Edizione n. 20 di mercoledì 19 giugno 2019

Prima pagina

Varese, un “tigre” nel motore della sanità

Compie 15 anni l'associazione Varese per l’Oncologia Onlus
Gianni Spartà

Il volontariato è come gli ottani per l'auto: mette - diceva uno spot d'antan - un “tigre” nel motore. In ogni campo, primo forse fra tutti quello della sanità. In terra varesina i suoi interventi sono ormai cronaca, mai tuttavia scontata, sempre confortante e inimmaginabile.
Nella galleria delle tante iniziative un posto tutto a sé si è ritagliata Varese per l’Oncologia Onlus, un'associazione fondata e instancabilmente timonata da Gianni Spartà. Ecco nelle sue parole il cammino di tre lustri di sfide, fatiche, traguardi ricordato nella festa di compleanno di domenica 9 giugno 2019 a Villa San Martino di Barasso.

LA LUNGA MARCIA DA VARESE A CITTIGLIO, LUINO...

Lotta ai tumori, a che punto è la notte? Se questa domanda me la fossi posta nel maggio del 2005 tra le righe della prima relazione da presidente di Varese per l’Oncologia Onlus avrei avuto difficoltà a non scuotere la testa. C’erano ferite fresche, personali e condivise con altri, l’idea di avvistare una luce nel buio, un’alba dopo le tenebre, era assai improbabile. C’erano i report della ricerca scientifica che contemplavano ancora numeri poco incoraggianti in fatto di guarigioni o di sopravvivenze. E c’era nei nostri luoghi di cura una situazione strutturale non all’altezza di un presidio con ottime professionalità ma con insufficienti risposte alle esigenze dei malati. Di quei malati.
Letti di degenza dedicati, zero o quasi. Un day hospital che faceva scrupolosamente il day hospital e che alle cinque del pomeriggio chiudeva i battenti affidando a un numero verde eventuali richieste urgenti. Necessità per i medici, nei casi gravi, di indirizzare i pazienti in altri ospedali, a Milano, a Pavia. Tutto questo sa chi ci è passato o chi è stato testimone di uno scenario che cozzava con il profilo distinto di un’azienda ospedaliera e universitaria nella quale lavoravano clinici di sicuro spessore.
Solo un gruppo di pazzi visionari poteva illudersi di cambiare qualcosa dando vita a un’associazione no profit. Ma che cosa potevamo fare se l’ospedale maggiore aveva i malati di cancro sparpagliati nei vari reparti, se l’Oncologia dava l’impressione di essere considerata una specialità sulla quale le alte sfere avevano investito poco o nulla fino a quel momento? Potevamo rattoppare non incidere. Per incidere bisognava che il Rione Sanità facesse qualche passo importante. Lo fece proprio mentre i visionari si organizzavano spinti da non frequente entusiasmo e da non scontato spirito di appartenenza. Forse lo fece proprio perché i visionari si organizzavano spinti da non frequente entusiasmo e non scontato spirito di appartenenza. E la scossa ci trovò preparati.

Arrivarono letti: un reparto di degenza a Varese, un day hospital a Cittiglio, un ambulatorio a Luino. Arrivarono le Simultaneous Home Care, dapprima finanziate dalla nostra Onlus, poi recepite da un protocollo regionale. Arrivarono i trasporti gratuiti casa-ospedale-casa per pazienti fragili, un attrezzato laboratorio di trucco e parrucco, consulenze di psicoterapia e fisioterapia a chi ne aveva bisogno. Sanità pubblica che cura, privati che l’affiancano prendendosene cura: binomio vincente.
Sotto il traguardo dei quindici anni di attività - tanti ne sono passati e ci apprestiamo a celebrarli il 9 giugno - prevale su tutto un sentimento di sincera gratitudine rivolto alle centinaia di persone alle quali abbiamo toccato il cuore con le nostre iniziative. Poi penso ai tanti pazienti che in questi quindici anni sono stati curati meglio nei nostri ospedali, più vicino alle loro case, addirittura nelle loro case. Penso alle borse di studio procurate a giovani camici bianchi che hanno imparato a fare gli oncologi a Varese. Penso ai visionari che si sono rivelati profeti. E penso, infine, al sistema sanitario nazionale che al netto di brutte pagine è qualcosa di cui il nostro Paese deve andare fiero.

