Edizione n.39 di mercoledì 20 novembre 2019

Lombardia

Lombardia, 500.000 euro ai 1.600 vigili del fuoco volontari

Stabiliti i criteri di assegnazione del fondo a onlus e associazioni di promozione sociale

Sostegno regionale al lavoro dei 1600 vigili del fuoco volontari dislocati in oltre settanta distaccamenti della Lombardia. Il 2 ottobre 2017 Palazzo Lombardia ha fissato i criteri per l'assegnazione dei 500.000 euro previsti da una legge (la 11/2017).
SPESE AMMISSIBILI
La Regione Lombardia destinerà un contributo a fondo perduto pari al cento per cento delle spese ammissibili fino a un massimo di 10.000 euro per progetto. Sono riconosciute le spese per l'acquisto di radio portatili, motoseghe, termocamere, motoventilatori, gruppi da soccorso idraulico, gruppi pneumatici da sollevamento, motopompe e altre dotazioni tecniche.
Il finanziamento regionale sarà erogato entro il 28 febbraio 2018, mentre le rendicontazioni dovranno pervenire entro il 31 dicembre 2017.
CRITERI
Beneficiari del fondo saranno le onlus e le associazioni di promozione sociale (Aps). Tra le loro finalità statutarie devono figurare il sostegno a un distaccamento volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco presente sul territorio regionale. Altri requisiti sono: iscrizione nell'elenco regionale; sede legale e operativa in Lombardia; assenza di fini di lucro; democraticità della struttura; elettività e gratuità delle cariche associative; gratuità delle prestazioni degli aderenti; obbligo di formazione del resoconto economico annuale; clausola di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento dell'organizzazione. 

Milano, nel 2016 capitale mondiale musei

Dopo Shanghai (2010) e Rio de Janeiro (2013), sarà Milano la prossima capitale mondiale dei Musei. A Parigi il 4 giugno l'Unesco ha preferito la metropoli lombarda a Mosca e Abu Dhabi come sede dell'assemblea mondiale del Consiglio Internazionale dei Musei (Icom).
La conferenza generale è l'appuntamento più prestigioso che, con cadenza triennale, caratterizza l'attività dell'International Council of Museums. L'Icom, fondato nel 1946, raduna 28.000 professionisti museali e 2.000 musei di 130 Paesi del mondo.

Pro Loco in Lombardia, bando da 700.000 euro

Previsti voucher da 1500 euro per oltre 650 associazioni

Ossigeno per l’attività delle oltre 650 Pro Loco iscritte all'albo regionale della Lombardia. Nelle prossime settimane un bando di Regione Lombardia aprirà l'assegnazione di un voucher da 1500 euro.
La misura punta a sostenere le attività delle associazioni turistiche. Destinatarie, soprattutto – come rilevato dall'assessore allo Sviluppo economico - «quelle con il più alto valore di promozione turistica ed incremento dell'attrattività locale». 

Lombardia, nuove norme per gestione e abbattimento dei cinghiali

Stanziati 900.000 euro in tre anni per il risarcimento dei danni
cinghiali, foto Comunità montana Valli del Verbano

