta, a Milano nello Spazio Oberdan della Fondazione Cineteca Italiana. Fino al 6 gennaio 2016 si potranno vedere circa 450 immagini realizzate da Antonia nell’amata Pasturo, sulle Dolomiti, e durante i suoi viaggi, a Milano, in città e nei circoli culturali, ma anche nelle zone povere e periferiche, tra i bambini, i mercati e le botteghe degli antichi mestieri.
La mostra “Sopra il Nudo Cuore. Fotografie e film di Antonia Pozzi” è stata realizzata dal Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Regione Lombardia, Comune di Milano, Città metropolitana di Milano.

PIANURA PADANA E “SCUOLA DI MILANO”
Molte delle fotografie, custodite dall’Università degli Studi dell’Insubria a Varese, sono state realizzate dalla Pozzi negli ultimi anni della sua breve vita, quando intendeva documentare i lavori agricoli per scrivere una storia della Pianura Padana, prestando particolare attenzione anche alla presenza femminile e a quella dei bambini.
I visitatori potranno immergersi nel suo mondo, nei suoi ambienti connessi alla “Scuola di Milano” legata al magistero di Antonio Banfi e i suoi migliori allievi (Enzo Paci, Remo Cantoni, Dino Formaggio, Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni), che rivivranno anche grazie a postazioni interattive. Inoltre, la mostra presenterà una selezione dei sei film inediti in formato super8 girati da Antonia e da suo padre.

QUINDICI ARCHIVI
Il Centro Internazionale Insubrico ha voluto organizzare a Milano questa prima grande mostra delle foto inedite di Antonia Pozzi allo scopo di far conoscere al grande pubblico la presenza a Varese dello straordinario archivio della poeta milanese. «L’archivio Pozzi - ha spiegato il direttore scientifico Fabio Minazzi - si intreccia con gli altri quindici archivi conservati e studiati presso il Centro Internazionale Insubrico di Varese.
Allo stato attuale, questo Centro varesino si configura, effettivamente, come uno spazio di ricerca di riferimento nazionale giacché conserva una significativa quantità di rari e preziosi documenti attinenti alla storia della “Scuola di Milano” e di tutte le sue varie vicende, poetiche, filosofiche, storiche e umane».

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA
Accompagnerà la mostra una rassegna cinematografica di sessanta tra documentari, corti e lungometraggi legati alla figura umana e artistica di Antonia Pozzi, con riferimento in particolare alla fotografia, alla poesia e agli anni Trenta.
Tra gli eventi speciali figurano in programma: il recital “L’infinita speranza di un ritorno. Vita e poesie di Antonia Pozzi”, con Elisabetta Vergani e Filippo Fanò; il concerto “Le parole e le musiche dell’educazione sentimentale italiana nel Ventennio”, Con Fulvia Maldini, Giorgio Penotti e Rudi Bargioni; il concerto “Per Antonia”, con le improvvisazioni jazz al pianoforte di Antonio Zambrini sui filmati in 8mm di Antonia Pozzi.
Ulteriori info sul sito web: www.cinetecamilano.it 

Varese, all’Ateneo dell’Insubria la memoria storica di Antonia Pozzi

Biblioteca personale e archivio con quaderni, libri fotografie, lettere raccolti nel Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”
Fabio Minazzi, Graziella Bernabò, suor Onorina Dino, Guido Agostoni
Pagine dall'Archivio

È sorto a Varese nella primavera del 2010 e ha già raccolto migliaia di volumi e una nutrita serie di archivi. Con l’arrivo del Fondo Pozzi, inaugurato il 29 gennaio, il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’ateneo dell'Insubria vanta ora un patrimonio archivistico e bibliotecario, che, secondo il suo direttore scientifico Fabio Minazzi, «assume un profilo di assoluta eccellenza ed unicità in ambito nazionale».
Manoscritti autografi, lettere, quaderni, fotografie e libri di Antonia Pozzi (Milano 1912-1938) sono stati donati dalla Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue di Monza e sistemati nella neonata sede del Centro, inaugurata a fine 2014 nel Collegio Cattaneo, posto dentro il cuore del nuovo Campus di Bizzozero.
Alla presentazione sono intervenuti il rettore dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, il professore Fabio Minazzi, suor Onorina Dino della Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue e archivista storica della Pozzi, la studiosa della Pozzi Graziella Bernabò e il sindaco di Pasturo Guido Agostoni. Durante la cerimonia è stato illustrato il progetto culturale e civile “Adotta un Archivio”, che prevede anche donazioni libere.

