Edizione n.12 di mercoledì 1 aprile 2020

Lombardia

Domenica 15, Lettere dalla Resistenza per ricordare la Battaglia del S. Martino

locandina

Domenica dedicata alla Resistenza e al suo significato a Cassano Valcuvia. Il 15 novembre si ricorderà infatti il 72° anniversario della Battaglia del San Martino che quest’anno si celebra proprio nel giorno in cui la battaglia si svolse.
La manifestazione, che vedrà cerimoniere Guido Calori, inizierà alle 9 con il ritrovo dei partecipanti al palazzo comunale di via IV Novembre, dopo mezz'ora Alzabandiera e alle 10 messa nella parrocchiale SS. Ippolito e Cassiano. Celebrerà padre Paolo Pigozzo, dei Padri Carmelitani Scalzi, priore dell’Eremo del Carmelo di Cassano Valcuvia. Il programma proseguirà alle 11 con la celebrazione civile cui interverranno sindaci e autorità terrioriali. Nella commemorazione sono stati coinvolti anche i ragazzi dell’Istituto comprensivo Luini che hanno lavorato sulla Seconda Guerra Mondiale. A loro sarà affidata la lettura, alle 11.30, di alcune lettere scritte da partigiani o semplici cittadini condannati a morte. Accompagnerà al violino Niccolò Minonzio, del Liceo musicale Manzoni di Varese. A cura del Teatro Periferico di Cassano Valcuvia inoltre “Lettura di lettere dei condannati a morte della Resistenza”. La commemorazione sarà a cura di Giorgio Roncari, studioso di storia locale.
Alla giornata parteciperà la Filarmonica Cuviese. In caso di maltempo la cerimonia si sposterà all’interno del teatro comunale. Info: 0332 252463
Nella foto della locandina, ufficiali del Genio sul San Martino (Biblioteca Civica del Comune di Mezzago-Mi, Archivio Luigi Brasca) . 

Crisi idriche in agricoltura, verso cave come bacini di accumulo

La proposta condivisa da Urbim Lombardia durante l’audizione in Commissione ambiente dell’assemblea regionale

Anche per l’agricoltura lombarda è stata una stagione irrigua molto difficile. Le temperature sono continuamente salite, mentre le piogge sono state latitanti. Le precipitazioni sono state il 46% in meno del 2016 e la disponibilità complessiva della risorsa idrica è calata. La contrazione ha colpito le portate disponibili per i territori irrigati dalle derivazioni dei fiumi Chiese, Brembo, Serio e Cherio e l’abbassamento dei livelli del fiume Po.
La situazione idrica della Lombardia è stata, il 20 settembre 2017, al centro di un’audizione del presidente Alessandro Folli e del direttore Giorgio Negri dell’URBIM Lombardia (l’Unione regionale che associa tutti i Consorzi della Lombardia) nella Commissione Agricoltura del Consiglio regionale. Base del confronto, le nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo da integrare con il Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale (legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31).
PROGETTO IN CANTIERE
Il disegno di legge prevede, tra l’altro, la realizzazione di bacini per l’accumulo di acque meteoriche da destinarsi all’uso irriguo come opportuna riserva, con particolare riferimento alle cave dismesse.
Durante l’audizione, i relatori hanno assecondato la necessità di valutare la realizzazione di tali bacini secondo un’ottica di bilancio tra disponibilità della risorsa acqua e fabbisogni idrici, da determinarsi a livello di bacino idrografico e considerando altresì le caratteristiche pedologiche, della falda freatica e della rete irrigua.
L’Unione regionale dei Consorzi di bonifica ha auspicato una rapida approvazione del provvedimento. «Dinnanzi a periodi di siccità e crisi idriche sempre più frequentii quantitativi di acqua prelevati durante la stagione irrigua sono spesso notevolmente inferiori alle portate in concessione. Il ricorso alle cave dismesse rientra in una serie di misure che possono contribuire ad una maggiore e più razionale pianificazione dell’utilizzo idrico, all’insegna di una visione che i cambiamenti climatici in atto richiedono sempre più lungimirante» ha commentato Folli. 

Qualità aria, limitazioni omogenee e anticipate nel Bacino padano

Il nuovo calendario dei divieti in vigore dall'1 ottobre 2017 al 31 marzo 2018

Via libera anche in Lombardia alle nuove misure per il miglioramento della qualità dell'aria. Il 18 settembre 2017 la giunta regionale ha dato seguito all'Accordo di programma del Bacino Padano 2017, sottoscritto lo scorso 9 giugno a Bologna dal Ministero dell'Ambiente e dalle Regioni del Bacino padano (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte).
Sarà anticipato di 15 giorni l'avvio dei provvedimenti nel periodo autunnale/invernale. In particolare, la stagione dei divieti decorrerà dall'1 ottobre 2017 (e non più dal 15 ottobre) fino al 31 marzo 2018 (non più il 15 aprile) e sarà in vigore dal lunedì al venerdì, escluse le giornate festive infrasettimanali, dalle ore 7.30 alle ore 19.30.
La modifica, limitata al calendario, si rende necessaria ai fini di una armonizzazione con le altre Regioni che, da tempo, utilizzano il calendario 1 ottobre-31 marzo. 

