Edizione n.29 di mercoledì 16 settembre 2026

Prima pagina

Quando Delio Tessa portò a Lugano Benedetto Croce

Gli intellettuali italiani alla Radio svizzera tra 1930 e1980 nel libro "Dietro al microfono" - Tra loro anche Sereni, Bontempelli, Bocca, Eco, Montanelli
RSI_veduta_dall'esterno

La storica presenza di intellettuali italiani ai microfoni di Radio Monteceneri e della Radiotelevisione Svizzera è al centro del volume Dietro al microfono (Edizioni Casagrande), di cui è autrice Nelly Valsangiacomo. Il libro verrà presentato mercoledì 11 maggio, alle 18.30, allo Studio 2 RSI di Lugano-Besso.
La serata, in collaborazione con la Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua italiana, è pubblica. Interverranno, oltre l’autrice, docente di Storia all'Università di Losanna, Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Genova, e Aldo Grasso, critico televisivo e docente di Storia della radio e della televisione all'Università Cattolica di Milano. Al termine prenderanno la parola anche il direttore RSI Maurizio Canetta e il presidente della Corsi Luigi Pedrazzini. Modera Maria Grazia Rabiolo.
I posti in sala sono limitati dunque occorre prenotazione a eventi@rsi.ch oppure tel. 091 803 95 84.

La Radio è uno strumento affascinante. Arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità. Trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene. Alle spalle della RSI di oggi c'è un passato ricco, intenso, meditato, di cui sono stati protagonisti a tutti gli effetti numerosi intellettuali italiani. Attorno a loro ruota “Dietro al microfono. Intellettuali italiani alla Radio svizzera (1930-1980)”. Frutto di una lunga frequentazione degli archivi radiofonici e cartacei, il volume di Valsangiacomo fa comprendere la specificità di Radio Monteceneri e della Radio svizzera di lingua italiana che fin dall'orogine hanno mantenuto saldo il legame con l'Italia. Tanti i nomi che affiorano: Delio Tessa (nel 1936 aveva portato a Lugano Benedetto Croce), Massimo Bontempelli, Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell'immediato dopoguerra; Vito Pandolfi, Vittorio Sereni, Indro Montanelli negli anni Cinquanta e Sessanta; Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo. Se i primi sono stati chiamati a tenere conferenze, gli ultimi sono stati interpellati come opinionisti e testimoni, segno dell'evoluzione del mezzo radiofonico e quindi del loro ruolo. 

Alta Valtellina, apertura completa della Variante di Tirano

Arteria di 6,6 km con due ponti sull’Adda, due gallerie, quattro sottopassi e quattro rotatorie

Più scorrevole in Valtellina la mobilità sulla strada statale 38 dello Stelvio. il 4 agosto 2026 è stato aperto l’intero tracciato della Variante di Tirano, che devia il traffico di attraversamento all'esterno dell’abitato e rende più rapidi e affidabili i collegamenti verso le principali destinazioni turistiche dell'Alta Valle, come Bormio e Livigno.
Alla cerimonia sono intervenuti anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e il governatore della Lombardia Attilio Fontana insieme con gli assessori regionali Claudia Maria Terzi e e Massimo Sertori
L’opera interessa i territori di Bianzone, Villa di Tirano e Tirano in uno dei principali nodi della viabilità in provincia di Sondrio e si inserisce nel percorso iniziato con il Piano di ricostruzione e sviluppo’ della Valtellina dopo l’alluvione del 1987. Avviata nel 2004 e lunga complessivamente circa 6,6 chilometri, bypassa il centro abitato di Tirano, separando il traffico di attraversamento da quello urbano. Prossimo obiettivo rimane il prolungamento della tangenziale di Morbegno fino a Sondrio.
Il tracciato comprende due ponti sull’Adda, due gallerie, quattro sottopassi, tre sottovia e quattro rotatorie. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 221 milioni di euro. Dopo l’apertura del primo lotto di 3,3 chilometri nel gennaio scorso, dal 4 agosto è entrato in esercizio l’intero tracciato, mentre le opere complementari saranno completate entro novembre.
ALTRE OPERE IN CANTIERE
Accanto alla Variante di Tirano, prosegue l'iter per il completamento della tangenziale sud di Sondrio, finanziato da Anas con oltre 52 milioni di euro. L'opera punta a risolvere le criticità legate al passaggio a livello lungo la strada statale 38 dello Stelvio nel comune di Montagna in Valtellina. Dopo l'approvazione del progetto definitivo, la pubblicazione della gara d'appalto è prevista in autunno 2026.
È in corso, invece, la procedura di gara per la realizzazione del nuovo svincolo di Castione Andevenno, noto come nodo della Sassella. L'intervento, del valore di 21,4 milioni di euro, consentirà di migliorare la fluidità della circolazione lungo la strada statale 38. L'aggiudicazione è prevista entro l’estate 2026 con l'avvio dei lavori programmato per l'inizio del 2027.
Sono iniziati a marzo 2026 i lavori della nuova galleria di Bema, destinata a superare il versante franoso che dal 1987 condiziona l'accessibilità al paese. Sarà completata entro l'inizio del 2028 e il suo finanziamento di 22,5 milioni di euro è coperto quasi interamente da Regione Lombardia.
LINEA FERROVIARIA
Ampio spazio è dedicato anche al sistema ferroviario con lavori che consentiranno di aumentare la regolarità del servizio e ridurre i tempi di percorrenza.
Interventi per circa 340 milioni di euro puntano a rendere più efficiente la linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano attraverso la soppressione dei passaggi a livello, la realizzazione di nuove sedi di incrocio e il potenziamento dell'infrastruttura.
Nelle foto (LNews): alcune opere

