Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

ALICe

Ictus cerebrale, alla Neurologia di Varese anche quattro spiderflash

Sono elettrocardiografi semplificati indossabili, che possono registrare l’elettrocardiogramma per diversi giorni – Li ha donati l'associazione ALICe
ALICE/spiderflash

Permettono di identificare i casi di ictus ad origine cardiaca e di instaurare una terapia specifica di prevenzione di nuovi possibili episodi. Sono i quattro spiderflash donati da ALICe, l'associazione per la
 lotta all'ictus cerebrale, alla struttura di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale di Circolo di Varese. Durante la presentazione, svoltasi il 27 giugno 2019 a Villa Tamagno, tutti gli specialisti coinvolti hanno approfondito come avviene all'Ospedale di Circolo la gestione del paziente colpito da ictus e fornito alcune importanti indicazioni che, se conosciute, possono fare la differenza.
Gli apparecchi spiderflah sono elettrocardiografi semplificati indossabili, che possono registrare l’elettrocardiogramma per diversi giorni, aumentando la probabilità di diagnosticare la presenza di una aritmia che potrebbe avere avuto un ruolo causale nel determinare il pregresso ictus. «Si verifica in tal modo una combinazione particolarmente favorevole di liberare delle risorse (gli elettrocardiogrammi Holter tradizionali), aumentando contemporaneamente la capacità diagnostica e di instaurazione di una corretta prevenzione farmacologia di un possibile nuovo ictus» ha spiegato il direttore della Neurologia varesina Maurizio Versino.
L’ictus cerebrale o stroke è una patologia molto diffusa, solo in Italia si verificano quasi 19mila nuovi casi ogni anno. «L’esito – aggiunge il professor Versino - non è necessariamente infausto, ma può comportare la persistenza di deficit neurologici che riducono l’autonomia del soggetto e la sua qualità di vita». Molto importante è che, in caso di sintomi improvvisi quali, ad esempio, la perdita di forza o l’alterazione della sensibilità ad un arto o a metà del corpo, l’incapacità di parlare o di capire quanto ci viene detto, sia chiamato il 118.

La donazione di ALICe arricchisce l’Ospedale di strumenti che aiutano significativamente la diagnosi. «L'’ictus è una patologia tempo-dipendente» ha precisato il professor Versino. «Spesso i disturbi del ritmo responsabili dell’ictus non sono presenti continuamente, ma solo a tratti (sono parossistici) per cui è necessaria una registrazione prolungata come nel caso dell’ECG secondo Holter. Tuttavia anche questo tipo di registrazione, sebbene duri per 24 ore, può non essere in grado di cogliere una fase di aritmia. Inoltre le apparecchiature Holter hanno un grado di complicazione necessaria per lo studio dei pazienti ‘primariamente’ cardiologici, ma non indispensabile nei pazienti con ictus cardiogeno, ed il loro numero è limitato sia in senso assoluto e soprattutto rispetto della platea dei pazienti che dovrebbero usufruirne». 

Condividi contenuti