In Lombardia bollo auto e Irap, proroga senza sanzioni

Il pagamento slitta al 30 giugno 2020

Prorogato al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi, il pagamento del bollo auto e dell'Irap, la tassa che riguarda le imprese. Lo stabilisce una delibera regionale della Lombardia del 24 marzo 2020, proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con l'assessore al bilancio, Davide Caparini.
«Il provvedimento – ha spiegato Caparini - riguarda gli adempimenti tributari e i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 per chi ha il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Lombardia, limitatamente all'Irap, addizionale regionale irpef, bollo auto, ecotassa e tassa sulle concessioni (tributi regionali non amministrati in convenzione con l'Agenzia delle entrate)».
Gli adempimenti e i versamenti sospesi potranno essere regolarizzati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020. Non é previsto il rimborso di quanto eventualmente già versato. «In caso l'emergenza si protrarrà – ha aggiunto Caparini - prenderemo nuovi provvedimenti di proroga». La delibera inoltre sospende il pagamento dei tributi fino al 31 maggio mettendo al riparo dalla decadenza della eventuale rateizzazione degli importi dovuti. 

Visite a contributo in 600 luoghi speciali e poco conosciuti di 170 città di tutta Italia

Domenica 15 ottobre 3.500 volontari pronti a illustrare 170 itinerari tematici straordinari - La Giornata d’Autunno realizzata dai Gruppi FAI Giovani
Archivio Duomo© Metamorphosi
Cantù (CO), Riva 1920, foto Fai

È iniziata domenica 1° e durerà fino al 31 ottobre 2017 la Giornata FAI d’Autunno, realizzata dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. Sono 3.500 i volontari che accompagneranno gli italiani alla scoperta di 600 luoghi inaccessibili o poco valorizzati, legati da una tematica comune - la musica, l’acqua, le tradizioni artigiane locali, il panorama urbano dall’alto, gli spazi dedicati all’amore sacro e a quello profano… – e raccontati da una prospettiva insolita.
Circa 170 itinerari tematici in altrettante città connetteranno l’apertura di palazzi, chiese, castelli, parchi, teatri, architetture industriali in trasformazione, ma anche interi quartieri e borghi. All’accesso di ogni bene sarà richiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, a sostegno dell’attività della Fondazione.
Per gli iscritti FAI e per chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento – a questi ultimi sarà dedicata eccezionalmente la quota agevolata di 29 euro anziché 39 - saranno riservate aperture straordinarie, accessi prioritari, attività ed eventi speciali in molte città. La quota agevolata varrà anche per chi si iscriverà per la prima volta tramite il sito www.fondoambiente.it durante tutto il mese di ottobre. 

ITINERARI E APERTURE IN LOMBARDIA

*BONATE SOTTO (BG), Variazioni nell'Isola: storie impreviste di chiese e un borgo:
Basilica di Santa Giulia: Storia di Una Chiesa Incompiuta, via San Pietro (domenica: 10/13; 14/17); Borgo di Mezzovate: Storia di Un Borgo, Bonate Sotto (domenica 10/13; 14/18); Chiesa di Presezzo: Storia Imprevista di una Chiesa, via Vittorio Veneto (domenica 10/ 13; 14/ 17); Chiesa di San Giorgio: Storia di Una Chiesa Preservata, piazza Duca d'Aosta (domenica 10/ 13; 14/ 17); Chiesa di San Giuliano: Storia di Una Chiesa Sparita, via Roma (la Chiesa di San Giuliano è visibile solo all'esterno. Visita in autonomia del luogo con illustrazione presso gli altri luoghi aperti alle visite); Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore: Storia di Una Chiesa, Oggi, via San Sebastiano (domenica ore 14/17 compatibilmente con le funzioni religiose).
*MOZZANICA (BG), Arte e storia tra le rogge di Mozzanica:
Chiesa di Santa Marta, vicolo S.Marta (domenica: 10/ 17); Chiesa Madonna della Neve, frazione Cascina Colomberone (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI, possibilità di iscriversi al FAI in loco): domenica: 10/17(per raggiungere la Chiesa della Madonna della Neve è stata predisposta una navetta in partenza da Piazza Santo Stefano a conclusione del giro nel centro storico del paese); Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, via Ceresoli Domenico 9; apertura domenica ore 12:30/17); Torre Civica e Mulino, piazza Antonio Locatelli (domenica: 10 /17):
*BRESCIA, Amor Sacro & Amor Profano:
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e Chiostro della Memoria, via Fratelli Cairoli 23. Apertura domenica: 10/ 17:30 (anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17); Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Contrada delle Bassiche, 36; domenica: 10/17:30 (apertura anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17); Palazzo Bettoni Cazzago, via Gramsci 17; domenica 10/17:30 (chiusura anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17).
Visite in lingua: inglese e spagnolo. Palazzo Ferrazzi, via Marsala, 33; domenica: 10/ 17:30 (ultimo ingresso 17; chiusura anticipata in caso di grande affluenza); Sala delle Scimmie, vicolo del Moro 15; domenica: 14/ 17:30 (ultimo ingresso 17:30).