In Lombardia i danni causati dai cinghiali nelle aree dove è consentita la caccia dovranno essere risarciti fino al 30% dagli Ambiti e dai Comprensori alpini, ai quali spetterà anche promuovere iniziative di prevenzione. In montagna poi, come richiesto da un emendamento del PD, i risarcimenti per i danni ai prati permanenti interesseranno non solo gli imprenditori agricoli.
AREE E RISARCIMENTI
Sono queste alcune delle regole per contenere o eliminare l’emergenza cinghiali contenute nella nuova legge per la “gestione faunistico-venatoria del cinghiale e recupero degli ungulati feriti”. Il provvedimento è stato approvato l’11 luglio 2017 dal Consiglio regionale con 51 voti a favore e 10 contrari (M5S e Sel).
Per il triennio 2017-2019 sono previsti 300.000 euro l’anno per i risarcimenti. Regione Lombardia, confrontandosi con Ispra, delibererà entro 180 giorni dall’entrata della legge la suddivisione del territorio agro-silvo-pastorale lombardo in aree idonee e in aree non idonee alla presenza del cinghiale e individuerà le “unità di gestione della specie” (porzioni di territorio in cui vengono definiti obiettivi e modalità di intervento sulla specie).
DIFFUSIONE E DANNI
Nel territorio lombardo si stima siano presenti non meno di seimila cinghiali in particolare concentrati nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese e più di 4 mila nella zona appenninica della provincia di Pavia.
Dal 2004 al 2015 sono stati registrati oltre 6500 eventi dannosi alle produzioni agricole (dato che si limita ai danni denunciati) e a titolo di indennizzo sono stati erogati oltre 2 milioni e 500 mila euro (cifra basata sulle risorse disponibili, non sul danno prodotto).
La “gestione del cinghiale” avverrà «mediante prelievo venatorio e controllo nelle aree idonee e mediante controllo e prelievo venatorio di selezione nelle aree non idonee», dove la presenza dovrebbe tendere allo zero. Il “prelievo venatorio” potrà essere effettuato solo con licenza di caccia e ogni cacciatore abilitato alla “selezione” potrà fruire di 15 giornate di caccia aggiuntive rispetto a quelle già previste dalla legge regionale.
RECUPERO CAPI, RECINZIONI, SANZIONI
Quanto al recupero di animali feriti e carcasse, i capi abbattuti potranno essere consegnati ai centri di lavorazione selvaggina (CLS) o ad altre strutture autorizzate e parte dei capi potranno essere dati in “beneficenza alimentare”.
Inoltre nelle aziende faunistiche venatorie e agrituristiche potranno essere installate apposite recinzioni che ospitino cinghiali registrati con la finalità di allenare i cani da caccia. Sanzioni sono previste per chi immetta o detenga illegalmente cinghiali, per chi li allevi in strutture autorizzate ma violando le disposizioni vigenti e infine per chi venga sorpreso ad abbattere cinghiali senza autorizzazione.

OPINIONI  TRA “BUON SENSO”…
Per il consigliere regionale della Lega Nord, Emanuele Monti, si tratta di «una legge di buon senso che raccoglie l’appello lanciato da agricoltori e allevatori»: In provincia di Varese, in particolare in certe zone, i danni causati da questi animali «sono notevoli e non riguardano soltanto agricoltura e allevamento».
Per l’esponente del Carroccio, «una novità importante è quella legata al concetto di “densità obiettivo”, un parametro che stabilirà il numero di capi che possono esistere in una determinata zona, i cui criteri di calcolo verranno stabiliti in una fase successiva dalla Giunta Regionale».
…E «LUNA PARK PER I CACCIATORI»
Di tutt’altro avviso il consigliere del M5S Lombardia Giampietro Maccabiani, per il quale «ormai la Lombardia è come un gigantesco luna park per i cacciatori di cinghiali».
Da oltre 30 anni, a suo avviso, i cinghiali rappresentano un problema per l'ambiente, per gli agricoltori e anche per i cittadini. «I numeri parlano di circa 10000 esemplari stimati in tutta la regione. Negli ultimi 12 anni ne sono stati ammazzati in azioni di caccia quasi 43.000, vale a dire oltre quattro volte l'intera popolazione attualmente presente. La causa della presenza così numerosa della specie è legata principalmente alle immissioni illegali nell'ambiente legate al mondo venatorio, il quale non ha alcun interesse che il cinghiale scompaia, anzi!». 

Banda ultra larga, fine dei lavori a gennaio 2021

Aggiornato lo stato di avanzamento del progetto in Lombardia – Entro fine estate 2017 via ai lavori in 10 cantieri pilota

Definite in Lombardia le prossime fasi attuative del progetto Banda ultra larga (Bul) e le caratteristiche del servizio offerto. La Open Fiber Spa si è aggiudicata per 303 milioni di euro la gara per l'infrastrutturazione e gestione di una rete in fibra ottica aperta dal bando pubblicato a giugno 2017.
La società, come ha reso noto l'assessora regionale Claudia Terzi, garantirà servizi nelle aree obbligatorie con performance decisamente superiori: 100Mbps (per tutta la popolazione) e 100Mbs (per tutte le sedi d'impresa e della pubblica amministrazione). «Inoltre, nelle aree facoltative (52 Comuni), caratterizzate da circa 700.000 unità immobiliari, dove invece non erano previste specifiche obbligatorie, sono stati offerti servizi come di seguito indicato: 100Mbps (per 200.000 unita' immobiliari) e 30Mbps (per 450.000 unità immobiliari, in tecnologia FWA (Fixed wireless access), il servizio wireless fisso ad uso privato che offre una connessione internet a 30Mbps)».

