Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Intervento

INTERVENTO - Alptransit, «la Linea Luino non sarà lo zerbino dei vettori stranieri»

Il sindaco di Luino Andrea Pellicini chiede garanzie per il territorio contro il potenziamento della ferrovia

L'accordo siglato l'11 maggio a Lugano tra Hupac, Cemat e Fs per creare nuovi terminali di sfogo al futuro traffico merci di Alptransit (vedi articolo "Alptransit si avvicina e i terminal aumentano" su IlCorrieredelVerbano.it  del 16 maggio) non lascia tranquillo Andrea Pellicini. Il 17 maggio il sindaco di Luino ha chiesto «garanzie» a parlamentari e rappresentanti del territorio a livello regionale e provinciale «per la sicurezza, mitigazione degli impatti e opere compensative». Questo il testo del suo "appello".
La linea ferroviaria Bellinzona-Luino-Laveno-Gallarate (Novara) risulta quella di principale interesse per i maggiori vettori internazionali.
Una delle più grandi opere ferroviarie degli ultimi tempi, il cosiddetto “Alptransit” sulla linea del Gottardo, sta per essere completata con almeno un anno di anticipo, determinando un notevole aumento della capacità ferroviaria nel trasporto merci sull’asse Rotterdam–nord Italia-Genova, e sul versante italiano la linea sulla quale rischia di gravare maggiormente tale incremento è proprio quella che corre lungo la sponda del Verbano, una linea diretta verso i principali impianti intermodali del milanese e che presenta una pendenza modesta in grado di contenere i costi di traino.
"Soluzione Luino"
Come tengono a sottolineare i principali vettori internazionali, questa linea rappresenta la soluzione più rapida per risolvere le problematiche infrastrutturali sul versante italiano, in attesa che si provveda ad attuare i programmi per la Chiasso-Como-Seregno, e per migliorare la percorribilità del Sempione. Questa ipotesi, la “soluzione Luino”, comporta interventi di adeguamento infrastrutturale inerenti alle sagome dei manufatti, all’impiantistica e all’armamento che potrà essere esposto a sopportare un aumento delle “tracce” dei treni merci, dalle attuali cinquanta alle quasi novanta giornaliere.
Preoccupazioni
Questo scenario preoccupa molto le comunità del Lago Maggiore sotto diversi aspetti: la sicurezza dei territori attraversati, in molti casi urbanizzati; la vivibilità del territorio che dovrà sopportare un notevole incremento del disturbo acustico, delle vibrazioni e dei disagi legati alla interruzione dei collegamenti stradali che attraversano la linea ferroviaria; l’economia locale, sempre più volta a promuovere il settore del turismo, che verrebbe fortemente penalizzata dall’appesantimento del traffico merci.
In un tal quadro, ritengo che la politica sia chiamata ad un ruolo importante e forse determinante per un equilibrato svolgimento del confronto tra le forze in gioco per lo sviluppo infrastrutturale.
Mi appello pertanto ai rappresentanti del nostro territorio affinché vengano adottate tutte le misure atte a mitigare gli impatti derivanti dal potenziamento della linea, senza le quali rischieremmo di subire un danno irreparabile, anche sotto il profilo del trasporto passeggeri, a vantaggio solo dei vettori stranieri, che utilizzerebbero come “zerbino” la nostra bellissima terra.
Il sindaco
Andrea Pellicini

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