L'ARTE DELLA PRODUZIONE 

*CANTU' (CO), Riva 1920 Spa, via Milano 137; domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17), Visite a cura di: istituto Jean Monnet.
*ROVELLASCA (CO), Gabel, via XX Settembre 35, domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17:00), Visite a cura di: associazione Memoria e Futuro.
*SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO), Canepa Spa, via Trinità 1; domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17). Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni.
*CREMA (CR), Tesori della pittura barocca lombarda: il giovane Barbelli a villa Tensini e San Giovanni Battista Oratorio di San Giovanni Battista (O della Carità), via Matteotti 37; domenica: 10/12; 15/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Villa e Parco Tensini Labadini Edallo, Santa Maria della Croce, via dei Carmelitani (se maltempo ingresso da via Caterina degli Uberti 8); domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30).
*CREMONA: Una chiesa e un monastero lungo l'antica contrada del Sole
Chiesa di San Benedetto, via dei Mille; domenica: 10 / 18(ultimo ingresso 17:30); Chiesa di Sant'Ilario, via Giuseppe Garibotti 2; domenica: 10/11:30; 15/17:30 (ultimo ingresso 17).
*GARLATE (LC): un paese dal cuore di seta.
Borgo di Garlate, Garlate; domenica: 10/18 (ultimo ingresso 18); Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, Garlate, domenica: 10/ 17 (no visite durante le messe); Chiesa Parrocchiale di S. Stefano, via Strencetta, domenica: 11/17:30 (no visite durante le messe); Civico Museo della Seta Abegg, via Statale 490, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Villa Abegg, via Statale, domenica: 10:/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Villa Pozzi Testori De Capitani, domenica 10/18 (ultimo ingresso 17:30);
*MISSAGLIA (LC), Luogo d'incontro e incontro di luoghi nel cuore antico dell'Alta Brianza.
Chiesa di San Zenone, piazza Giuseppe Coija, domenica: 10/17; Monastero della Misericordia, via della Misericordia, domenica: 10/17.
*LODI , Cultura e musica a Lodi
Chiesa di Santo Spirito, via Serravalle, Lodi, domenica: 10/13; 14/ 18; Sala della Musica Fondazione Cosway, via Paolo Gorini 6, Lodi, domenica: 10/13; 14/ 18; Teatro Alle Vigne, via Cavour 66, Lodi, domenica: 10/12; 13/ 18.
*BORGOFORTE (MN), Storie di... mattoni, altari e baionette.
Fornace Polirone, via Argine Boccadiganda 1, domenica: 10/ 12:30; 14/ 17; Forte Magnaguti, strada statale Cisa 62, domenica: 10/12:30; 14/ 17; Parrocchiale di San Giovanni Battista, via Parmense 34, domenica: 14/ 17.
*MONZAMBANO (MN), Monzambano: il verde confine.
Castello, via Castello 30, domenica: 10/12:30; 14/ 17; Palazzo Monte Oliveto, Str. Festoni 30 Monzambano, domenica: 10/ 12:30; 14:30 / 17.
*REDONDESCO (MN), L'attività difensiva e le costruzioni militari ai tempi di Ludovico II.
Castello dei Gonzaga, piazza Castello, domenica: 10/ 12:30; 14/ 17:30.
*CORNAREDO (MI), "La strata vegia": un miglio di strada romana.
Cascina Favaglie Ghiacciaia, via Favaglie, domenica: 9:30/18 (ultimo ingresso 17:30);
Chiesa di San Rocco, via San Rocco, domenica 9:30/18 (ultimo ingresso 17:30); Chiesa Vecchia San Pietro All'Olmo, domenica: 9:30/18; Museo delle Civiltà Contadine, via Favaglie, domenica: 9:30/ 18 (ultimo ingresso 17:30).