Milano, Memoriale della Shoah, targa della biblioteca

Svelata il 13 novembre 2023
Milano, stazione centrale, Memoriale-Shoah, cerimonia (foto LNews ol)

Ora al Memoriale della Shoah, situato all'interno della Stazione Centrale di Milano, anche una targa indica la biblioteca completata nel 2022 con fondi regionali (1,1 milioni) e ministeriali (3 milioni). La Biblioteca contiene il patrimonio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
La targa è stata svelata il 13 novembre 2023 durante una cerimonia alla quale ha partecipato l'assessora regionale alla cultura Francesca Caruso. «Una visita che in questo momento storico assume un significato importante che va oltre all'appuntamento istituzionale che ci ha portati qui oggi» ha dichiarato.
Il Memoriale della Shoah è stato progettato dagli architetti Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis ed è ubicato al Binario 21. Inaugurato ufficialmente il 27 gennaio 2013, occupa un'area di circa 7.000 metri quadrati e il suo ingresso si affaccia su piazza Edmond J. Safra 1. Dal Binario 21 fra il 1943 e il 1945 partirono venti convogli Rsha (dal tedesco Reichssicherheitshauptamt) “Milano-Auschwitz". Erano carri bestiame sui quali furono stipati migliaia di ebrei, prigionieri politici, partigiani in partenza dalle carceri di San Vittore. E quel che successe poi lo sappiamo.
Milano, stazione centrale, Memoriale-Shoah, cerimonia (foto LNews ol) 

Lombardia, «la Regione che costa meno allo Stato»

Il dato emerge dallo studio annuale della Ragioneria Generale dello Stato – A costare di più sono le Regioni a statuto speciale

La Lombardia costa allo Stato 2.447 euro pro capite contro gli 8.679 della Provincia autonoma di Bolzano, 7.655 della Valle d'Aosta, 6.818 della Provincia autonoma di Trento e 3.658 euro della media nazionale. Parola della Ragioneria Generale dello Stato riferito al 2015. Lo studio annuale è stato ripreso dalla Regione Lombardia e pubblicato il 29 agosto 2017 sul suo sito (www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it).
La Lombardia è dunque, secondo la nota, la regione che "costa" meno allo Stato. I dati riguardano i pagamenti erogati dallo Stato a qualsiasi titolo per spese correnti e spese in conto capitale, distinti per regione. Si tratta di stipendi, acquisti di beni e servizi, trasferimenti ad amministrazioni ed enti pubblici, a imprese e famiglie, interessi, investimenti diretti e contributi agli investimenti. Rimangono escluse le spese per rimborsi di prestiti.

