Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

aiuti all'Italia per emergenza Covid-19

Aiuti all'Italia dalle Americhe fino all'Asia

Mascherine, posti letto, medicinali, un ospedale da campo, ma anche medici e infermieri da Usa, Cuba, Germania, Russia, Africa e Cina

Forniture a pagamento, ma anche – e soprattutto – donazioni. In campo, Stati e Superpotenze, ma anche organizzazioni filantropiche. Operazioni propagandate, ma anche interventi discreti. Questo il profilo degli aiuti arrivati da Occidente e Oriente all'Italia per l'emergenza sanitaria.
USA
Dagli Usa l'Italia ha ricevuto tre diverse linee di aiuti. Sono un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti via base militare di Ramstein in Germania, un ospedale da campo con apparecchiature tecniche inviato a Cremona dall’organizzazione umanitaria cristiana evangelica Samaritan’s Purse, un milione di euro di insulina destinato dalla Fondazione Eli Lilly agli ospedali italiani.
CUBA
Da L'Avana sono arrivati a Malpensa 52 esperti con esperienza nelle emergenze sanitarie in vari Paesi, alcuni dei quali anche nel confronto con l'epidemia di Ebola nel 2014 in Africa. Sono un capo di brigata, un responsabile della logistica e del coordinamento, 35 medici (23 specialisti in medicina generale integrale, 3 pneumologi, 3 intensivisti, 3 specialisti in malattie infettive e 3 specialisti di emergenza) e 15 infermieri (7 intensivisti e 8 specializzati in emergenze).
GERMANIA
Materiale medico all'Italia è stato donato anche dalla Germania. Via aerea sono arrivate attrezzature per la respirazione e millecinquecento tute protettive.
RUSSIA
Dalla Russia è iniziata la spedizione a Roma di nove jet (ciascuno dal potenziale carico di circa 45 tonnellate tra merci e uomini) con laboratori mobili, medici militari, mezzi speciali. Nella lista anche veicoli speciali e strumenti per la sanificazione dei trasporti e camion con scorte di mascherine, tute protettive e tamponi.
CINA
A Roma e poi a Malpensa sono sbarcate le prime due squadre dei trecento tra medici, infermieri, tecnici di rianimazione ed esperti previsti, oltre a mascherine e altre dotazioni di protezione aggiunte a quelle acquistate dall'Italia.
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Alle prime avvisaglie di pandemia in Italia, immediatamente Austria, Inghilterra, Albania, Turchia e altri Paesi hanno innalzato barriere alle frontiere e bloccato i voli aerei. Nemmeno una settimana dopo, Covid-19 ha cominciato a fare capolino in ogni angolo del mondo e il “modello italiano” ha fatto da apripista nella lotta al virus. La crisi ha toccato anche Russia e India ed ecco da questi Paesi, dalla Turchia e dalla Romania bloccare, come già fatto da altri stati, le esportazioni di mascherine e analoghi dispositivi sanitari.

Le varie strategie politico-commerciali non hanno, tuttavia, mortificato la solidarietà. Dall'Argentina alla Turchia e all'Egitto, dall'India al Sudafrica, s'allarga la rete di donazioni al nostro Paese. Ogni giorno l'elenco s'allunga e, oltre al sostegno sanitario, offre un'incoraggiante speranza su un futuro di più stretta cooperazione tra le nazioni.

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