*MILANO (MI), AnteWeb. Biblioteche e archivi storici milanesi: la conservazione del sapere prima dell'era digitale.
Archivio Capitolare di Sant'Ambrogio, piazza sant'Ambrogio 15 (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Archivio Luoghi Pii Elemosinieri, via Olmetto 6, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30), visite a cura di: Mediatori culturali del progetto "Arte, un Ponte tra Culture". Visite in lingua: inglese, francese, spagnolo, russo, arabo. Archivio Storico del Piccolo Teatro di Milano, Largo Greppi 1, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Archivum Fabricae: Diario della Città e dei Milanesi, piazza del Duomo 20 (Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); Biblioteca del Conservatorio di Milano, via Conservatorio 12, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); collaborazione durante la visita da parte degli ex studenti del Liceo Musicale Giuseppe Verdi di Milano; Biblioteca del Museo di Storia Naturale, corso Venezia 55, domenica: 10/ 17:30 (ultimo ingresso 17), visite a cura di: Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci, Milano; Casa della Memoria, via Federico Confalonieri 14; domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); in corso la mostra “Don’t Kill” dell’artista Fabrizio Dusi; visite a cura di: Studenti Liceo Classico Parini, Milano; Palazzo Mondadori, via Mondadori 1, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); non è possibile l'accesso ai minori di 14 anni; il luogo non è raggiungibile con i mezzi pubblici; è disponibile all'interno dell'area un parcheggio gratuito; Torre Zaha Hadid. City Life, La Moderna Riconversione di una parte "Storica" di Milano, piazza Tre Torri, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17).
*SANTO STEFANO TICINO (MI), AnteWeb.Biblioteche e archivi storici milanesi: la conservazione del sapere prima dell'era digitale
Museo Storico del Risorgimento: Collezione Privata Vittorio Grittini, viale Repubblica 18, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30).
*SEREGNO (MB), URBS SERENA - Seregno, itinerari nella storia.
Abbazia e Monastero di San Benedetto, via Stefano da Seregno 100, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); Antico Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, via Conte di Cavour 85/ang. via San Rocco, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Le Tre Piazze del Borgo Antico, Piazza Concordia, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17); Sede dei Vigili del Fuoco di Seregno, via Ballerini Patriarca 23, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17),
*VIMERCATE (MB), Oreno tra conventi, cascine e nobili presenze. Storie e protagonisti di un borgo in Brianza.
Convento di San Francesco (Esterni), via S. Francesco d'Assisi 1 Vimercate, domenica: 10/13; 14/ 18; Corte San Carlo e Corte del Lattaio (Esterni), via Carlo Borromeo, Oreno di Vimercate, domenica: 10/ 13; 14/ 18 (ultimo ingresso 17); Esposizione di Riproduzioni di Codici Leonardeschi, via Lodovica 5, Vimercate (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/13; 14/18 (ultimo ingresso 17); Palazzo Arbizzoni, piazza San Michele Oreno di Vimercate, domenica: 10/13; 14/ 18 (ultimo ingresso 17); Villa Gallarati Scotti (Esterno), via Tommaso Gallarati Scotti 13, Oreno di Vimercate, domenica: 10/13; 1/18 (ultimo ingresso 17).
*PAVIA, Istituto di Anatomia Umana Policlinico San Matteo, Segreti ed Approfondimenti dell'Istituto di Anatomia del Policlinico San Matteo, via Forlanini 14, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30). Percorso: esterno, atrio, aula Cattaneo, aula del ‘700, aula Anatomica, Biblioteca, Museo Anatomico.
*VARZI (PV), Giornata d'autunno nel borgo di Varzi, Alla scoperta (e riscoperta) di un antico borgo, domenica: 10/ 12:30; 13:30/ 17; Cantina Tipica, domenica: 10/12:30 13:30/17; Castello Malaspina, piazza Umberto I, domenica: 10/ 12:30; 13:30/17; Chiesa dei Cappuccini, largo P. Savini 1, domenica: 10 / 12:30; 13:30/17; Oratori dei Bianchi e dei Rossi, via Di Dentro, domenica: 10/ 12:30; 13:30/17; Torre delle Streghe, piazza Moro, domenica: 10/ 12:30; 13:30 / 17.
*CHIURO (SO), BORGO DI-VINO.
Centro storico, domenica: 10/18; Chiesa Ss. Giacomo e Andrea, domenica: 10/12; 14/18; Palazzo Andres Flematti, domenica: 10/18; Palazzo Quadrio De Maria Pontaschelli (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18; Torre di Castionetto, domenica: 10/18.
*ARSAGO SEPRIO (VA), A ciascuno la sua casa.
Battistero di San Giovanni Battista: La Casa degli Iniziati, via Martignoni 17, domenica: 10/18; Corte Merletti: La Casa dei Contadini, via Giusti 2 (angolo Via Roma), domenica: 10/18; Necropoli Longobarda: La Casa Ultima, viale Vanoni 20, domenica: 10/12; 14:30/18; Palude Pollini: La Casa del Pelobate Fosco, via Macchi, domenica: 10/18; San Rocco: La Casa dell'Architetto, via Monici (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18; Segheria Montagnoli e Palazzina In Legno: La Casa Sostenibile, via Garzonio 20 (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/12;14/18.
*VARESE, Ritorno Al Grand Hotel, via Campo dei Fiori, sabato e domenica: 10/18; 
visite in lingua inglese. 

