Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Accoglienza

Varese e provincia, cresce il turismo straniero, soprattutto yankee

Contro 530mila italiani gli stranieri sono 770mila, dei quali 11% statunitensi e 8,5% cinesi
imbarcadero di Luino dal lungolago

Sono soprattutto stranieri, 770mila contro 530mila italiani, i turisti in terra dei laghi. E, in cima, gli statunitensi. Rappresentano l’11% degli arrivi dall'estero, seguiti da quelli dalla Cina (8,5%), da Svizzera e Liechtenstein (complessivamente 5,5%) e infine dal Giappone (2,6%)..Questa una stima della Coldiretti Varese.
A Varese i connazionali arrivano soprattutto dalla Lombardia, poi dal Piemonte, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Lazio. Negli ultimi sei anni gli arrivi degli italiani sono aumentati del 15,5%, mentre quelli degli stranieri del 41,7%. «In un quadro di crescita c’è però ancora molto da fare» osserva Massimo Grignani, presidente degli agriturismi di Coldiretti Terranostra. «Il nostro territorio presenta bellezze ancora poco conosciute che andrebbero valorizzate, per permettere alle strutture di accoglienza di avere una maggiore propulsione economica».
Secondo Coldiretti Varese, alberghi, agriturismi, bed&breakfast, case vacanze e campeggi nelle due settimane centrali di agosto sono pieni, in media, solo per il 61% delle loro camere. La tendenza si evidenzierebbe sia nelle zone concentrate attorno ai laghi, e quindi più a vocazione turistica, sia in quelle più interne. In questo quadro il settore agrituristico reggerebbe grazie a un’offerta di alloggio e ristorazione qualificata con servizi innovativi, come equitazione, tiro con l'arco e trekking, o attività culturali, come visita di percorsi artistici o naturalistici e anche corsi di cucina e wellness.

Varese, in cantiere La Casa del Sorriso

Vicino all’Ospedale Del Ponte, entro un anno, piccoli pazienti e familiari avranno a disposizione dieci appartamenti arredati durante i periodi di terapie, visite e interventi – La spesa di 600mila euro per la ristrutturazione di un edificio sarà coperta da Fondazione Cariplo e Il Ponte del Sorriso Onlus
presentazione progetto di Housing sociale

A Varese, entro la prima metà del 2016, le famiglie dei piccoli pazienti dell’Ospedale Filippo Del Ponte troveranno il servizio di housing sociale La Casa del Sorriso. Vi troveranno sollievo donne e bambini che dovranno ricoverarsi o sottoporsi a lunghe terapie o a numerose visite ed esami e per i quali risulti una scelta quasi obbligata trasferirsi nelle vicinanze dell’ospedale.
L’Azienda ospedaliera di Varese ha offerto in comodato d’uso gratuito al Ponte del Sorriso Onlus uno stabile in via Lazio, a poche centinaia di metri dall’Ospedale Del Ponte. Il progetto, siglato il 24 marzo, prevede un investimento di 600mila euro per metà coperta dalla Fondazione Cariplo e per l’altra metà dalla raccolta fondi che condurrà Il Ponte del Sorriso Onlus.
OGNI ANNO 1200 FAMIGLIE
Circa 1.200 famiglie, ogni anno, arrivano da fuori provincia e da fuori regione all’Ospedale Filippo Del Ponte di Varese per prestazioni sanitarie. Questi numeri sono destinati a salire quando entrerà in funzione il nuovo polo materno-infantile e saranno ampliate le attività del presidio. Tra un anno le famiglie potranno trovare alloggio nell’edificio di via Lazio, che sarà ristrutturato in dieci appartamenti arredati. A occuparsi del nuovo servizio sarà la fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus, che lo gestirà attraverso personale dedicato come fosse un residence.
UN “LUOGO DI ACCOGLIENZA”
«Occorre garantire serenità a chi deve affrontare il difficile percorso di malattia, affinché risponda meglio alle cure. E la serenità passa anche attraverso il sentirsi “a casa” quando si è lontani da casa o non ci si può tornare perché è necessario rimanere vicini all’ospedale» ha dichiarato la presidente della fondazione Il Ponte del Sorriso, Emanuela Crivellaro.
«La Casa del Sorriso – ha proseguito - non vuole essere semplicemente un alloggio, ma un luogo dove ci si senta accolti, si possa contare su un sostegno e si possa condividere con altre famiglie la stessa esperienza. Per poter guardare al futuro con un sorriso. Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo bisogno di persone generose che ci aiutino a realizzare questo importante progetto». 

Giunta Pellicini: «Stop all'aumento di migranti»

Il 28 aprile la giunta comunale ha stabilito di gestire direttamente, come in passato, un numero massimo di sei migranti e non di otto. La delibera modifica la decisione assunta il 19 aprile.
«Prima della notizia del possibile arrivo di dieci o più migranti a Colmegna – ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini - avevamo deciso di accogliere l'invito del prefetto di Varese, aumentando da sei ad otto i migranti da gestire direttamente dal Comune. La recente novità di Colmegna ha indotto la giunta a revocare la disponibilità manifestata in attesa degli sviluppi della situazione. Una cosa è decidere in autonomia di prestare assistenza, per motivi umanitari, ad un numero limitato di persone. Un'altra è invece quella di subire passivamente un aumento indiscriminato della presenza di migranti sul territorio comunale». 