CONFRONTO CON ALTRE REGIONI
A costare di più sono le regioni a statuto speciale. Nella classifica dopo le Province autonome di Bolzano e Trento e la Valle d'Aosta, c'e' il Lazio con 5.730 euro pro capite, seguito da altre tre regioni autonome: Sardegna (5.296 euro), Friuli Venezia Giulia (4.974 euro) e Sicilia (4.419 euro pro capite).
Seguono Abruzzo (4.336 euro), Molise (4.237 euro), Calabria (4.148 euro), Basilicata (3.976 euro), Liguria (3.701 euro), Campania (3.520 euro), Puglia (3.430 euro), Umbria (3.404 euro), Piemonte (3.281 euro), Marche (3.007 euro), Toscana (2.978 euro), Veneto (2.853 euro), Emilia Romagna (2.704 euro).
ULTIMA PER SPESA STATALE, GENEROSA CON LE TASSE
La Lombardia è, dunque, ultima in termini di spesa statale pro capite, nonostante sia la regione più produttiva e più generosa in termini di gettito fiscale. «I 37,95 miliardi che lo Stato spende in Lombardia - continua il testo - riguardano il pagamento della spesa per interessi sui titoli del debito pubblico (13,4 miliardi di euro), i trasferimenti agli enti territoriali (13,6 miliardi di cui 10,5 trasferiti a Regione Lombardia) e gli stipendi del personale delle amministrazioni dello Stato (5,6 miliardi di euro). Queste voci da sole spiegano oltre l'85% delle spese finali dello Stato in Lombardia».
ANALISI
La nota spiega che dall'analisi delle spese del bilancio dello Stato per missioni emergono alcune conferme sui settori d'intervento. Tra i primi, con esclusione delle spese per il debito pubblico figurano le relazioni finanziarie con le autonomie locali (11 miliardi di euro), l'istruzione scolastica (4,4 miliardi), le spese per il diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto (1,8 miliardi), l'istruzione universitaria (1,1 miliardi di euro).  Non figurano, invece, alcuni settori, tra cui la Tutela della salute, finanziata con risorse proprie dal bilancio regionale. 

Corpo europeo di solidarietà, in arrivo posti di lavoro e tirocini

A sei mesi dal varo, da parte della Commissione europea, del Corpo europeo di solidarietà e dopo l'abbinamento dei collocamenti di volontariato iniziato nel marzo 2017, è ora la volta di migliaia di collocamenti di lavoro e di tirocinio. La Commissione europea sostiene infatti due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego italiano e da quello francese, che offriranno a un massimo di 6 mila giovani un lavoro o un tirocinio connessi alla solidarietà in un altro Paese dell'UE.
Due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego francese (Pôle Emploi) e dall'italiana Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) prevedono la collaborazione di servizi pubblici per l'impiego e organizzazioni di diversi stati membri dell'UE, come le organizzazioni dei datori di lavoro e gli istituti di formazione. Intento, fornire ai giovani tra i 18 e i 30 anni offerte di lavoro o tirocinio in settori connessi alla solidarietà. I partecipanti selezionati potranno impegnarsi in un'ampia gamma di attività quali l'assistenza sanitaria, l'integrazione sociale, la protezione dell'ambiente, l'assistenza a migranti e rifugiati e l'aiuto alimentare in un altro Paese dell'UE. I progetti si rivolgeranno ai datori di lavoro, garantiranno l'abbinamento tra candidati e offerte e forniranno ai partecipanti assistenza finanziaria e altre forme di sostegno, come la formazione. I progetti sono finanziati con più di 14 milioni di euro dal programma per l'occupazione e l'innovazione sociale.

Orizzonte temporale e prossime tappe
I due progetti proseguiranno fino a marzo 2019. In parallelo, il Corpo europeo di solidarietà verrà ulteriormente sviluppato e consolidato. L'obiettivo è mettere a disposizione 100  mila posti entro la fine del 2020.
L'esperienza acquisita contribuirà a preparare il terreno per l'introduzione su più ampia scala del Corpo europeo di solidarietà entro il 2020. I due progetti, in collaborazione con altri progetti in materia di collocamenti occupazionali per il corpo europeo di solidarietà,  continueranno a sostenere i giovani nella ricerca di collocamenti transfrontalieri fino alla primavera del 2019.
Per informazioni, contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail

Epatite B cronica, in Lombardia al via progetto di nuovo farmaco

Per la sua realizzazione disponibili 5,6 milioni di euro

Un altro passo avanti verso la cura definitiva dell'epatite B cronica in Lombardia. A Milano, l’11 luglio 2017, l'assessore regionale all'università, ricerca e open innovation, Luca Del Gobbo, e il presidente di Promidis srl, Pietro Di Lorenzo, hanno siglato un accordo per la realizzazione di farmaci innovativi.
Il progetto vede in campo Promidis Srl, Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, Ospedale San Raffaele, Università degli Studi di Milano, Policlinico San Matteo. L’investimento complessivo è di 5,6 milioni di euro e il contributo regionale di 3,3 milioni di euro.
Nell’epatite B il virus HBV intacca pericolosamente il fegato e il 5 per cento degli adulti e oltre il 50 dei bambini al di sotto dei 5 anni infettati diventano malati cronici.
DAL 2009 AL 2015 SPESA SANITARIA RADDOPPIATA
«I malati - ha sottolineato l'assessore - devono assumere farmaci per tutta la vita e questo significa costi elevatissimi per il sistema sanitario e la non certezza di ridurre il rischio del cancro al fegato. Su scala mondiale sono 300 milioni le persone affette, di cui 1 milione muore ogni anno. Dal 2009 al 2015 la spesa sanitaria per la cura dell'epatite B, in Lombardia, è passata da 12 a 24 milioni di euro».
Gli "Accordi per la ricerca e l'innovazione" sono stati introdotti con la legge 29/2016. Loro cardini sono l’abbandono della logica dei vecchi bandi e l’opzione della negoziazione tra le parti rispetto a elementi tecnici, tempi, risorse e modalità di compartecipazione a un progetto comune. Su questa misura Regione Lombardia ha scelto 32 progetti su un totale di 90 presentati e stanziato 106 milioni di euro a fondo perduto. Uno tra questi è il progetto per la realizzazione del nuovo farmaco contro l’epatite B. 