Cittiglio, emerse dalla necropoli interessanti sepolture

L’Università dell'Insubria ha presentato i primi ritrovamenti scoperti durante gli scavi archeologici dal 2006 al 2009
Cittiglio, chiesa di San Biagio, scavi del 2016, foto Università degli Studi dell'Insubria

A Cittiglio, nel Varesotto, giovedì 7 luglio si è svolto nella chiesa di San Biagio il sopralluogo organizzato dall’Università dell’Insubria, dal Gruppo amici di San Biagio e dalla Parrocchia San Giulio Prete. Giuseppe Armocida, docente di Storia della medicina, e Marta Licata, tecnico del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita, hanno illustrato i primi ritrovamenti già effettuati e il progetto di ricerca sui resti umani che provengono dalle sepolture, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e guidato dalla parrocchia di S. Giulio Prete di Cittiglio.
Al sopralluogo hanno preso parte anche il rettore Alberto Coen Porisini, il direttore del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita Giovanni Bernardini, l’archeologo Roberto Mella Pariani, l’ingegnere Antonio Cellina per il Gruppo amici di San Biagio e il parroco della parrocchia San Giulio Prete don Daniele Maola.

RESTAURO E SCAVI
C’è una vera e propria necropoli a Cittiglio. Università degli Studi dell’Insubria e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia sono al lavoro per scoprire che cosa si cela nel suolo dentro e fuori la Chiesa di S. Biagio. Dal maggio 2016, infatti, è iniziata l’indagine dell’area cimiteriale esterna dell’abside medievale della piccola chiesa romanica situata su un’altura che domina il paese di Cittiglio e il paesaggio circostante.
In questa antica chiesa sono in corso da circa 25 anni importanti lavori di restauro voluti dalla parrocchia di Cittiglio e dai volontari del Gruppo Amici di San Biagio, che con diverse iniziative hanno raccolto i fondi per finanziare i lavori fino ad oggi svolti.
Tra questi lavori vanno ricordati gli scavi archeologici effettuati dal 2006 al 2009 all’interno della chiesa e che hanno portato alla luce importanti tracce strutturali di età medievale e, tra esse, circa venti sepolture, indagate dall’archeologo Roberto Mella Pariani di Golasecca (allora della Società Lombarda Archeologia SLA di Milano).
Lo scavo del 2016 è la continuazione dell’indagine archeologica allora compiuta ed anche questa è eseguita da Roberto Mella Pariani oggi della ditta Archeo-Studi di Bergamo. Entrambi gli scavi sono effettuati sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e coordinati oggi dal funzionario Francesco Muscolino.

DUE MORTI VIOLENTE E SCHELETRI DI INFANTI
L’ateneo varesino è già intervenuto per studiare i resti scheletrici umani che provengono dalle sepolture rinvenute all’interno della chiesa, ma è interessato a proseguire gli studi anche su eventuali altre sepolture presenti sotto il sagrato. Per questo Giuseppe Armocida, Giovanni Bernardini e Marta Licata – in collaborazione con il Gruppo Amici di San Biagio – hanno presentato un progetto sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e in particolare dall’avvocato Andrea Mascetti. Capofila del progetto è la parrocchia di S. Giulio Prete di Cittiglio, affidata al parroco don Daniele Maola.
«Durante il primo studio antropologico fatto – relativo ai resti umani rinvenuti durante la campagna 2006-2009 – sono state documentate due morti violente: in un caso il cadavere era “decapitato” e nell’altro presentava una punta di lancia nel costato e, inoltre, una elevata presenza di scheletri di infanti. Per questo – ha spiegato Marta Licata – abbiamo ripreso lo studio antropologico progettando un altro scavo per indagare un’altra zona cimiteriale presente all’esterno della chiesa. In particolare vorremmo chiarire la presenza o meno di altre morti violente e cercare di capire perché tutti questi bambini sono stati sepolti nella chiesa e se altrettanti sono sepolti fuori. Vorremmo riportare alla luce tutto lo spazio cimiteriale e le tombe in esso custodite, per rispondere a queste domande».

DAL IX AL XVII SECOLO
La Chiesa è stata fondata intorno al IX secolo e, presumibilmente, dalla sua fondazione e fino al 1700 è stata luogo di sepolture sia dentro sia fuori.
«L’indagine odierna riguarda le sepolture poste immediatamente fuori la chiesa: lo scavo, infatti - riprendendo l’indagine di alcune inumazioni esterne già personalmente indagate nel 2009 – ha continuato Licata - ha portato alla luce all’esterno un’area quadrangolare nelle immediate adiacenze dell’emiciclo della Chiesa. Al di sotto di uno strato superficiale di spianamento dell’antico cimitero avvenuto presumibilmente nel XVII secolo e all’interno del quale sono stati recuperati numerosi reperti in giacitura secondaria (ossa umane frammentarie; monete e diversi manufatti metallici – chiavi di età rinascimentale in ferro, lame di coltello, un coltello intero con manico in osso, una fibbia di cintura in ferro, monete, chiodi delle casse di sepoltura e un anello bronzeo) sono emerse alcune sepolture di età rinascimentale in giacitura primaria: si cominciano già a vedere aree di cimitero documentabile. Si tratta di tre inumazioni di individui adulti in cassa di legno e due inumazioni di infanti (un feto e un bambino dell’età apparente di 1-2 anni) uno dei quali deposto in una singolare struttura a doppio coppo (comuni tegole). Sotto quelle inumazioni – che sono di epoca rinascimentale – si scorgono preesistenti sepolture a loculo litico di epoca precedente che saranno oggetto di studio con il prosieguo dell’indagine» ha aggiunto Marta Licata. 
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Nelle foto: Licata, Cellina, Mella Pariani e Armocida (da sinistra) e alcuni dei resti umani ritrovati nell’ultimo scavo del 2016.

