Edizione n.39 di mercoledì 20 novembre 2019

Prima pagina

Milano, il cenacolo di Antonio Banfi e la figura di Valentino Bompiani

Fino al 31 dicembre 2019 mostra dell'Insubria alla Biblioteca Braidense
Antonio Banfi, foto Università dell'Insubria
La scuola di Milano foto Università dell'Insubria

Manoscritti, libri, lettere, autografi del cenacolo di Antonio Banfi, la figura di Valentino Bompiani e molte foto di Antonia Pozzi, tratti dagli archivi dei protagonisti e riprodotti in un catalogo di più di trecento pagine della casa editrice Giunti di Firenze. Sono la raccolta di documenti custoditi al Centro internazionale Carlo Cattaneo e Giulio Preti dell’Università dell’Insubria di Varese ed esposti a Milano fino al 31 dicembre 2019 nella Sala Teresiana della Biblioteca Braidense (visite da lunedì a venerdì ore 8.30-18.30 e sabato 8.30-13.45; ingresso libero).
La mostra «Sulla Scuola di Milano. Antonio Banfi e Valentino Bompiani nella cultura e nella società italiana dalla dittatura alla democrazia» è inserita nel progetto dell’Insubria Giovani Pensatori, ideato e diretto da Fabio Minazzi, ed è nata in collaborazione con la casa editrice Bompiani, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Fondazione Corrente, l’associazione Lalla Romano di Milano e il corso di Storia e storie del mondo contemporaneo dell’Università dell’Insubria. A Milano nacque negli anni Trenta il cenacolo filosofico di Antonio Banfi (1886-1957) e alla Braidense sono conservati i volumi della biblioteca di Banfi, che fu docente di Storia della filosofia e di Estetica all’Università degli Studi di Milano, donati dalla famiglia già negli anni Sessanta.
In dodici pannelli narrativi e altrettante bacheche scorre la storia di quel cenacolo filosofico, dalla formazione, il razionalismo critico e la legge trascendentale del conoscere di Antonio Banfi all’apertura prospettica della Scuola di Milano, dal neorealismo logico di Giulio Preti, Remo Cantoni, Enzo Paci e Dino Formaggio alla voce poetica e artistica di Antonia Pozzi.

LA SCUOLA DI MILANO
Spiega Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della scienza all’Insubria e direttore scientifico del Centro internazionale insubrico: «Bisogna immaginare la Scuola di Milano come una serie di cerchi concentrici mediante i quali la fecondità del razionalismo critico delineato da Banfi matura e feconda differenti ambiti di studio e di ricerca, consentendo a ciascun allievo di inseguire liberamente il proprio dèmone. Questo spiega perché la filosofia della cultura di Banfi sia stata allora in grado di inserire positivamente, entro il circolo culturale della riflessione contemporanea, differenti, nuove ed originali prospettive attinenti la sociologia, l’etnografia, la filosofia della scienza, la psicologia, la musica, la letteratura ed anche la poesia, riaprendo così il discorso estetico a nuovi scenari, mentre, al contempo, consente un profondo e originale ripensamento del problema pedagogico su temi diversi da quelli tradizionali. I grandi allievi banfiani degli anni Trenta colsero perfettamente questo nuovo spirito che animava tutte le lezioni di Banfi e proprio grazie ad esso furono tutti guidati ad evadere dalle “morte gore” della provinciale cultura italiana, neoidealista e fascista, per guardare, con attenzione, a tutto quanto accadeva all’estero, negli stati europei, ma anche in quelli americani, russi, asiatici e cinesi».
Nelle foto: la Scuola di Milano e un ritratto di Antonio Banfi.