POZZI E LA “SCUOLA DI MILANO”
Antonia Pozzi, come ha scritto Fulvio Papi, professore emerito dell’università di Pavia oltre che rinomato studioso della Pozzi, «dopo il ’34-’35, apparteneva, per studi e frequentazioni, a quel gruppo di giovani intelligenze filosofiche, poetiche e letterarie che oggi comunemente chiamiamo appunto Scuola di Milano». La sua origine risale agli anni Trenta del Novecento, quando intellettuali di varia attività si riunirono attorno al magistero del filosofo Antonio Banfi (1886–1957).
L’archivio di Antonia Pozzi comprende tutti i manoscritti autografi, le lettere, i quaderni, la produzione fotografica, unitamente alla sua biblioteca personale. «La Pozzi, ha dichiarato Minazzi, non fu solo una grande poetessa, ma anche una grande fotografa che ha intrecciato queste due sue passioni con il suo amore per la montagna, la natura e gli uomini colti nella quotidianità della loro vita».
La donazione del fondo al Centro Internazionale Insubrico ha una precisa ragione spiegata da Minazzi. «Il Centro, giunto al suo quinto anno di attività, dispone attualmente di circa diecimila volumi e di una quindicina di archivi, la maggior parte dei quali documentano proprio la storia della “scuola di Milano” nella quale si sono formati studiosi, filosofi e poeti come Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni, Antonia Pozzi, Maria Corti, etc.».

ORIGINE DEL CENTRO INSUBRICO
Il Centro Internazionale Insubrico è nato grazie all’acquisizione di due straordinari fondi archivistici: il fondo delle carte autografe di Carlo Cattaneo dall’esilio luganese alla morte, donate dall’avvocato Guido Bersellini di Milano, e il fondo del filosofo pavese Giulio Preti, messo a disposizione da Fabio Minazzi.
Attorno a quest’asse si è aggiunta una serie di archivi concernenti la “Scuola di Milano”. Le acquisizioni spaziano dalle carte dell’Archivio segreto di Antonio Banfi (dal soggiorno berlinese d’inizio secolo fino alla morte) a tutto il Fondo archivistico di un filosofo di levatura europea come il pavese Giulio Preti (1911-1972). L’elenco comprende poi alcune carte inedite di altri eminenti allievi banfiani, come i poeti Vittorio Sereni (1913-1983) e Daria Menicanti (1914-1995), i filosofi Guido Morpurgo-Tagliabue (1907-1997) e Giovanni Vailati (1863-1909), e l’archivio del filosofo vivente Evandro Agazzi.

ARCHIVI E BIBLIOTECHE DEL CENTRO
Questi i principali fondi archivistici e bibliotecari finora pervenuti al Centro varesino:
*Archivio del filosofo e politico Carlo Cattaneo (1801-1869);
*Archivio del filosofo pavese Giulio Preti (1911-1972);
*Archivio segreto del filosofo Antonio Banfi (1886–1957);
*Archivio e Biblioteca della poetessa Antonia Pozzi (1912-1938);
*Biblioteca e Archivio della filosofa Aurelia Monti;
*Biblioteca e Archivio del filosofo Evandro Agazzi;
*Carte inedite del filosofo Giovanni Vailati (1863-1909);
*Carte inedite del poeta luinese Vittorio Sereni (1913-1983);
*Carte inedite del filosofo Guido Morpurgo-Tagliabue;
*Biblioteca ed Archivio del filosofo Bruno Widmar;
*Biblioteca ed Archivio della studiosa di estetica Clementina (Titti) Pozzi;
*Biblioteca del fisico Domenico Tullio Spinella;
*Archivio di cartolettere di vari esponenti della “scuola di Milano” banfiana;
*Biblioteca del filosofo Gabriele Scaramuzza;
*Archivio del filosofo Fulvio Papi;
*Archivio Storico del Territorio del Laghi Varesini.
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Nella foto (da sinistra): Fabio Minazzi, Graziella Bernabò, suor Onorina Dino, Guido Agostoni. 

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