Somma Lombardo, staffetta fra gru del MD-82 da Malpensa a Volandia

L’operazione effettuata la prima volta in Italia - 38 le tonnellate spostate
Volandia, aereo MD82

Imbragatura e sollevamento, “volo” di 50 metri tra i due terminal di Malpensa, “atterraggio” sul pratone del Museo dei Trasporti a Somma Lombardo (Varese), sistemazione finale accanto al DC 9 presidenziale. Queste, lunedì 25 settembre 2017, le ultime tappe del viaggio del McDonnell Douglas MD-82 tra Malpensa e Volandia.
Entrato in servizio nel 1984, l’aereo ha un’apertura alare di oltre 32 metri, una lunghezza di 45 e una capienza di 165 posti e ha totalizzato oltre 56mila ore di volo. Dopo quasi un anno è ora a pieno titolo nella famiglia del museo e sarà quanto prima visitabile.
La staffetta aerea delle 38 tonnellate fra due gru – effettuata per la prima volta in Italia - è iniziata con il rituale lavaggio di fine carriera del velivolo ed è continuata con le manovre di avvicinamento alla recinzione che divide la zona aeroportuale dalla strada di collegamento fra il Terminal 1 e il Terminal 2. Una volta terminate le fasi di imbragatura, è cominciato il sollevamento e, dopo circa dieci minuti, la staffetta fra le due gru.
In totale circa trenta i minuti necessari alle 38 tonnellate del McDonnell Douglas MD-82 per percorrere 50 metri in “volo”. Durante il passaggio una squadra di volontari del museo ha “timonato” il muso dell’MD-80 verso il Dc 9 “Pertini” attraverso una serie di corde. L’intera operazione ha potuto contare sul supporto di Sea  in aeroporto e sui sistemi di aggancio e supervisione dei lavori di American Airlines 
«Abbiamo realizzato il primo sollevamento di un aeromobile di queste dimensioni in Italia» ha commentato il presidente di Volandia Marco Reguzzoni. «La collezione del museo amplia la sua offerta nella sezione grandi aerei, dove già abbiamo il prestigioso Dc 9 presidenziale e il Fokker». 

Adozioni di bambini, record di richieste in Lombardia

Provenienze da vari continenti

In testa la Lombardia con 762 bambini e ragazzi senza casa, seguita da Toscana (469 minori), poi Lazio (397), Campania (393), Veneto (378). Emerge dal "Rapporto sui fascicoli dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015", diffuso dalla Commissione adozioni internazionali, redatto in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti, che tiene conto anche dei dati elaborati dal Segretariato dell'Aja. I dati sono citati da una nota pubblicata dal sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it.
Le regioni italiane che hanno fatto registrare il maggiore incremento (dati 2015 rispetto ai dati 2014) di minori autorizzati all'ingresso sono la Campania (+ 25,9%), la Sardegna (+91,4%), la Toscana (+11,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (+36,7%).
«A livello nazionale invece - rileva la nota - c'è stata una riduzione delle adozioni, anche se l'Italia, con 2.206 minori stranieri adottati nel 2014 e 2.216 nel 2015, si conferma primo Paese di accoglienza in Europa e secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti».
DALLA RUSSIA LA MAGGIOR PARTE DEI BIMBI ADOTTATI
Circa la provenienza «la maggior parte dei bambini arriva dalla Federazione Russa: 1.060 quelli autorizzati all'ingresso nel biennio 2014-2015 (599 nel 2014 e 461 nel 2015) pari al 24 per cento del totale».
Gli altri Paesi di provenienza sono Polonia, Repubblica Popolare Cinese, Colombia, Vietnam, Bulgaria, Brasile, Etiopia, India e Repubblica Democratica del Congo.
ETÀ MEDIA TRA 5 E 9 ANNI
I bambini adottati sono prevalentemente maschi, il 58,3 per cento, con un'età media di 5,9 anni, mentre un altro 25 per cento ha un'età compresa fra 1 e 4 anni e soltanto il 2,9 per cento ha meno di un anno.
I genitori adottivi hanno, invece, un'età media alta e un'istruzione elevata. «Ed è la Lombardia - conclude il testo - la regione con il maggior numero di coppie che hanno portato a termine l'iter adottivo (649), seguita dalla Toscana, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Campania».  

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit!