Varese, mezzo secolo di Liceo artistico

Serata speciale organizzata da suoi “pionieri”
1 L'insediamento in via Milano. Da destra a sinistra il prefetto Ariano, l'on. Zamberletti cofondatore del liceo, un giovane Mauro della Porta Raffo, Vittore Frattini direttore e il pittore Montanari

A Varese il Liceo artistico Angelo Frattini festeggia il mezzo secolo di vita con una serata speciale messa a punto dai suoi “pionieri di un’avventura indimenticabile”. Ex studenti della prima A, insieme agli allievi delle sezioni B e C, propongono, venerdì 15 novembre (alle 21) nella Sala Montanari (ex cinema Rivoli), CAROLICEO 50, «uno sguardo sulla Varese di allora, i suoi aspetti urbani e i suoi fermenti artistici».
Immagini e parole saranno accompagnate dalla sensibilità musicale degli artisti varesini Beatrice Binda e Simone Corti. La particolare ricorrenza vedrà anche la partecipazione dell’allora docente Silvano Colombo. Ed ecco quell'evento nell'«intreccio di ricordi emozionanti» di uno di quei “pionieri”.
«Il liceo Artistico contava alla sua nascita, il 5 novembre 1969, novanta studenti. Appena quattordicenni portavano già l’eredità, pesante e straordinaria, di guerre e rivoluzioni sociali destinate a lasciare un’impronta indelebile. Dal mitico e coinvolgente concerto rock di Woodstock all’emozionante sbarco sulla luna in un’America che non si risparmiava nulla pur di stupire il resto del mondo, senza dimenticare i tragici eventi come guerre e stragi che hanno segnato la storia di ieri, ma in forme diverse si ripropongono oggi come crisi profonde di società confuse… Uno sguardo sulla Varese di allora, i suoi aspetti urbani e i suoi fermenti artistici ci riporta indietro nel tempo».
L’ingresso, naturalmente, è libero e gratuito. 

Foto: L'insediamento in via Milano. Da destra a sinistra il prefetto Ariano, l'on. Zamberletti cofondatore del liceo, un giovane Mauro della Porta Raffo, Vittore Frattini direttore e il pittore Montanari.

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Milano, "Women Elements" da Obyarts

Women Elements

Progetto artistico a cura di Claudia Castiglioni, sarà dal 16 novembre a Milano, in galleria Obyarts Studio Multifunzionale, "Women Elements". In mostra opere di Roberta Barbieri, Claudia Castiglioni, Anita Cerpelloni, Anna Crema, Isabella Costerman, Gabriella Santoro, Alessandra Villa.
"Women" è un mosaico d'arte in continuo che si svolge e riavvolge in una sequela di mostre. Alla base di ciascuna l'archetipo del femminile, l'essenza della femminilità nelle sue forme, che cambiano nel tempo così come le artiste che di volta in volta partecipano. L'appuntamento di novembre segue le precedenti esposizioni del 2019 alle Poste centrali di Milano dell'8 marzo e al Museo Casa del lago di Verbania con “Una riflessione poliedrica”.
Vernice (via via Poliziano 16), ore 18,30. In esposizione dal 18 al 23 novembre ore 16/19 su appuntamento info@obyart.eu  

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Duno (Varese), rievocazione della Battaglia del S. Martino

La cerimonia di domenica 16 novembre sarà una prima risposta alle provocazioni neofasciste – A fine mese seguirà una grande manifestazione a Varese
LA STELE RICORDO SUL S. MARTINO
IL SACRARIO DEL S. MARTINO

Sabato, 1° novembre 2014, sono state piantate 200 rune celtiche a lato della chiesetta di San Martino in culmine, sopra Duno, nell’area che fa parte del sacrario dove giacciono le spoglie di quei valorosi che hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia e di libertà. Questa vetta fu, infatti, teatro della battaglia svoltasi il 13-14-15 novembre 1943.
Furono proprio gli uomini della formazione “Cinque Giornate” agli ordini del colonnello Carlo Croce che, primi in Italia, si ribellarono all'occupazione nazi-fascista. Un luogo sacro dunque dove militanti neofascisti si sono persino fatti fotografare accanto alle rune in legno, alla svastica e al fascio littorio, simboli dei regimi dittatoriali del secolo scorso. Sono stati inoltre ritrovati diversi volantini in cui si equiparano le vittime partigiane a quelle del nazismo e uno striscione che inneggia ai “guerrieri d'Europa”.
La “rivendicazione” del gesto è arrivata da una pagina Facebook.

