Edizione n.8 di mercoledì 13 marzo 2019

Amici del Piccio

Montegrino, riaprono Presepe di radici e Natività di Fermo Formentini

Nella chiesa di Bosco visite dal 25 dicembre al 6 gennaio
Natività con Magi

A Montegrino (Varese) riaprono il 24 dicembre, nella chiesa parrocchiale dell’Annunciazione a Bosco Valtravaglia, le due sale che ospitano il Presepe di radici e le Natività di Fermo Formentini, l’artista scomparso lo scorso mese di luglio, che resterà sempre presente nella comunità di Bosco attraverso la bellezza e unicità delle sue opere. Il presepe sarà benedetto dal nuovo parroco don Cristian nel corso della cerimonia che si svolgerà a partire dalle ore 17.15 prima della messa di Natale (ore 18) con la partecipazione dei bambini e del Gruppo Musicale Boschese.
I “Sostenitori del presepe” e le “Piccole guide” delle scuole primarie continueranno, come negli scorsi anni, a garantire l’apertura delle sale durante tutto il periodo natalizio, dal 25 dicembre al 6 gennaio, per illustrare ai visitatori il racconto di Fermo, che ha saputo dare nuova vita alle radici raccolte nei boschi, trasformandole in personaggi che animano la notte della Natività. Scriveva Formentini nel suo diario del presepe: «Le radici di carpino, nodose e tormentate, hanno dato vita a personaggi e animali affaticati; quelle di robinia, di castagno, di faggio, di betulla, di abete, meno contorte, a figure più lineari; quelle di edera lisce e di un bel colore chiaro a ponticelli e staccionate, il sambuco svuotato, si è trasformato in pozzi per l’acqua».

NEL 1987 IL PRIMO PICCOLO PRESEPE
Dal 1987, anno della realizzazione di un primo piccolo presepe in radici, Fermo Formentini ha fatto emozionare, con l’originalità dei pezzi da lui individuati e raccolti, migliaia di visitatori, raccontando, in forme uniche e diverse, la storia più bella del mondo.
Nel 1997 il Presepe di radici trovò stabile collocazione nel locale sottostante la sagrestia della chiesa, dove l’artista realizzò, su una superficie di circa sedici metri quadrati, il nuovo allestimento «una accurata scenografia raffigurante un angolo di Palestina di duemila anni fa, popolata da oltre centocinquanta radici simboleggianti personaggi impegnati nei quotidiani lavori di agricoltura e pastorizia o in cammino verso un maestoso ceppo, la capanna della Natività. Radici-statuine che non denotano staticità, ma hanno forme tali da sembrare in movimento o in dialogo tra loro».

LE NATIVITÀ
Nella sala adiacente al presepe sono in mostra anche le “Natività”, donate da Formentini nel 2014 alla parrocchia di Bosco. Ogni pezzo è una piccola opera d’arte creata dalla natura e valorizzata da Fermo, che racchiude nelle sporgenze di un vecchio ceppo, tutti i personaggi fondamentali del presepe tradizionale.
Un tocco di colore aggiunto dall’artista fa emergere le rugosità, che perdono l’aspetto anonimo del legno raccolto nel bosco per trasformarsi, quasi magicamente, nel bue, nell’asino, nella figura di San Giuseppe, in una Madonna seduta o con le braccia aperte verso il cielo, nel piccolo giaciglio che sorregge Gesù Bambino.
Durante il periodo di apertura, sarà proiettato un filmato che racconta per immagini e con le parole di Fermo Formentini la storia della sua “creatura”, dalla raccolta delle radici nei boschi, alla realizzazione dei primi pezzi fino alle attuali composizioni.
Sarà inoltre possibile visitare, nella bella chiesa settecentesca di Bosco, il “Museo d’arte sacra” recentemente realizzato grazie all’intervento dell’associazione culturale Amici di G. Carnovali detto il Piccio. Le tre sale espositive sono aperte dal 25 dicembre al 6 gennaio, dalle 14.30 alle 17.30 . Per visite di gruppi rivolgersi al tel. 0332 508203 - www.ilpiccio.it
Carolina De Vittori  

(altre immagini in Sezione Valli Monti Laghi)

Condividi contenuti