Stazione Luino

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit. E la scoperta provoca agitazione se non allarme. Ora tutti ne parlano, ad ogni livello amministrativo e politico, e tutti avanzano preoccupazioni, invocano interventi.
Eppure di nuovi tunnel svizzeri, di ricadute sulla linea ferroviaria luinese, di occasioni offerte dalle stesse FS politici e amministratori sapevano. Non solo ne ha continuato a parlare, per sua linea editoriale, questa testata giornalistica, ma a sollecitare, ammonire, proporre - nelle sedi istituzionali e su queste colonne - c’è stato continuamente un pubblico amministratore luinese – e tecnico sempre attento e aggiornato - Giovanni Mele.
A Luino Mele è stato capostazione e, dal 1975 al 2003, anche amministratore comunale, dapprima (1975-1982) come consigliere e successivamente come assessore, dai servizi sociali ai trasporti, al lavoro, al turismo, alla polizia municipale e al commercio. Nel 1982, su incarico della Comunità Montana Valli del Luinese, prese parte ad una commissione regionale sull’orario ferroviario Luino-Gallarate-Milano e nel 2001 collaborò con l’assessorato regionale ai trasporti della Lombardia per il riassetto dei treni viaggiatori dalla Svizzera per Milano via Luino.

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ALPTRANSIT, ULTIMO ATTO

Ipotizzata fin dal 1990, la nuova galleria di base, definita appunto AlpTransit, da costruirsi al disotto dell’antico tracciato ferroviario del Gottardo di metà ‘800, si rese indispensabile per dirottare sulla rotaia il gran numero di trasporti stradali che tanto preoccupavano la Svizzera.
Si imponeva la salvaguardia dell’ambiente, una maggiore potenzialità dei treni merci ad alta capacità (AC) unita all’alta velocità (AV) per il servizio sia merci sia passeggeri. E nacque l’idea di una gigantesca opera pubblica il cui proseguimento chiamava in causa anche il nostro Paese. Ma, nonostante le precise scadenze, l’Italia stava a guardare, quasi con sonnolenza, ravvivata con un prestito di vari milioni della Confederazione Svizzera.
FIBRILLAZIONI IN ZONA CESARINI
Ora, a tre mesi dalla totale chiusura della linea ferroviaria del Nord-Verbano per dare seguito all’attivazione di AlpTransit, emergono le fibrillazioni in zona Cesarini. Si vogliono garanzie su sicurezza, impatto ambientale, quantità dei treni e tipologie delle merci trasportate.
Tutta roba che sussiste da sempre e, da chi scrive, trattata ripetutamente su questo giornale. Quasi una scoperta dell’ultima ora. Adesso si aggiungono anche le preoccupazioni per la novantina di convogli merci che transiteranno da Luino. Decenni di assoluta distrazione mentre nel territorio elvetico si allestivano con precisione da orologiai tutti i tasselli di quel faraonico puzzle chiamato AlpTransit inserito nel “Corridoio merci Rotterdam-Genova”, passando da Luino.
FINANZIAMENTI RIFIUTATI E PRESÌDI TRASCURATI
Ora ci si preoccupa anche dei passaggi a livello in città. A tale proposito va ricordato che nel 2001 dalla giunta comunale di Luino, escluso qualche assessore poco ascoltato, fu rifiutato un cospicuo finanziamento da Fs per la creazione di un sottopasso che ora, per fortuna, viene riproposto da RFI, rimediando con quindici anni di ritardo a carenti lungimiranze. Idem per le barriere antirumore richieste da quasi vent’anni.
Di presìdi a favore di pronti interventi neppure a parlarne, mentre le Ferrovie Svizzere da un decennio hanno approntato treni speciali chiamati “Spegnimento e Soccorso” per intervenire in piena linea in caso di incendio, avarie e inconvenienti vari, dotati di ogni ben di dio in fatto di sicurezza e tutela dei viaggiatori. Da noi ci si affida ai “miracoli” dei vigili del fuoco, ignorando le necessità di una linea a binario unico che, oltretutto, scorre fra lunghe scarpate che pongono serie difficoltà agli interventi dei mezzi di soccorso.
TIMORI FERROVIARI E RISCHI STRADALI
Pubblico e, molto spesso, amministratori locali presentano il traffico merci su rotaia come il fumo negli occhi, muovendosi con stati d’animo alimentati da luoghi comuni ed errate conoscenze della materia ferroviaria.
Si guarda con preoccupazione ai treni che scorrono su tracciati quasi sempre fuori dai centri abitati, ma si tollerano allegramente numerosi tir, autocisterne di carburanti, materiale gassoso e prodotti chimici che circolano nelle strade interne o sulle autostrade, con incidenti di cui giornalmente si occupano le cronache. Si abbaia alla luna non conoscendo che le merci trasportate sui treni sono sottoposte a rigide norme internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
IMPATTO AMBIENTALE IN ARIA, SU ROTAIA E SU STRADA
Ci si straccia le vesti per l’impatto ambientale dei treni, dimenticando che la rotaia inquina meno delle auto (-60%) e degli aerei (-70%) e che nel 2010 (studio condotto da Enea e Fs) con 47 milioni di tonnellate di merci trasportate su ferro si sono sottratte all’atmosfera un milione di tonnellate di CO2 rispetto al traffico su gomma. E allora, ben vengano i treni merci sulla linea di Luino, la cui esistenza garantisce la sopravvivenza del servizio passeggeri.
I sei mesi di interruzione costituiscono, certamente, un sacrificio per le comunità, ripagato, tuttavia, dalla certezza di infrastrutture più efficienti (sottopassaggi, deviatoi elettrici non più manovrati a mano, circuiti di binario che garantiscono la libertà del percorso dei rotabili, segnali più dettagliati, doppie linee aere per le emergenze) necessarie ad una circolazione adeguata a convogli più moderni, meno rumorosi (si pensi alla nuova tecnologia degli apparati frenanti), più lunghi e con maggiori altezze, il cui tonnellaggio trasportato riduce anche il numero dei convogli in circolazione.
STESURA DI UN PIANO DI TRASPORTO PASSEGGERI
E se consiglieri regionali, parlamentari e amministratori locali si vogliono davvero impegnare, cerchino di adoperarsi per tempo per la stesura di un piano di trasporto passeggeri da adottarsi con la chiusura della linea ferroviaria da giugno a dicembre 2017. Che sarà di pendolari, studenti e lavoratori? Senza trascurare altri viaggiatori che volessero affacciarsi sulle sponde del lago Maggiore.
Ed è auspicabile che Regione Lombardia, su richiesta di comuni e provincia, raccordi il servizio di linea da Luino a Varese, via Valganna, con treni Trenord da/per Milano (entrambi i servizi sono dotati di orari cadenzati), istituendo la possibilità di un biglietto unico (bus+treno) al fine di sopperire alla chiusura del servizio ferroviario.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