Sere fa in tv c’era un ex ministro, Carlo Calenda. Ha raccontato i guai di sua moglie curata per una leucemia recidivante, sottoposta a trapianto di midollo. «Sapete quanto mi è costato questo calvario sul piano economico?», ha detto Calenda. «Non mi è costato un centesimo. In America per una terapia tanto complessa, quanto routinaria, mi avrebbero presentato un conto da un milione di dollari. Da garantire in anticipo consegnando la carta di credito all’atto del ricovero». Ecco, allora, il messaggio: uno vede i telegiornali, sente i nostri leader, non prova più rabbia, ma sgomento. E tuttavia l’Italia che i nostri padri si sono immaginati uscendo vivi dalle due guerre mondiali è un’Italia che non lascia indietro nessuno, almeno sul fronte delle cure e della salute. Oggi e così, ieri è stato così, domani? Molto dipende anche dalla responsabilità sociale che Varese per l’Oncologia, nel suo piccolo, si è assunta donando un aiuto a chi aiuta una vita. Il giudizio ragionato lo daranno quanti volessero raccontare questa storia. Noi ci accontentiamo del segno indelebile che questa avventura solidale ci lascia dentro. Quindici anni dopo.
Gianni Spartà
presidente

Il pensiero segreto dei poeti

L'arte e la persona nel carteggio tra Vittorio Sereni e Carlo Betocchi
cover

Ci fosse qualcuno che ancora non ha avuto occasione di accostarsi a Vittorio Sereni, a Carlo Betocchi e alla loro opera, può recuperare il lungo arco di studi che ruota attorno a loro grazie a una recente pubblicazione. È “Vittorio Sereni-Carlo Betocchi Un uomo fratello Carteggio (1937-1982)”, a cura di Bianca Bianchi e con introduzione di Clelia Martignoni (Mimesis Edizioni).
Il testo, letterariamente punto di arrivo e di ripartenza, è seducente. Di quelli che si leggono di slancio, pagina dietro pagina, facendosi prendere dalla narratività, oppure con il piacere di appuntare, lasciar in lentezza depositare nella mente voci che attendono di essere assimilate. “Un uomo fratello” ha la bellezza della maturità, condensata mattone dietro mattone, e l'affondo determinato e preciso nel rinnovarsi dello scoprire, mettere in luce. Coniuga felicemente, senza artificiosità, l'abito critico, la efficace pertinenza, con la limpidezza della notazione.
Un epistolario è quanto di più materico sia concesso a un lettore conoscere di chi, passo passo, lo ha cucito, introducendo al suo pensiero segreto. Supera, laddove un uomo fratello intreccia sé stesso con l'altro uomo fratello - scavalca persino - il limite dell'apparenza al mondo in una rivelazione totale, moltiplicatrice di rimandi, circostanze e circoscrizioni a volte ineffabili eppure lì, così prossimi nel volano tanto silenzioso quanto eloquente che è la parola scritta.
C'è quel di più nei carteggi, e in questo in particolare, che mette chi legge al cospetto della pienezza, del tuttotondo. Non solo della persona-arte, conosciuta nella sua forma creativa, ma della persona generante, di quell'arte madre.
Il commento con cui Bianca Bianchi affianca il lettore è illuminante, calibrato nella vastità/specificità dell'apparato su cui lavora. Nitido, inconfondibile l'apporto introduttivo di Clelia Martignoni. Come sempre per questa studiosa, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Pavia sulla cattedra che fu di Dante Isella, sia che illustri durante un convegno sia che accompagni tramite un libro.
___

Bianca Bianchi è stata redattrice di "Almanacco Luinese La Rotonda" (1979-1984), diretto da Vittorio Sereni e da Piero Chiara. Ha pubblicato alcuni saggi sul carteggio con Carlo Betocchi (2010, 2012) e ha curato il volume Poeti francesi letti da Vittorio Sereni (2002).

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Duno (Varese), rievocazione della Battaglia del S. Martino

La cerimonia di domenica 16 novembre sarà una prima risposta alle provocazioni neofasciste – A fine mese seguirà una grande manifestazione a Varese
LA STELE RICORDO SUL S. MARTINO
IL SACRARIO DEL S. MARTINO

Sabato, 1° novembre 2014, sono state piantate 200 rune celtiche a lato della chiesetta di San Martino in culmine, sopra Duno, nell’area che fa parte del sacrario dove giacciono le spoglie di quei valorosi che hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia e di libertà. Questa vetta fu, infatti, teatro della battaglia svoltasi il 13-14-15 novembre 1943.
Furono proprio gli uomini della formazione “Cinque Giornate” agli ordini del colonnello Carlo Croce che, primi in Italia, si ribellarono all'occupazione nazi-fascista. Un luogo sacro dunque dove militanti neofascisti si sono persino fatti fotografare accanto alle rune in legno, alla svastica e al fascio littorio, simboli dei regimi dittatoriali del secolo scorso. Sono stati inoltre ritrovati diversi volantini in cui si equiparano le vittime partigiane a quelle del nazismo e uno striscione che inneggia ai “guerrieri d'Europa”.
La “rivendicazione” del gesto è arrivata da una pagina Facebook.