FASI DI ATTUAZIONE
Le fasi di attuazione del progetto sul territorio lombardo sono quattro e saranno avviate con cadenza semestrale. I lavori relativi ai comuni ricadenti nella Fase 1 inizieranno a cavallo tra dicembre 2017 e gennaio 2018. Per quelli relativi alla Fase 2, ci sarà l'avvio entro giugno 2018, Fase 3 gennaio 2019 e Fase 4 luglio 2019.
La fine dei lavori è prevista a gennaio 2021. Entro l'estate 2017, inoltre, inizieranno i lavori per i primi 10 cantieri "pilota". Le quattro fasi di attuazione prevedono rispettivamente: Fase 1: 73 Comuni; Fase 2: 193 comuni; Fase 3: 375 Comuni; Fase 4: 835 Comuni.
La buona riuscita del progetto è legata soprattutto alle tempistiche di rilascio dei permessi necessari per la posa della fibra ottica. Di qui un suggerimento dell’assessora Terzi alle amministrazioni locali. «Ai comuni – ha spiegato - è stato chiesto di sottoscrivere una convenzione con Infratel Italia, società di scopo del Ministero dello Sviluppo economico e stazione appaltante per le gare Bul sull'intero territorio nazionale. Tale convenzione non impegna l'ente locale dal punto di vista economico, ma richiede una collaborazione attiva da parte degli enti sottoscrittori nel facilitare i lavori di posa della fibra ottica sul proprio territorio». 

Acufene, interventi a favore di persone colpite

Le persone colpitee da acufene (fischio o ronzio costante nell'orecchio particolarmente invalidante) vengono seguite nelle strutture della Lombardia dotate di reparti di otorinolaringoiatria. Nel 2017 proseguiranno le iniziative per la messa in rete dei centri per le cure dell'udito.
Lo ha dichiarato il 4 luglio 2017 l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, in risposta all'interrogazione di Angelo Capelli (Lombardia Popolare), che sollecitava una maggiore attenzione a questa patologia. 

Lombardia, via a telecamere in case di riposo e strutture per disabili

Il provvedimento regionale incentiva l’installazione con uno stanziamento di 1 milione e 400mila euro nel 2017

Disco verde del Consiglio regionale della Lombardia, il 14 febbraio 2017, alle telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili per prevenire furti e maltrattamenti. Il provvedimento, prima firmataria Elisabetta Fatuzzo (Partito Pensionati), è stato approvato a maggioranza. Si sono astenuti i rappresentanti di M5Stelle, Partito Democratico e Patto Civico (perplessità sul ricorso a una legge specifica), contraria Chiara Cremonesi, SEL (precedenza ad altri aspetti, a partire dal riconoscimento vero delle competenze fino ai rischi professionali).
L’installazione delle telecamere non è obbligatoria. Le strutture che decideranno di farvi ricorso potranno contare, quest’anno, su uno stanziamento complessivo pari a 1milione e 400mila euro. Un emendamento del Partito Democratico, recepito dalla relatrice, prevede una compartecipazione della Regione pari almeno al 50% della spesa complessiva.
FURTI E MALTRATTAMENTI
In Lombardia attualmente sono presenti 678 residenze sanitarie assistenziali per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta). Il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle RSA della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza.
L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle RSA lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.
AREE E AUTORIZZAZIONE
Telecamere e circuiti di videosorveglianza potranno essere collocati solo in corridoi, sale d’attesa e altre aree comuni e per l’installazione sarà necessaria l’autorizzazione dei sindacati interni. A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
L’elenco delle residenze sanitarie assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato sul sito della giunta regionale. Non ci saranno incentivi premianti ai fini dell’accreditamento. 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Duno (Varese), rievocazione della Battaglia del S. Martino

La cerimonia di domenica 16 novembre sarà una prima risposta alle provocazioni neofasciste – A fine mese seguirà una grande manifestazione a Varese
LA STELE RICORDO SUL S. MARTINO
IL SACRARIO DEL S. MARTINO

Sabato, 1° novembre 2014, sono state piantate 200 rune celtiche a lato della chiesetta di San Martino in culmine, sopra Duno, nell’area che fa parte del sacrario dove giacciono le spoglie di quei valorosi che hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia e di libertà. Questa vetta fu, infatti, teatro della battaglia svoltasi il 13-14-15 novembre 1943.
Furono proprio gli uomini della formazione “Cinque Giornate” agli ordini del colonnello Carlo Croce che, primi in Italia, si ribellarono all'occupazione nazi-fascista. Un luogo sacro dunque dove militanti neofascisti si sono persino fatti fotografare accanto alle rune in legno, alla svastica e al fascio littorio, simboli dei regimi dittatoriali del secolo scorso. Sono stati inoltre ritrovati diversi volantini in cui si equiparano le vittime partigiane a quelle del nazismo e uno striscione che inneggia ai “guerrieri d'Europa”.
La “rivendicazione” del gesto è arrivata da una pagina Facebook.