Alptransit, i pro e contro sulla tratta Cadenazzo-Luino-Gallarate

I futuri scenari del traffico merci discussi a Magadino dai sindaci di Gambarogno, Laveno, Maccagno e Luino
sindaci a Gambarogno

Dal 16 dicembre 2016 i treni cominceranno a circolare sulla nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi e anche sulla linea Cadenazzo-Luino-Gallarate-Milano i contraccolpi si faranno sentire. Man mano, come da progetto sottoscritto tra Svizzera e Italia, l’infrastruttura sarà potenziata, le corse aumenteranno, il tonnellaggio di merci raddoppierà, i convogli saranno più lunghi e pesanti. E il maggior traffico renderà più acuto il tema del rumore e delle vibrazioni e, non ultimo, quello della sicurezza.
Di fronte a questo scenario, comprensibile appare la preoccupazione degli amministratori del territorio dalle due parti del confine.
A Magadino, comune svizzero a ridosso del valico di Zenna, martedì 16 giugno si sono riuniti i sindaci Ercole Ielmini di Laveno Mombello, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Pellicini (insieme con l’assessora al territorio Alessandra Miglio) di Luino e Tiziano Ponti di Gambarogno (nella foto da sx). Obiettivo, definire «una strategia di gestione delle sfide date da Alptransit».
TRAFFICO MERCI…
A destare i maggiori timori delle popolazioni è, oltre a quello del rumore e delle vibrazioni, il tema della sicurezza. Sulla linea transitano principalmente convogli con merci pericolose e i sindaci ne vogliono un monitoraggio approfondito  mediante ogni mezzo tecnico e organizzativo oggi disponibile.
In territorio elvetico i sistemi di controllo sulla sicurezza dei treni nella nuova galleria di base già esistono e permettono di rilevare anomalie al materiale rotabile, come pure fughe di sostanze pericolose. Ma – si sono chiesti i sindaci - quali sono i controlli in Italia? Al riguardo, hanno espresso comune intenzione di conoscere i piani d’intervento in caso di gravi calamità e hanno sostenuto la richiesta del comune di Luino per un incontro con il prefetto.
…E TRAFFICO VIAGGIATORI
In cambio della buccia del previsto traffico merci, i sindaci hanno chiesto almeno il frutto di un migliore servizio viaggiatori tra il Canton Ticino e Malpensa. «Solo disponendo di un servizio efficace e attrattivo – hanno dichiarato - si potranno cogliere nella regione i potenziali dati dalla prossima apertura dalla nuova trasversale alpina. L’aumento della richiesta di trasporto merci, messo in relazione con le capacità limitate della linea, potrebbe addirittura entrare in concorrenza con il servizio di trasporto passeggeri, riducendone la capacità e trasformando la linea ferroviaria litoranea in un corridoio per il solo transito merci».
Una simile prospettiva è stata unanimemente scartata. I quattro comuni si batteranno per «trovare delle strategie che permettano di rendere più attrattivo e rafforzare il trasporto passeggeri» e chiederanno a breve un incontro con Roberto Tulipani, ceo della società ferroviaria mista TiLo. Ma non saranno i quattro moschettieri contro tutti. Per aumentare il peso politico dell’azione, solleciteranno la partecipazione anche degli altri sindaci della linea ferroviaria. 

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