SFIDA ALLA COSTITUZIONE
E’ la seconda volta che si ripete una manifestazione del genere, ma quest’anno i responsabili del gesto hanno alzato il tiro: non più solo striscioni, ma l’utilizzo di una simbologia che di certo non può passare inosservata.
Il vergognoso atto rivendicato dalla comunità militante dei Dodici Raggi rappresenta un’oltraggiosa e ignobile sfida che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dal sacrificio di migliaia di uomini vittime di un regime liberticida.
Di fronte a questa grave istigazione di chiara matrice neo-fascista, le istituzioni pubbliche (comuni, comunità montane, provincia, regione, ecc.) hanno il dovere di levare alta la loro voce. Alcune l’hanno già fatto, altre lo faranno.
DAL SAN MARTINO ALLA GERA
Non possiamo dimenticare che il fascismo-nazismo ha causato una guerra mondiale disastrosa con un bilancio, secondo alcuni studiosi, di 60 milioni di morti e lo sterminio di 6 milioni di ebrei e che il nazismo nacque dal tronco del fascismo e si modellò sui principi autoritari propugnati da Mussolini. Il fascismo peraltro non si sottrasse alla logica delle vergognose leggi razziali contro gli ebrei, promulgate in Italia nel 1938. 

Anche il Varesotto ha offerto un tributo di sangue alla riconquista della libertà perduta. Ne sono un fulgido esempio i martiri della Gera che abbiamo appena commemorato.
COMMEMORAZIONE 16 NOVEMBRE
Domenica 16 novembre occorre pertanto un sussulto di indignazione, che deve tradursi nella partecipazione sul Monte S. Martino alla cerimonia commemorativa in ricordo degli eroi che hanno combattuto per la difesa del suolo italiano di fronte all’invasione tedesca, fonte di tanti lutti, di tragedie e di massacri.
Sono passati nemmeno 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale in Italia e alcuni partigiani sono ancora in vita. Persone che hanno vissuto il dramma della dittatura, che hanno subito anni di carcere, di torture e di guerra, nella quale hanno visto amici e familiari morire per mano fascista e nazista sono oggi costretti ad assistere ad un simile scempio.
Eppure la legge n. 645/1952 (la cosiddetta legge Scelba) sanziona chiunque promuova od organizzi, sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi propri del fascismo, o le sue finalità antidemocratiche o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista, denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista.
Perché allora ad un anno di distanza queste provocazioni si ripetono? A fine novembre una grande manifestazione a Varese richiamerà l’attenzione su questi gravi fatti, nella speranza che si giunga finalmente a porre la parola fine a questo doloroso capitolo della nostra storia recente.
Emilio Rossi  

Milano, nasce Medtec

È la laurea congiunta in ingegneria biomedica e medicina di Politecnico e Humanitas University
Politecnico Milano, foto ibis

Presentata il 5 giugno a Milano la laurea congiunta in Ingegneria biomedica e Medicina del Politecnico di Milano e di Humanitas University. Il nuovo corso accademico 'Medtec' si svilupperà sugli stessi temi scelti dalla Lombardia per la presidenza 2019 dei '4 Motori d'Europa'.
Sono, come ha osservato il sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali di Regione Lombardia, «la Medicina personalizzata, le politiche e gli strumenti predittivi per l'efficienza dell'azione di governo, le filiere produttive eco-innovative e la manifattura 4.0 e le professioni del futuro dove l'innovazione sta nella formazione. Senza dimenticare ovviamente le enormi possibilità che offrono i big data». 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

Proprietà intellettuale, gli assalti alle frontiere UE

In testa Cina ma anche Turchia, Panama, Thailandia - L’Italia tra i Paesi più bersagliati

Da 103 milioni nel 2010 (valore 1,1 miliardi di euro) a quasi 115 milioni nel 2011 (valore 1,3 miliardi). Tanti sono i prodotti contraffatti sequestrati dalle dogane alle frontiere esterne dell'Unione Europea. Sono alcuni dati divulgati il 24 luglio dalla Commissione sulle azioni delle dogane per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI)
Tra i Paesi con il maggior numero di procedimenti e di pezzi sequestrati complessivamente c’è l’Italia insieme a Belgio, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. In Italia tra il 2010 e il 2011 i procedimenti (circa 1.535) sono rimasti pressoché invariati, mentre sono notevolmente aumentati gli articoli sequestrati (da 16 a 30 milioni).
Prodotti contraffatti
Le principali categorie di articoli bloccati erano farmaci (24%), materiale di imballaggio (21%) e sigarette (18%). I prodotti di uso quotidiano e i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori rappresentavano complessivamente il 28,6% del totale degli articoli bloccati, a fronte del 14,5% del 2010. Anche nel 2011 si è riscontrato un aumento del numero di pacchi postali sequestrati, con un 36% costituito da farmaci.
Provenienza
Quanto ai Paesi di provenienza, il principale continua ad essere la Cina, da cui origina in totale il 73 per cento degli articoli non in regola con i DPI. Ma per alcune categorie di prodotti predominano altri Paesi d’origine, ad esempio la Turchia per i prodotti alimentari, Panama per le bevande alcoliche, la Thailandia per le bibite analcoliche e Hong Kong per i telefoni cellulari. Circa il 90% di tutte le merci bloccate è stato distrutto o è stato oggetto di un procedimento giudiziario per accertare la violazione.

Condividi contenuti