Immigrati in Lombardia, battaglie ancora da vincere

Andamento di flussi, inquadramenti, retribuzioni e assistenza

«Superare il dualismo italiani-stranieri per garantire i diritti e la pari dignità a tutti coloro che vivono nel nostro territorio, anche come condizione preliminare per chiedere loro il rispetto dei doveri». Questo, il 1° febbraio, il filo rosso della relazione di Fulvia Colombini della Segreteria della Cgil Lombardia alla seconda conferenza regionale sulle politiche per l’immigrazione.
In Lombardia - al 1° gennaio 2011 - si contano 1.064.000 persone con cittadinanza non italiana di cui 181.000 comunitari. Circa l’80 per cento risiede in Lombardia da più di 5 anni, oltre il 30 per cento da più di 10 anni. Le donne sono il 49.4 per cento. Il 55 per cento è coniugato e vive con la propria famiglia.

CONTRIBUTO E NEGAZIONE
Secondo Colombini, «mentre il contributo dei nuovi cittadini a natalità, crescita del Pil, incremento dei contributi versati in materia fiscale e previdenziale evidenzia una realtà cresciuta e stabilizzata, la tendenza in molti Comuni della Lombardia sembra invece la negazione dell'esistenza delle persone straniere». Gli esempi sono le richieste respinte di iscrizione anagrafica o la discriminazione dei nuovi cittadini all’accesso delle prestazioni sociali.
«Spesso, ha proseguito Colombini, sono stati adottati provvedimenti che prevedevano contributi per le famiglie in difficoltà escludendo le famiglie non italiane». Di qui la necessità di «una legislazione che non lasci margini di discrezionalità territoriale sul tema del riconoscimento dei diritti e della pari dignità».

CRISI E CALO FLUSSI
L’ultimo rapporto dell’Osservatorio regionale sulle migrazioni ha rilevato che il 2011 è stato l’anno in assoluto con il minor numero d’ingressi di stranieri per motivo di lavoro. «Oltre al blocco dei flussi operato dal Governo Berlusconi, la crisi economica ne è la causa determinante. E la crisi favorisce anche il lavoro in nero, realtà di moltissimi lavoratori stranieri che in questa condizioni non possono far valere i loro diritti» ha osservato Colombini.
Oltre a incertezza e precarietà, c'è un altro effetto della cosiddetta legge Bossi/Fini ed è, secondo la Cgil, il «sotto-inquadramento».

DISCRIMINAZIONI SALARIALI
Dalle rilevazioni della Fondazione Moressa gli stranieri (41.5%), molto più degli italiani (20.8%), risultano sotto-inquadrati. La percentuale (50%) è ancora più alta per le donne immigrate. Il livello di istruzione delle persone non corrisponde alle mansioni e alle qualifiche lavorative svolte e alle precedenti esperienze professionali, soprattutto se di alto livello.
Al sotto-inquadramento è strettamente legato il dato sulle retribuzioni. Un lavoratore straniero percepisce 973 euro al mese, 316 euro in meno rispetto a un lavoratore italiano. In Lombardia il differenziale si attesta sul 21.6%, a livello nazionale sale persino al 24.5%. Ma c'è ancora di peggio. Fra gli uomini la differenza si attesta intorno al 20.5% mentre tra le donne sale al 30.5%.
Le differenze più alte sulle retribuzioni si riscontrano nei settori dei servizi alla persona (22.2%), nei servizi alle imprese (21.3%), nel pubblico impiego (16.7%) e nel settore manifatturiero (12.3%). 

Varese, alleanza rinnovata tra Federalberghi e Fai

Eletto il direttivo degli albergatori varesini

A Gornate Olona (Varese) il monastero di Torba ha ospitato, il 26 giugno, l’assemblea annuale degli albergatori varesini. Bilancio di un anno di attività, situazione e prospettive, accordo con il Fondo per l'Ambiente Italiano i temi centrali dei lavori.
Il settore continua a registrare dati non confortanti e dalla zona di Malpensa arriva un vero e proprio grido d’allarme. Nello scalo il numero di passeggeri nel 2012 (18.329.205) ha subito un calo del 4 per cento rispetto al 2011 (19.087.098). Altra doccia fredda, Sea ha firmato un contratto con la società Inter Hospitality per la realizzazione entro la primavera del 2014 di un "budget design hotel", un tre stelle con 150 camere doppie, prima struttura ricettiva al Terminal 2.
Per gli albergatori del Varesotto, la battaglia su Malpensa coinvolge anche i colleghi di Milano, pure loro danneggiati dal ridimensionamento dello scalo (dopo il de-hubbing di Alitalia) e dall’affacciarsi delle nuove strutture. «Se si va avanti così, è stato l'amaro commento degli albergatori della zona, all’appuntamento Expo 2015 molte strutture dell’area Malpensa non ci arriveranno».
L’assemblea ha rilanciato l’accordo del 2011 tra Fai e albergatori con una novità. Presto sarà online il nuovo sito visit-Fai. I visitatori vi potranno trovare agevolmente le strutture alberghiere della zona che aderiscono all’iniziativa.
La Federalberghi Varese ha concluso i lavori con il rinnovo del consiglio direttivo di. Ecco la composizione:
*AREA LAGHI: Guido Brovelli (Hotel Conca Azzurra), Raffaella Silvera (Hotel Tre Re), Alessandro Ruzzenenti (Hotel La Bussola), Lara Luz (Camin Hotel Colmegna);
*AREA VARESE: Enzo Segafredo (Hotel Ungheria), Fiorenzo Dariol (Hotel Vecchia Riva), Massimo Ambrosini (City Hotel), Alberto Longa (Hotel Stelvio);
*AREA MALPENSA: Frederick Venturi (Hotel Cavalieri della Corona), Franco Coppini (First Hotel), Salvatore Cavolina (Jet Hotel), Patrizio Strino (Hotel Cardano). 

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