SFIDA ALLA COSTITUZIONE
E’ la seconda volta che si ripete una manifestazione del genere, ma quest’anno i responsabili del gesto hanno alzato il tiro: non più solo striscioni, ma l’utilizzo di una simbologia che di certo non può passare inosservata.
Il vergognoso atto rivendicato dalla comunità militante dei Dodici Raggi rappresenta un’oltraggiosa e ignobile sfida che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dal sacrificio di migliaia di uomini vittime di un regime liberticida.
Di fronte a questa grave istigazione di chiara matrice neo-fascista, le istituzioni pubbliche (comuni, comunità montane, provincia, regione, ecc.) hanno il dovere di levare alta la loro voce. Alcune l’hanno già fatto, altre lo faranno.
DAL SAN MARTINO ALLA GERA
Non possiamo dimenticare che il fascismo-nazismo ha causato una guerra mondiale disastrosa con un bilancio, secondo alcuni studiosi, di 60 milioni di morti e lo sterminio di 6 milioni di ebrei e che il nazismo nacque dal tronco del fascismo e si modellò sui principi autoritari propugnati da Mussolini. Il fascismo peraltro non si sottrasse alla logica delle vergognose leggi razziali contro gli ebrei, promulgate in Italia nel 1938. 

Anche il Varesotto ha offerto un tributo di sangue alla riconquista della libertà perduta. Ne sono un fulgido esempio i martiri della Gera che abbiamo appena commemorato.
COMMEMORAZIONE 16 NOVEMBRE
Domenica 16 novembre occorre pertanto un sussulto di indignazione, che deve tradursi nella partecipazione sul Monte S. Martino alla cerimonia commemorativa in ricordo degli eroi che hanno combattuto per la difesa del suolo italiano di fronte all’invasione tedesca, fonte di tanti lutti, di tragedie e di massacri.
Sono passati nemmeno 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale in Italia e alcuni partigiani sono ancora in vita. Persone che hanno vissuto il dramma della dittatura, che hanno subito anni di carcere, di torture e di guerra, nella quale hanno visto amici e familiari morire per mano fascista e nazista sono oggi costretti ad assistere ad un simile scempio.
Eppure la legge n. 645/1952 (la cosiddetta legge Scelba) sanziona chiunque promuova od organizzi, sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi propri del fascismo, o le sue finalità antidemocratiche o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista, denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista.
Perché allora ad un anno di distanza queste provocazioni si ripetono? A fine novembre una grande manifestazione a Varese richiamerà l’attenzione su questi gravi fatti, nella speranza che si giunga finalmente a porre la parola fine a questo doloroso capitolo della nostra storia recente.
Emilio Rossi  

Viadotti stradali, via a verifica e monitoraggio

Stanziamento regionale della Lombardia a favore delle Province

Nel triennio 2019-2021 arriveranno alle Province della Lombardia altri 3,779 milioni di euro per verifica e monitoraggio dei ponti che insistono sulle strade di loro competenza. Lo stanziamento, deliberato il 31 ottobre 2019 dalla giunta regionale su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, si aggiunge agli oltre 50 milioni di euro in tre anni già previsti per la manutenzione delle strade provinciali.
Questa la ripartizione dei contributi regionali: Bergamo: 442.143 euro; Brescia: 580.454,40 euro; Como: 222.961 euro; Cremona: 284.180,80 euro; Lecco: 124.329,10 euro; Lodi: 154.561,10 euro; Mantova: 382.812,70 euro; Milano: 510.920,80 euro; Monza: 104.678,30 euro; Pavia: 598.971,50 euro; Sondrio: 118.660,60 euro; Varese: 254.326,70 euro. Le risorse sono state ripartite secondo criteri oggettivi, come lunghezza strade della rete viaria provinciale, numero addetti in ogni Provincia/CMM, popolazione residente in ogni Provincia/CMM.
Va considerato, come ha precisato Terzi, che «monitoraggio e manutenzione della rete infrastrutturale sono in carico ai soggetti gestori e la giunta va anche oltre le competenze della Regione». Ogni ente dovrà valutare in base alle criticità presenti sugli itinerari di competenza, quali opere verificare e monitorare con i finanziamenti disponibili, partendo dallo stato di conservazione della struttura e dei suoi componenti. «Ogni Provincia/CMM, ha aggiunto Terzi, sarà responsabile rispetto alla scelta relativa alla priorità di verifica e monitoraggio sui manufatti di competenza». 

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