Navetta dall'Eremo di Santa Caterina a Ispra e ritorno


A settembre servizio sperimentale gratuito
Servizio navetta Leggiuno-Ispra, foto eo ipso
Eremo Santa Caterina delSasso, foto, foto eo ipso

Per tutto settembre 2026, sul lago Maggiore, nuovo servizio sperimentale da Santa Caterina del Sasso a Leggiuno fino ad ispra e ritorno. Il giovedì e il sabato una navetta completamente gratuita partirà dall’Eremo e toccherà il Midec-Museo Internazionale Design Ceramico di Cerro di Laveno, le Officine dell’Acqua alla stazione di Laveno Nord lago, Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno e Ispra.
Obiettivo del progetto, coordinato dalla Provincia di Varese in partenariato con Archeologistics, testare un modello di mobilità turistica e culturale destinato, in prospettiva, ad andare a regime dalla prossima estate. Uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione è la possibilità di muoversi tra più luoghi senza mezzo privato.
Il servizio, organizzato con l’operatore Autolinee Varesine e in coordinamento con l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, prevede due differenti anelli, uno in senso orario e uno in senso antiorario, sia al mattino sia nel pomeriggio, consentendo così di scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze.
Nel percorso in senso orario, la navetta parte dall’Eremo alle 9.30 e alle 14.30. Al mattino raggiunge il Midec alle 9.35, le Officine dell’Acqua alle 9.47, Villa Della Porta Bozzolo alle 10.04 e Ispra alle 10.31, per rientrare all’Eremo alle 10.49. Nel pomeriggio lo stesso itinerario si svolge tra le 14.30 e le 15.49. Il percorso antiorario parte invece dall’Eremo alle 11.30 e alle 16.30, toccando nell’ordine Ispra, Villa Della Porta Bozzolo, le Officine dell’Acqua e il MIDeC, prima di tornare a Santa Caterina rispettivamente alle 12.48 e alle 17.48.
Nelle foto (eo ipso): Eremo di Santa Caterina e servizio navetta. 

La Camelia invernale fiorisce a Verbania

Locandina

Luogo prediletto dalla natura per bellezza e attrattiva, Verbania (Vco) ospiterà il 25 e 26 novembre la Mostra della Camelia invernale. La manifestazione è organizzata dal Comune e da Verbania Garden Club e annovera tra i partner Distretto turistico dei Laghi, Società italiana della Camelia, Ente giardini botanici Villa Taranto, Pro loco di Verbania. La mostra, alla diciassettesima edizione, metterà in scena centinaia di varietà a fioritura invernale nei saloni di Villa Giulia. La dimora è nota oltre che per l'ottocentesca architettura perché fu frequentata da personalità quali Arturo Toscanini.
Dettagli, https://www.facebook.com/mostracameliaverbania 

Allarme siccità, innalzato il livello estivo del Lago Maggiore

Portato a +1,35 m sullo zero idrometrico contro i +1,25 metri già previsti in deroga – Preoccupazioni dal mondo agricolo varesino
Fioriture anticipate - Pruno, foto Coldiretti Varese