SFIDA ALLA COSTITUZIONE
E’ la seconda volta che si ripete una manifestazione del genere, ma quest’anno i responsabili del gesto hanno alzato il tiro: non più solo striscioni, ma l’utilizzo di una simbologia che di certo non può passare inosservata.
Il vergognoso atto rivendicato dalla comunità militante dei Dodici Raggi rappresenta un’oltraggiosa e ignobile sfida che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dal sacrificio di migliaia di uomini vittime di un regime liberticida.
Di fronte a questa grave istigazione di chiara matrice neo-fascista, le istituzioni pubbliche (comuni, comunità montane, provincia, regione, ecc.) hanno il dovere di levare alta la loro voce. Alcune l’hanno già fatto, altre lo faranno.
DAL SAN MARTINO ALLA GERA
Non possiamo dimenticare che il fascismo-nazismo ha causato una guerra mondiale disastrosa con un bilancio, secondo alcuni studiosi, di 60 milioni di morti e lo sterminio di 6 milioni di ebrei e che il nazismo nacque dal tronco del fascismo e si modellò sui principi autoritari propugnati da Mussolini. Il fascismo peraltro non si sottrasse alla logica delle vergognose leggi razziali contro gli ebrei, promulgate in Italia nel 1938. 

Anche il Varesotto ha offerto un tributo di sangue alla riconquista della libertà perduta. Ne sono un fulgido esempio i martiri della Gera che abbiamo appena commemorato.
COMMEMORAZIONE 16 NOVEMBRE
Domenica 16 novembre occorre pertanto un sussulto di indignazione, che deve tradursi nella partecipazione sul Monte S. Martino alla cerimonia commemorativa in ricordo degli eroi che hanno combattuto per la difesa del suolo italiano di fronte all’invasione tedesca, fonte di tanti lutti, di tragedie e di massacri.
Sono passati nemmeno 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale in Italia e alcuni partigiani sono ancora in vita. Persone che hanno vissuto il dramma della dittatura, che hanno subito anni di carcere, di torture e di guerra, nella quale hanno visto amici e familiari morire per mano fascista e nazista sono oggi costretti ad assistere ad un simile scempio.
Eppure la legge n. 645/1952 (la cosiddetta legge Scelba) sanziona chiunque promuova od organizzi, sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi propri del fascismo, o le sue finalità antidemocratiche o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista, denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista.
Perché allora ad un anno di distanza queste provocazioni si ripetono? A fine novembre una grande manifestazione a Varese richiamerà l’attenzione su questi gravi fatti, nella speranza che si giunga finalmente a porre la parola fine a questo doloroso capitolo della nostra storia recente.
Emilio Rossi  

Viadotti stradali, via a verifica e monitoraggio

Stanziamento regionale della Lombardia a favore delle Province

Nel triennio 2019-2021 arriveranno alle Province della Lombardia altri 3,779 milioni di euro per verifica e monitoraggio dei ponti che insistono sulle strade di loro competenza. Lo stanziamento, deliberato il 31 ottobre 2019 dalla giunta regionale su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, si aggiunge agli oltre 50 milioni di euro in tre anni già previsti per la manutenzione delle strade provinciali.
Questa la ripartizione dei contributi regionali: Bergamo: 442.143 euro; Brescia: 580.454,40 euro; Como: 222.961 euro; Cremona: 284.180,80 euro; Lecco: 124.329,10 euro; Lodi: 154.561,10 euro; Mantova: 382.812,70 euro; Milano: 510.920,80 euro; Monza: 104.678,30 euro; Pavia: 598.971,50 euro; Sondrio: 118.660,60 euro; Varese: 254.326,70 euro. Le risorse sono state ripartite secondo criteri oggettivi, come lunghezza strade della rete viaria provinciale, numero addetti in ogni Provincia/CMM, popolazione residente in ogni Provincia/CMM.
Va considerato, come ha precisato Terzi, che «monitoraggio e manutenzione della rete infrastrutturale sono in carico ai soggetti gestori e la giunta va anche oltre le competenze della Regione». Ogni ente dovrà valutare in base alle criticità presenti sugli itinerari di competenza, quali opere verificare e monitorare con i finanziamenti disponibili, partendo dallo stato di conservazione della struttura e dei suoi componenti. «Ogni Provincia/CMM, ha aggiunto Terzi, sarà responsabile rispetto alla scelta relativa alla priorità di verifica e monitoraggio sui manufatti di competenza». 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

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