Nella provincia prealpina la primavera è partita con una carenza rispetto alla media di riserve idriche accumulate nei grandi laghi e sotto forma di neve. «Sono oltre 370 milioni i metri cubi d’acqua che mancano all’appello a livello regionale» ha dichiarato il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. «Nelle campagne lombarde cresce l’allerta degli agricoltori, a cominciare dai produttori di cereali: in molti casi c’è difficoltà. Non si riesce a lavorare la terra e in diversi hanno preferito rinviare qualche settimana le semine».
In allerta anche il Consorzio di bonifica ETVilloresi. Nella sua ETVFlash del 22 marzo 2019 ha reso noto che, «in relazione alla scarsità di precipitazioni registrata dall’inizio dell’anno e all’esiguità delle riserve nivali in montagna, uno dei primi provvedimenti assunti per contrastare la siccità, che si prepara a minacciare l’avvio della stagione irrigua soprattutto al Nord, è il recente innalzamento del livello estivo del Lago Maggiore a +1,35 metri sullo zero idrometrico - contro i +1,25 metri già previsti in deroga – che corrisponde ad oltre 20.000.000 di m/c d’acqua in più. I Consorzi di bonifica e i Parchi lombardi confidano che questa misura possa rappresentare un primo passo verso l’adozione del limite massimo di regolazione del Verbano ad +1,50 metri sopra lo zero idrometrico anche in estate».
La situazione, se non cambiano le condizioni meteo, suscita gravi preoccupazioni. «Sui nostri laghi - ha osservato il presidente del Consorzio Alessandro Folli - abbiamo una riduzione delle riserve idriche superiori al 50 per cento. Lo scarso innevamento delle Alpi è molto preoccupante, abbiamo almeno due metri in meno. E se aprile non sarà piovoso, avremo grosse difficoltà a giugno».
TIMORI IN AGRICOLTURA
La siccità non è per il mondo agricolo l'unico fattore di ansia. Per Coldiretti Varese, «c'è il timore che, dopo queste temperature elevate, possa tornare il freddo e a risentirne potrebbero essere, oltre le orticole, anche alcune produzioni floricole particolarmente caratteristiche per il territorio varesino come le acidofile, in particolare camelie e azalee».
L'inverno appena concluso, ha aggiunto Fiori, è stato anomalo e siccitoso. «Tra il mese di dicembre e la prima metà di marzo – ha rilevato - ha fatto registrare solo tre giornate di pioggia che hanno coinvolto tutto il territorio regionale. Sempre più in sofferenza i grandi laghi con le percentuali di riempimento che, nel caso del Lago Maggiore, sono scese al 28,5%».

Varese, si scrive Breast Unit, si legge Eccellenza

All’Unità del seno dell’Asst Sette Laghi donato da associazioni un ecografo di ultima tecnologia
ecografo

Anche nella cura delle donne colpite dal cancro al seno il territorio prealpino può vantare una sensibilità sociale e un’assistenza sanitaria di tutto rilievo. La Breast Unit (Unità del seno) dell’Azienda socio sanitaria territoriale Settelaghi di Varese è un modello di organizzazione e integrazione che, attraverso un approccio multidisciplinare e personalizzato, registra un’alta percentuale di guarigione, unitamente ad una miglior qualità di vita.
Questa malattia è la prima causa di morte per patologia neoplastica nella popolazione femminile e nella provincia di Varese l’Osservatorio Epidemiologico registra 750/800 nuovi casi annui con circa 200 decessi. Il 17 luglio 2017 l’ASST varesina ha dato pieno compimento alla definizione della SSD Breast Unit. Responsabile è la professoressa Francesca Rovera, mentre direttore del Dipartimento Chirurgico è il dottor Eugenio Cocozza.
Ebbene, per completezza del Percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale (PDTA) e per numero di casi trattati, la Breast Unit varesina è un Centro di Riferimento Nazionale dopo lstituto Europeo di Oncologia, Istituto Tumori di Milano e Humanitas. Parola della Regione Lombardia (delibera regionale sulle Breast Unit del 29/04/2016). Per la professoressa Rovera e il dottor Cocozza fondamentale è dare risposte in termini non solo di eccellenza tecnico-scientifica delle cure, ma anche di capacità di sviluppare una presa in carico finalizzata ai bisogni complessi e impellenti delle pazienti e dei familiari.
A questa punta di diamante sanitaria si aggiunge uno straordinario valore del volontariato sociale, da Andos Varese e Andos Insubria alla Lega Tumori, da Varese per l’Oncologia all’Associazione Volontari Ospedalieri, da Varese con Te a Sulle Ali e Caos.
La più recente testimonianza è la donazione di un ecografo particolare (modello MyLab Five di Esaote) alla Breast Unit. La macchina, tecnologicamente avanzata, è stata consegnata il 26 settembre 2017 da Associazione Caos, Fondazione per la Comunità di Malnate e Città delle Donne di Malnate. La donazione è stata possibile grazie alla costituzione, presso la Fondazione per la Comunità di Malnate, del Fondo intitolato a Pinuccia Spadotto, mancata il 31 luglio 2003 (era presente la figlia Tania). Donna di eccezionali doti e grande intelligenza, già nel 1994 organizzò un progetto pilota di screening mammografico presso la Città di Malnate e il 2 dicembre del 2002 donò all’Ospedale di Circolo di Varese il mammotest per le microbiopsie. 

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